Home #ESC2016 Eurovision 2016: Michał Szpak e il colore della vita per la Polonia

Eurovision 2016: Michał Szpak e il colore della vita per la Polonia

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La Polonia ha deciso: sarà Michał Szpak con “Colors of your life” a rappresentare la Polonia all’Eurovision Song Contest 2016. La scelta è avvenuta poco fa, durante il programma televisivo “Krajowe eliminacje”.
Ed ecco la cronaca della serata, nella quale, fra un’esibizione e l’altra, vengono presentati brevi clip di alcune delle entries già scelte da altri Paesi, fra cui il Belgio, la Spagna, l’Irlanda e la Svizzera. Entriamo nel vivo della gara.
Prima esibizione, quella dei Taraka con “In the rain”. Malgrado il look da gruppo heavy, la canzone è un curioso mix fra rock e musica popolare, incalzata dall’accompagnamento continuo e cadenzato di una fisarmonica e corollata da vari “Oh oh oh” dei backing vocals. Un brano accattivante, che resta subito in testa.
Prosegue un altro gruppo: Napoli con “My universe”. E’ una ballata molto eurovisiva, che inizia lenta ma già dal bridge acquista un ritmo cadenzato, per rallentare di nuovo leggermente nel ritornello. L’impressione che dà l’arrangiamento è leggermente datata, da Eurovision anni 90, ma è certamente cantato con passione e classe.
Terza concorrente Natalia Szroeder e la sua “Lustra”. Fa sicuramente piacere ascoltare finalmente una canzone in polacco. Anche questo brano inizia lento, ma poi prende ritmo e ci riporta ad atmosfere anni ottanta, ricordandoci vagamente la base di “Maneater” di Hall & Oates. Atmosfera ariosa e soft.
Un’altra voce femminile: Dorota Osinksa con “Universal”. Qui si va sulla classica ballata eurovisiva, con l’atmosfera sognante, i coristi e tutto il kit apposito. Un semplice schema verse-chorus-verse-chorus che fa sempre il suo effetto, malgrado qualche difficoltà vocale negli acuti (probabilmente causata dall’eccessivo entusiasmo dell’interprete).
Kasia Mos presenta invece “Addiction”. E’ un brano di classe, delicato ma anche carico di tensione, che la cantante interpreta calibrando bene i momenti drammatici e quasi urlati. Bellissima, tanto da sembrare una Bond Girl anni sessanta, Kasia è sensuale senza risultare assolutamente volgare.
Ascoltiamo poi Alexandra Gintrovska con “Missing”. E’ un midtempo non spiacevole, che però risulta un poco debole e non eccessivamente coinvolgente, malgrado la messa in scena con i classici ballerini e la bellezza della cantante.
Finalmente un uomo: Michał Szpak con “Color of your life”. Una splendida voce per una rock ballad estremamente cantabile, con un sound semplice e il classico key change proprio delle ballatone per freschi innamorati. Il rocker dalla giacca rossa sembra avere molte fans in platea: ci chiediamo se lo porteranno a Stoccolma… E avremo presto la risposta.
Acclamatissima, ecco la superfavorita Margaret con “Cool me down”. Molti iscritti OGAE la ricorderanno al Video Contest con “Thank you very much”, il video in cui erano tutti nudi tranne lei. La canzone è indubbiamente la più moderna fra quelle presentate, ma forse anche per questo non brilla per originalità. La voce e l’interpretazione sono comunque impeccabili.
Ultima cantante in gara Edyta Gorniak, non nuova all’esperienza eurovisiva (“To nje ja”, 1994). Il brano è “Grateful”. Sola con il suo microfono, presenta una ballata dall’andamento vagamente epico, cantata senza eccessi, anzi, con voce a tratti quasi sussurrata. Nel finale la canzone e l’interpretazione prendono accenti drammatici. Sicuramente fra i brani di più alto livello della serata.
L’ospite è il cantante Andrzej Piaseczny, accompagnato dal Silesian Art Collective. Ascoltiamo un vero e proprio miniconcerto fatto di dolci e romantiche ballate e di scorrevoli midtempo.
Giusto quello che basta per arrivare senza troppe smancerie al fine della serata: un filmato ci mostra il filmato della busta che viene recapitata al presentatore da Monika Kuzynzka, la rappresentante dello scorso anno. E nella busta ci sono i primi tre classificati: terza Edyta Gorniak, seconda Margaret, primo Michał Szpak.