Kaliopi: una delle artiste più amate in assoluto non solo dal pubblico macedone, ma da quello eurovisivo in generale, quest’anno rientra alla manifestazione con ancora più grinta e gioia della volta precedente. Sentirla cantare è come un’esplosione di sole, una scossa di energia che non può assolutamente lasciare indifferenti.
Malgrado sia sempre di corsa fra mille impegni pre-eurovisivi, Kaliopi ha trovato il tempo di rispondere ad alcune nostre domande, confermando quell’impressione di donna dalla forte personalità e dal carattere solare che ci aveva dato già a Baku. Ecco la nostra intervista.
OGAE Italy: Ciao Kaliopi, ci fa molto piacere incontrarti! Prima di tutto vogliamo congratularci con te per la tua seconda partecipazione all’Eurovision Song Contest, e grazie per avere accettato questa breve intervista. Siamo davvero felici di rivederti in gara: la tua “Crno i belo” è una delle canzoni eurovisive più amate di tutti i tempi. A essere onesti, un’artista come te non avrebbe avuto bisogno di questo rientro: hai un successo di lunga data, in Macedonia e all’estero. Nel 2012 sei riuscita a riportare la Macedonia in finale all’Eurovision, e. come ho scritto, la tua canzone è stata una hit non solo tra gli eurofans. Perché, quindi, tornare in gara?
Kaliopi: Dal 2012 a ora, tutte le lettere e i messaggi che sono arrivati esprimevano regolarmente il grande desiderio dei fans di vedermi tornare all’Eurovision – Non solo quelle dirette a me, ma anche quelle indirizzate alla RadioTelevisione Macedone. Lo scorso Novembre, il servizio nazionale della Repubblica di Macedonia mi ha presentato l’invito ufficiale, come artista, a rappresentare di nuovo il mio Paese. Sapendo che così tante persone non vedevano l’ora di rivedermi all’Eurovision, ho accettato l’invito, perché non c’è più grande onore di quello di rappresentare il proprio Paese e la propria gente davanti a un così vasto pubblico nel più grande evento musicale del mondo.
OGAE Italy: Che cosa ha l’Eurovision Song Contest di così speciale, che attrae così tanto gli artisti?
Kaliopi: Tutta l’atmosfera che domina l’Eurovision Song Contest scorre dalla terra al cielo con un’energia che non si può trovare da nessun’altra parte, ne’ simile, ne’ tanto meno identica. Questo probabilmente viene dal misto di diverse culture e di diversi modi di manifestare le proprie emozioni attraverso la musica. Per questo, ogni canzone dell’Eurovision Song Contest ha la sua propria identità e non può essere paragonata a nessun’altra. L’Eurovision Song Contest è come una musica che si sogna a occhi completamente aperti.
OGAE Italy: La tua canzone si intitola “Dona”. Non ho trovato la traduzione esatta del titolo, ma dal testo si intuisce che è dedicata a una donna, una presenza femminile. Chi è questa “Dona” della quale canti, e che cosa significa per te questa canzone?
Kaliopi: Per me “Dona” significa così tante cose, ed è un poco parte della mia storia. “Dona” può essere chiunque si desideri e immagini come figura cruciale nella propria vita. Sono sicura che ogni persona troverà un pezzo della propria anima nella mia storia, ma ciascuna a modo proprio. Per questo, vi prego, non chiedetemi di spiegare che cosa significa la canzone: ascoltate semplicemente “Dona”, percepitela e cercate nella mia canzone qualcosa di vostro.
OGAE Italy: Dobbiamo davvero lodarti per avere scelto di cantare la tua canzone in lingua Macedone. Sei una dei pochissimi artisti che hanno scelto la loro lingua nazionale, mentre ormai quasi tutti i partecipanti all’Eurovision cantano in Inglese. Quali sono i motivi della tua scelta, e pensi che cantare in Macedone rappresenterà un vantaggio o uno svantaggio?
Kaliopi: Non so dirvi riguardo agli altri, ma per me cantare nella mia lingua è un vero vantaggio, perché penso che questo possa veramente far sì che la gente mi capisca nel modo migliore. 🙂
OGAE Italy: Non sei solo una grande cantante, ma anche una compositrice. Per esempio, hai scritto la musica per il balletto contemporaneo “Me, Isadora”, basato sulla vita della danzatrice Isadora Duncan. Ma hai anche scritto canzoni per altri artisti. Come ci si sente quando altri cantanti o ballerini danno vita alla propria musica? Che cosa ti dà la sensazione più forte: comporre o cantare?
Kaliopi: Quando creo musica al di fuori dalla sfera del pop o rock (come quella per il balletto, il teatro o il cinema) ho una meravigliosa opportunità di esprimermi attraverso la musica senza parole. E quando decido di dare le mie canzoni a qualcun altro le do senza riserve, e con tanto amore. 🙂
OGAE Italy: Nel 2011 hai fatto il giudice a “Macedonian Idol”. Che cosa puoi dirci di quella esperienza, e che opinione hai dei talent show in generale?
Kaliopi: E’ stata un’esperienza meravigliosa e, dal punto di vista personale, ho imparato molto dai giovani. Penso che sia una bella cosa che esistano questi programmi, ma rispetto solo quelli che hanno una loro finalità e che si occupano dei talenti a lungo anche dopo la fine della gara!
OGAE Italy: Grazie, Kaliopi, per avere risposto alle nostre domande. Ti auguriamo tutto il meglio a Stoccolma, e speriamo di incontrarti là! Mentre ringraziamo anche Marija M. Karan, che ha reso possibile questa intervista, vi invitiamo ad ascoltare nuovamente “Dona”, e, come ci chiede Kaliopi, a trovarvi dentro un pezzo della vostra storia.