In Volo da Trieste…

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Piazza
Unità d’Italia, siamo affacciati sul mare circondati dal Municipio, dal Palazzo
della Regione e dalla Prefettura illuminati in questa sera d’Estate. Sono
seduto in mezzo alla piazza con mia madre (è stata lei a chiedermelo di essere
qui insieme).  Davanti a noi il palco
nasconde la facciata del Municipio con sopra la campana di Mikeze e Jakize.

Alle
21.40 circa una voce ci invita ad assistere al concerto de Il Volo. E sì, dopo
la finale del 23 Maggio a Vienna, me li rivedo passati due mesi da quel giorno.
Intorno a noi ci sono Volovers di tutte le età più o meno composte.
Ignazio,
Gianluca e Piero entrano intonando le parole de L’Immensità mentre mia madre
traffica con il suo Ipad cercando di far una foto con tutto il trio insieme. Sulla
Canzone Per Te di Sergio Endrigo mi giro per dirle una cosa e scorgo il sorriso
di Giachino, mentre dall’altra parte Sebastien e Damien scherzando parlottano.
Siamo scesi in arena abbiamo lottato per raggiungere questa posizione. Da due
semifinali che cerchiamo una strategia per arrivare lì davanti nelle prime
file. Lo si fa perché è una ufficiosa competizione fra noi, da una parte il
gruppo Daniel, Marco, Marco Gri, Manuel e dall’altra parte Domenico con sua
moglie Paola. In finale però ci alleiamo perché avevamo capito che non era di
noi che dovevamo stare attenti ma agli israeliani e ad uno spagnolo
particolarmente passionale . Arrivati alle nostre postazioni ci scambiavamo uno
sguardo per capire che eravamo tutti felici di esser lì, un unico gruppo nelle
prime file. Dietro a noi ci stavano emozionati Enrico, Riccardo, Roberto e
Stefano sparsi tra teste di ogni genere e bandiere di ogni colore.
Mia
madre mi dice bellissima questa versione di Piove cantata da Domenico Modugno e
nel dirmelo le cade una busta. La raccolgo e ricordo quando Damien nel
consegnarmi la busta del percorso cittadino di Parma diceva “busta per Conzina
Wurst”, la stessa Wurst che nell’intro della finale volteggiava sopra le teste
dei fans. Platea che la guardava volare verso il palco in quel Building Bridges
dove sapevo esserci le famiglie Rossi e Sesoldi, dove Vasco stava con i suoi
amici portoghesi, dove Andrea ed Alfonso erano eccitati a far foto fortunati ad
aver vinto i biglietti per la finale a Milano, dove potevo scorgere Octavio e
Claudio, dove Alberto e Kostantino avrebbero poi cantato la canzone greca.

Ignazio
canta Memory dal Musical Cats (elogiandone la versione di Barbra Streisand)
in quel momento  il mio cellulare vibra
così come lo faceva spesso a Vienna. Andon mi scrive sono a Milano alla
festa/visione pubblica della finale c’è una bella atmosfera mi diverto ma
vorrei esser lì a Vienna con voi. Come qui con noi vorrebbero essere altri nomi
nella mia lista contatti, amici che so essere lì davanti alla Tv. In Piemonte, in
Toscana, in Emilia, in Veneto e a Trieste hanno creato gruppi di ascolto o
vivono l’emozione scuotente in solitaria ed un pensiero collega tutti quanti
noi: l’Italia quest’anno vince.
Aspetto
l’esibizione della canzone che il Volo ha portato a Vienna ma come per il 23
Maggio sarà l’ultima. Numero 27. Così ha scritto Michele due giorni prima su un
post in Facebook…solo un numero…27. Mentre il Trio canta Il Mondo un mondo di
emozioni e pensieri percorre tutti dopo averlo saputo.27? Ultimi? Cosa vuol
dire? Fortunati? Ci crediamo lo stesso vittoria sarà.
Gianluca
fa un assolo su una canzone di Elvis Presley e mi volto a guardare le finestre
del Palazzo della Regione. Le finestre mi riflettono le luci della piazza e tra
quelle luci intravedo le gradinate dell’arena. Siamo a metà spettacolo ed
intravedo la macchia blu delle magliette Ogae indossate da Cristina, Barbara,
Alessandro, David, Enzo e Claudio. Fanno un bell’effetto vederle una vicina
all’altra. Tutti lì a trepidare ed ad aspettare che arrivino i nostri cantanti.
Guglielmo sventola la sua bandiera italiana in piedi sugli scalini perché la
troppa emozione non lo fa star seduto. Alessandro con la sua macchina cattura
ogni immagine possibile e con la sua macchina riuscirà a cogliere in uno scatto
anche tutti noi laggiù nelle prime file. Mentre Gianluca finisce la sua canzone
per un attimo ho intravisto vicino agli altri Josh sorridente ed elegante nel
suo vestito rosso/svizzero.
Il
concerto sta per finire e con il primo bis, la canzone Un Amore Così Grande,
inizio ad emozionarmi…so che manca una canzone. Tutti noi in platea e sulle
gradinate dell’arena, gli amici a casa o quelli rimasti in sala stampa, Simone,
Mattia, Albino, Antonio e tanti altri che ora non ricordo siamo trepidanti.
L’emozione dell’ultima canzone arriva e t’invade.
Attaccano
le prime note e ti accorgi che il boato è lo stesso, che la gente la canta, che
le persone si abbracciano. A Vienna al primo ritornello cantavo la canzone
insieme a maltesi, austriaci, albanesi, spagnoli urlanti e svedesi con le loro
parrucche bionde. Grande Amore la cantavamo tutti, tutti noi di OgaeItalia in
ogni luogo di quell’arena, tutti noi insieme a quelli rimasti in Italia, la
cantavano Eddy e Nicola in Green Room. La canta la gente in Piazza Unità
d’Italia a Trieste. Sarà vittoria. Dovremo organizzare l’Eurocafé…
Gli
acuti dei tre ragazzi ci portano lontano, vittoria all’ESC non sarà ma vittoria
è un concerto de Il Volo che ti permette di rivedere i visi, di risentire le
emozioni e di ricordare quegli otto giorni a Vienna.