Ed anche la Germania ha scelto! Si è appena concluso il programma “Unser Lied für Stockholm”, che ha incoronato Jamie-Lee Kriewitz come vera e propria reginetta della canzone tedesca, visto che, dopo avere vinto “The Voice of Germany”, rappresenterà anche il suo Paese a Stoccolma.
Qui di seguito, la cronaca di come si è svolta la serata.
Alle 20,15, puntuale come un orologio svizzero, la trasmissione inizia con la presentatrice Barbara Schöneberger impegnata in una parodia-medley di canzoni eurovisive tedesche dedicate all’Eurovision Song Contest e alla finale di stasera. Un po’ polemicamente, l’unica non eurovisiva, e la prima a essere eseguita, è “Dieser Weg” di Xavier Naidoo…
Dopo una breve videostoria dell’Eurovision Song Contest, naturalmente con particolare riferimento alle partecipazioni tedesche, inzia la gara con Ella Endlich con “Adrenalin”, una canzone che parla, come lei stessa dice, di libertà e avventura. Dal battito di mani a tempo del pubblico si capisce subito che si tratta di una delle favorite. E’ una canzone allegra, un tipico esempio di schlager che, come ha sottolineato la presentatrice, è tornato molto di moda con il successo di Helene Fischer. Il vestito della cantante è forse troppo “adulto”, malgrado la gonna cortissima, i quattro ballerini si muovono lenti e il tutto risulta forse un tantino datato, ma è da apprezzare il testo in tedesco.
Ecco poi le Joco con la loro “Full moon”. Si tratta di una coppia di sorelle che suonano tastiere e percussioni, e cantano in inglese. La scena è blu, con una grande luna piena in mezzo a loro e uno sfondo di stelle. Niente balletti: il tutto è già molto suggestivo. La loro canzone è un midtempo molto affascinante ma poco orecchiabile, un brano di classe, una vera e propria mina vagante che potrebbe stupire e catturare, ma anche essere relegata a fondo classifica. Lo spettatore si domanda se la Germania se la senta di rischiare con un brano così diverso.
I terzi a esibirsi sono i Gregorian, il gruppo sul quale si concentra la più alta attenzione da parte del pubblico e dei fans. Per la loro “Masters of chant” tuniche, torce e fuochi accesi tutto intorno al palcoscenico. E’ un incrocio fra pop e canto gregoriano, un brano epico ma allo stesso tempo orecchiabile, che ci riporta in uno scenario degno de “Il nome della rosa”, ed entusiasma il pubblico. Il pensiero di chi guarda è che questa canzone così particolare potrebbe essere davvero il brano migliore per colpire il pubblico eurovisivo, a Stoccolma.
Sale poi sul palco il gruppo Woods of Birman. Il frontman sembra uscito da “Grease”, ma “Lift me up (from the undergroud)” ha piuttosto uno spiccato sapore anni ottanta. La canzone è ballabile senza essere troppo lineare. Trattandosi di un gruppo, l’unico abbellimento scenico sono alcune parole luminose che appaiono di tanto in tanto sullo sfondo. Un buon numero, che avrebbe le sue buone possibilità.
I prossimi a esibirsi sono i Luxuslärm, che hanno già alle spalle un Bundesvision Song Contest (nel 2012 si classificarono quarti). La bionda frontwoman Jinny ha una voce chiara e delicata, ma anche potente quanto basta. La canzone, in tedesco, si intitola “Solange Liebe in mir wohnt”, ed è un brano ritmato e allegro, anche questo appartenente al genere schlager, di quelli che si ascoltano volentieri in auto, durante una gita estiva. Il pubblico gradisce. Nel finale, sullo sfondo appare un enorme cuore cangiante dal rosso al viola.
Un intervallo con una breve videostoria dei successi eurovisivi svedesi e del Melodifestivalen, e si riprende la gara con i Keøma, un duo uomo-donna che definisce il proprio stile “night drive pop”. “Protected” è un brano lento e interessante, vagamente new age, che viene opportunamente presentato in un contesto blu, con immagini di mare calmo sullo sfondo. La cantante è in lungo color oro, mentre il suo partner e i musicisti che li accompagnano rimangono in ombra. Suggestivo.
Un’ovazione dei fans introduce gli Avantasia, una vera e propria rockband di quelle che riempiono gli stadi. Infatti, il gioco di luci e fumi sul palco è da concerto, e l’uniforme del frontman cita “Sgt. Pepper’s”. “Mystery of a blood red rose” è il brano più deciso della serata, ma non trascura l’orecchiabilità: un pop rock trasversale, di quelli che catturano ogni tipo di pubblico. Come giustamente dice il commentatore, riecheggia lo stile di Bon Jovi.
“Nur ein Lied”, la canzone di Alex Diehl, parla degli attacchi terroristici del 13 Novembre 2015 a Parigi. Pubblicata su Facebook ha avuto più di 3 milioni e mezzo di visualizzazioni in 48 ore. Alex la canta imbracciando la chitarra, con l’accompagnamento di un pianoforte, e, sullo sfondo, il testo è proiettato in francese, tedesco e inglese. E’ un genere cantautorale che a prima vista sembra non molto eurovisivo, ma potrebbe riscuotere favori per l’argomento e la delicatezza nel trattarlo.
Il brano “Ghost” di Jamie-Lee Kriewitz l’ha già portata alla vittoria di “The voice of Germany”: adesso tenta la fortuna nella finale nazionale. Anche qui abbiamo una luna piena sullo sfondo, alberi e coriste, in una specie di foresta tenebrosa, circondano Jamie-Lee, vestita in stile manga. Il brano è un bel midtempo, malinconico e “dark” al punto giusto.
L’ultima partecipante è Laura Pinski, con una canzone di Ralph Siegel, “Under the sun we are one”. Lo stile di Siegel è chiaro fin dall’introduzione, che parte come “Lied für einen Freund”, e resta evidente durante tutta la canzone. Laura indossa un vestito dalla gonna enorme e luminosa stile “Polina Gagarina a Vienna”, che si trasfigura in un coloratissimo fiore: è l’unico elemento scenico, ma basta da solo a stupire. Brano super-orecchiabile, dall’incedere trionfale, con rallentamento nel finale.
Terminata l’esecuzione delle dieci canzoni, inizia la votazione: prima di tutto per stabilire quali saranno le tre che si affronteranno nella volata finale. Per aiutare i votanti, innanzitutto viene presentato un recap dei brani in gara. Dopo di che abbiamo ancora un filmato che presenta i vari interval act eurovisivi succedutisi nel corso degli anni. Segue una breve intervista al più “anziano” e al più “giovane” fra gli autori: Ralph Siegel e Thomas Burchia.
Viene poi data un’occhiata a “cosa fanno gli altri”, cioè quali canzoni sono già state scelte per Stoccolma dagli altri Paesi. Infine, arriva l’annuncio dei tre finalisti: Avantasia, Alex Diehl e Jamie-Lee Kriewitz. I tre eseguono nuovamente le loro canzoni.
Gli ospiti, che si esibiscono dopo le tre ripetizioni, sono i The Common Linnets, che cantano “Calm after the storm”. Dopo di che a loro si unisce il complesso country The BossHoss per una cover di “Jolene” di Dolly Parton.
E infine la decisione: al terzo posto si classificano gli Avantasia, al secondo Alex Diehl e al primo Jamie-Lee Kriewitz.