Eurovision Gala 2015: l’Eurovision Song Contest a modo nostro

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E’ stata la città di Livorno, lo scorso venerdì, a ospitare l’Eurovision Song Contest: ovviamente non quello vero, ma il sorprendente gala eurovisivo organizzato dalla Compagnia Teatrale “Zeffiri e zimbelli” sulla base di un’idea dei nostri Andrea Zargani e Gaetano D’Ottone.
Il grande successo ottenuto dal Gala dello scorso anno ha spronato gli organizzatori a ripetere questa esperienza così positiva, e ancora una volta tutto il lavoro che la rappresentazione ha richiesto non è certo andato sprecato: abbiamo assistito a un vero e proprio Eurovision Song Contest “vecchio stile”, con scenografie e coreografie curate e fantasiose, e voci che poco o niente hanno da invidiare a quelle più famose.
Cartoline girate nei luoghi più importanti di Livorno hanno introdotto le canzoni, eseguite talvolta su base, talvolta con l’accompagnamento alla tastiera del Maestro Francesco Menici.

Il primo brano scelto è stata una coinvolgente “Runnig” (Ungheria 2014), per la voce di Antonio Siani.

Andrea Zargani ha scritto il testo in italiano di “Silencio e tanta gente” (Portogallo 1984), dandone un’interpretazione da manuale.

 

Letizia Santagata ha interpretato “Is it true?” (Islanda 2009). La coreografia è del Centro Studi Armonia Danza.

“Hasheket shenish’ar” (Israele 2005) è stato il brano scelto da Elisa Ferretti.

 

Il poliedrico Gaetano D’Ottone ha trasformato “Nacida para amar” (Spagna 1989) in una “nonsense” “Pale del mio mulino/Cancellata”, entrando in scena… al volo.

 

Marco Scariot, con la coreografia di Exit-Danza T, ha dato voce alla struggente “Rapsodia” (Italia 1992).

 

Per il Regno Unito la prima scelta è ricaduta su “One step out of time” del 1992. Interprete Alessio Bonaretti.

 

“Keelatud maa/Hold onto love” (Estonia 1997) è stata invece intepretata da Elisa De Marco.

 

Sara Pizzonia, con le allieve della Scuola di Danza Dea, ha dato vita a una conturbante “Aphrodisiac” (Grecia 2012).

 

Il primo atto è stato chiuso dal cast maschile al completo, nell’interpretazione di “Occhi di ragazza” (Italia 1970).

 

Mentre il cast femminile ha aperto il secondo atto con “Non ho l’età”, prima vittoria dell’Italia all’Eurovision (1964).

 

“Rise like a phoenix” (Austria 2014) è stata affidata alla grande voce di Giorgia Toschi, con la coreografia della New Project Danza.

 

Atmosfere jazz per Alessio Bonaretti con “Can’t wait until tonight” di Max (Germania 2004).

 

Ancora una vincitrice: “Euphoria” di Loreen (Svezia 2012), interpretata da Marina Ferrari con un’originale coreografia della Areadanza.

 

Lontana anni luce dal Barbara Dex Award, Roberta Leonardis ha cantato “Je n’ai jamais aimé quelq’un comme toi”, versione francese di “Iemand als jij” (Belgio 1993).

 

Il numero più pimpante della serata è stato certamente quello di Andrea Zargani, Daniela Amendolia e Gaetano D’Ottone in “Save your kisses for me” (Regno Unito 1976).

 

Splendida canzone e grande interpretazione per Rino Pizzonia: “Mysterious woman” (Irlanda 1997). Coreografie di Danza & Danza di Salus Club.

 

Un’altra ottima prova per Antonio Siani con “My heart is yours” (Norvegia 2010). Coreografia Scuola di Danza Dea.

 

Steffy Caramagna ha dato voce ad “Amanecer” (Spagna 2015) con coreografie di Laboratorio di Danza e Movimento.

 

Come conclusione, non poteva mancare “Nel blu dipinto di blu” eseguita da tutto il cast con coinvolgimento del pubblico.

 

Alla fine, ringraziamenti per tutti, compresi presidente e vicepresidente di OGAE Italy, chiamati sul palco per un breve saluto. Pubblico ancora una volta entusiasta, molti applausi e ottimo gradimento.
Il nostro ringraziamento va agli organizzatori di questo bellissimo evento, nato per avvicinare il pubblico all’Eurovision Song Contest. Arrivederci al prossimo anno con una nuova edizione!