La deportazione dei Tatari di Crimea: Jamala, per rappresentare l’Ucraina all’Eurovision Song Contest, ha scelto un tema forte, che ha già causato polemiche e discussioni, ma che, fondamentalmente, esprime soprattutto il dolore di una tragedia che non potrà mai essere dimenticata.
Jamala, però, non è solo questo, ma è una persona ricca di cultura e di interessi, con la quale è un piacere scambiare due chiacchiere. Questa intervista ci regala un poco del suo mondo, oltre che della sua storia familiare e di quella di tante altre famiglie. Ascoltiamola.
OGAE Italy: Ciao Jamala, molto lieti di conoscerti. Grazie per avere accettato questa intervista, e congratulazioni per avere vinto la finale nazionale Ucraina ed essere quindi stata scelta per rappresentare il tuo Paese all’Eurovision Song Contest.
Ci sembra del tutto naturale iniziare questa intervista domandandoti della tua canzone, “1944”. Sappiamo che non parla solo di un evento storico, ma ha le sue radici in un ricordo tragico che riguarda la tua famiglia, in particolare la tua bisnonna. Vuoi dirci qualcosa di più della tua canzone e del suo significato?
Jamala: “1944” è un brano molto importante per me. L’ho scritto un anno e mezzo fa. La canzone parla della tragedia successa alla nostra famiglia e a tutti i Tatari di Crimea nel 1944. Parlo della deportazione dei Tatari di Crimea in Asia Centrale, il crimine perpetrato dall’allora governo Sovietico. Stiparono le persone come bestie in treni merci per settimane, senza cibo ne’ acqua. Coloro che non riuscirono a sopravvivere vennero gettati fuori e lasciati a giacere per terra. Anche la mia bisnonna perse una figlia in questo modo. Ma “1944” riguarda tutte quelle persone che in passato hanno attraversato tragedie orribili, come l’Olocausto. Dovremmo ricordare sempre, mai dimenticare, affinché cose simili possano essere evitate in futuro. Voglio far arrivare il mio messaggio al maggior numero di persone possibile.
OGAE Italy: L’Eurovision Song Contest è generalmente conosciuto come il regno delle canzoni easy listening o addirittura trash, le cosiddette “Canzoni la-la-la”. Come pensi che il pubblico reagirà davanti a un brano che, al contrario, ha il preciso scopo di farlo pensare, riflettere su di un argomento così importante?
Jamala: Sono d’accordo, la maggior parte delle canzoni che vengono cantate all’Eurovision Song Contest sono facili e divertenti, ma non tutte. Mi ricordo di alcune canzoni molto serie che parlavano della Seconda Guerra Mondiale o del Genocidio. Per esempio, la serba Marija Šerifović, nel 2007, ha interpretato “Molitva”. Mi sembra che il pubblico sia un poco stanco delle canzoni facili e voglia ascoltare qualcosa di diverso. più significativo, profondo, drammatico. In ogni caso, “1944” è l’unica ragione per la quale ho partecipato alla Selezione Nazionale. Non l’avrei fatto, se non avessi avuto questo brano.
OGAE Italy: Ovviamente, nel tuo caso la scelta di cantare in Inglese è stata generata dal bisogno di far capire a più persone possibile le parole della tua canzone. A parte questo, in generale quale credi che sia la scelta migliore rispetto alla lingua: l’Inglese o la lingua nazionale? E perché?
Jamala: Non credo che ci sia una formula. Perché, ad esempio, l’Italia dovrebbe cantare in Inglese quando la vostra lingua è così melodica, bella e agevole per il canto? Penso che si dovrebbe scegliere la lingua nella quale canta il proprio cuore. Se la canzone parla d’amore, la lingua Italiana e quella Francese si adattano perfettamente. Hai ragione, nel mio caso il significato è molto importante e voglio che sia compreso. Tuttavia, il ritornello è nella lingua dei Tatari di Crimea, malgrado possa essere capita solo da chi parla Turco. Per me è un elemento molto importante della mia canzone.
OGAE Italy: Il tuo primo tentativo di rappresentare il tuo Paese è stato nel 2011 con la canzone “Smile”, popolarissima tra i fans. Purtroppo ci sono stati alcuni problemi con il processo di selezione, così hai deciso di ritirarti. Ti ci sono voluti cinque anni per provarci di nuovo. Perché hai deciso di ritentare?
Jamala: Mi sono resa conto che era il momento giusto per partecipare. Ho scritto “1944” un anno e mezzo fa, ma non è stata inclusa nel mio ultimo album “Breath” che è uscito nell’autunno del 2015. Quando la Selezione Nazionale è stata annunciata, ho deciso che volevo far ascoltare “1944” al mondo. E l’Eurovision Song Contest è il miglior modo per raggiungere gli ascoltatori di tutta Europa e oltre.
OGAE Italy: L’Eurovision Song Contest è un evento nel quale più di 40 Paesi si incontrano e cercano di interagire e condividere qualcosa. Che cosa significa, per te, prendere parte a questo evento internazionale?
Jamala: Prima di tutto è un grande onore e una grande responsabilità. E’ anche una grande opportunità per essere ascoltata e per mostrare l’alto livello della musica Ucraina. L’Eurovision Song Contest dà la possibilità di esibirsi davanti a un pubblico enorme, al quale trasmettere il proprio messaggio.
OGAE Italy: Ti sei diplomata in canto lirico, sei un soprano lirico-drammatico. In un primo momento avevi previsto una carriera nell’opera lirica, e sognavi la Scala di Milano. Che cosa ti ha fatto cambiare idea, e quanto la tua formazione lirica influenza ancora la tua musica?
Jamala: Mi sono laureata in canto lirico al Simferopol Music College e all’Accademia Musicale Nazionale di Kiev e volevo intraprendere una carriera nella musica classica, ma i piani sono cambiati. Nell’estate del 2009 sono andata al New Wave, il concorso internazionale per giovani cantanti in Lettonia, e ho avuto il primo premio. Dopo di questo ho deciso di iniziare a scrivere da sola la mia musica, e mi sono mossa in quella direzione. Malgrado questo, a volte partecipo a progetti legati alla musica classica. Per esempio, ho vinto lo show televisivo “Stars in opera”. Sono stata in cartellone in due festival dell’opera. Quest’anno ho anche interpretato l’Inno alla Gioia con l’orchestra durante le celebrazioni del Giorno dell’Indipendenza nella piazza principale di Kiev.
OGAE Italy: Quali sono i tuoi compositori di opera preferiti, e qual è il personaggio che sentivi più adatto a te, durante i tuoi studi?
Jamala: Adoro la musica classica e l’opera italiane. I miei compositori preferiti sono Puccini, Verdi e Rossini, e le mie opere preferite sono Tosca, La Traviata, Aida e Nabucco. Penso che non moriranno mai! Nel mondo d’oggi, nessuno riuscirebbe a comporre cose come quelle! Un insegnante di vocalità italiano, una volta mi ha detto che sono identica a Violetta della Traviata, ed è stata come una profezia, perché nel mio esame finale ho interpretato il ruolo di Violetta. E’ il ruolo più difficile in questa opera, e mi è venuto piuttosto bene. Ci vuole molta potenza per cantarlo: nella prima parte è un ruolo da soprano lirico, nella seconda da soprano drammatico, ma è per la stessa cantante! Lo chiamavamo “Lo scherzo di Verdi” 🙂
OGAE Italy: Opera, ma anche jazz e soul a quanto leggo: sembra che ami ogni tipo di musica. In generale, qual è la musica che ami ascoltare, gli artisti e i gruppi che ti piacciono di più e che hanno più influenzato la tua musica?
Jamala: Se inizio a scrivere i nomi non leggerete mai questa intervista fino in fondo. Ascolto musica tutto il tempo, perché la musica è la cosa che amo di più. Ascolto musica classica, jazz, folk. Ovviamente sto attenta alle nuove uscite degli artisti Statunitensi e Inglesi. Non saprei dire chi abbia influenzato in particolare la mia musica.
OGAE Italy: Ci stiamo avvicinando a Stoccolma: manca meno di un mese. Puoi dirci qualcosa dello staging della tua canzone, e come pensi di rappresentarla al meglio?
Jamala: Al momento stiamo preparando una performance completamente nuova, ma i dettagli li teniamo segreti. Anche il vestito sarà nuovo: Vogue Ucraina ha fatto una specie di concorso fra stilisti nazionali. Abbiamo scelto il disegno di Ivan Frolov, abbiamo già lavorato con lui per un abito da concerto. In realtà stiamo preparando quattro vestiti: due con Ivan Frolov e due con lo stilista in capo di STB TV, Dmitriy Kuryata. Deciderò all’ultima prova quale indosserò sul palco.
OGAE Italy: Leggo che sei venuta in Italia per il Primo Concorso Europeo Amici della Musica. Cosa puoi dirci di quella esperienza, e dell’Italia in generale: cultura, cucina, musica?
Jamala: Avevo 20 ed è stato il mio primo concorso lirico. Ho molti bei ricordi, ma adesso mi rendo conto di avere scelto il repertorio sbagliato. 🙂 Immagina, ho cantato Abigail del Nabucco! A soli 20 anni!!! Tutti i componenti della giuria sono rimasti scioccati.
Adoro l’Italia! E’ un Paese così bello che non trovo le parole per descriverlo! Amo i cantanti d’opera Italiani: sono i migliori del mondo. Sento il temperamento degli Italiani molto vicino al mio. Avete calore, molto calore, siete di mentalità aperta e amichevoli. Adoro il vostro cibo nazionale, come pasta, pizza eccetera. Potrei mangiarne per tutto il giorno, ma il problema sarebbe poi per i miei vestiti! :-)))
OGAE Italy: Grazie, Jamala, per essere stata così gentile nel rispondere alle nostre domande. Incrociamo le dita per te, e speriamo di vederti a Stoccolma!
Oltre a Jamala, ringraziamo Denis Kozlovskyi che ha reso possibile questa intervista.