Pochi giorni fa sono stati annunciati i nomi dei giurati dell’Eurovision Song Contest 2017, e abbiamo tutti gioito per la nomina a Presidenti di Giuria di due ottimi amici di OGAE Italy: Antonello Carozza per la giuria italiana, e Fabrizio Raggi per quella sammarinese. Abbiamo conosciuto Fabrizio in occasione delle precedenti partecipazioni di Valentina Monetta, e con lui abbiamo gioito del passaggio in finale di San Marino, nel 2014 a Copenhagen. Non potevamo mancare di intervistarlo, per farvi scoprire la sua simpatia, la sua gioia di vivere e i suoi molteplici talenti che non si limitano certo al mondo dell’Eurovision.

OGAE Italy – Presidente della Giuria Sammarinese, un grande onore, un grande riconoscimento. Che cosa hai pensato quando ti è stato offerto e cosa ti ha spinto ad accettare?

Fabrizio Raggi – Ho accettato con grande piacere, sono molto affezionato a questo evento. Che cosa ho pensato? Bello! Grazie!

OGAE Italy – Facendo parte della giuria, ovviamente non parteciperai all’evento dal vivo come in anni passati. Ti mancherà? Che cosa in particolare?

Fabrizio Raggi – Si mi mancherà! le settimane di preparazione, l’atmosfera nei camerini, le sane tensioni, l’urgenza artistica di esibire ed esibirsi, il confronto, le mille luci, l’adrenalina prima dello stage, l’attesa di una risposta, l’azione artistica in se nel momento del live, l’attesa di una risposta del pubblico dopo l’ idea, i sorrisi degli spettatori e il senso di appartenenza che una manifestazione come questa crea.

OGAE Italy – In generale, e non solo guardando alle canzoni partecipanti, che cosa pensi che debba avere una canzone per fare presa sul pubblico? E un interprete? Che cosa serve per avere successo?

Fabrizio Raggi – WOW… allora, prima di tutto penso che il brano debba essere universale, cioè piacere a tutti e non solo ad una piccola cerchia; a volte la musica “ leggera” può diventare un classico proprio perchè ha fatto sognare varie culture. Il suono è un mantra e se dissonante, come spesso accade, allontana invece di unire. Un interprete, prima di essere tale, deve sapere cantare bene: dovrebbe avere studiato tanto e aver una buona cultura; deve avere un talento innato e riuscire a trovare il proprio punto centrale grazie all’esperienza e ad una buona stima verso se stesso.
L’artista, l’autore, dovrebbero avere vissuto anni di preparazione prima di presentare la propria anima, la propria arte, dovrebbero conoscere il mondo musicale con tutti i suoi no, forse, si, probabile, e sopratutto avere una buona corazza di protezione verso pugnalate gratuite. Serve quality star, ossia sapere rapportarsi al pubblico, alla produzione e sapere che sei anche un prodotto oltre che un artista. L’artista dovrebbe sapersi assumere una responsabilità tale da mantenere sempre alta la propria arte. Il successo è un ottimo biglietto verso un pericolo costante, per quanto possa essere al tempo stesso affascinate e lucente.

OGAE Italy – Di loro si può parlare, visto che tanto non potrete votarli: dicci le tue impressioni su questa quarta partecipazione di Valentina, e su Jimmie. Ovviamente farai il tifo per loro!

Fabrizio Raggi – Certo che faccio tifo per loro. Come sai Valentina è una amica prima di tutto e Jimmie si è dimostrato tale. Sono artisti eclettici, preparati con una grande voce e tanta tanta esperienza alle spalle. Conoscono il mestiere e per fortuna oggi possono divertirsi in scena assumendosi la responsabilità e trasformare una piccola paura in un sincero sorriso. Il brano è divertente, musicale, easy, giusto direi per la manifestazione.

OGAE Italy – Torniamo un attimo indietro a quel momento, al primo passaggio in finale di San Marino: è stata un’emozione grandissima per noi fans italiani, quindi mi figuro che per voi lo sia stato dieci volte di più. Raccontami che cosa avete provato in quel momento.

Fabrizio Raggi – AAAAAA!!!! Grande urlo di gioia! Si, abbiamo provato veramente una grande GIOIA. Io sinceramente ero talmente nervoso che non avevo capito immediatamente, ho visto semplicemente Valentina partire a razzo verso il cielo! Allora ho appreso e mi sono commosso assieme a lei e tutti in un grande abbraccio. Sai, l’approvazione, essere approvati dopo un grande lavoro è il regalo più grande, proprio come a teatro, finito lo spettacolo; ricevere l’applauso del pubblico è impagabile.

OGAE Italy – Passiamo a Fabrizio Raggi attore, sia di cinema che di teatro. Sappiamo che sono due metodi recitativi molto diversi l’uno dall’altro. Quale ti è più congeniale?

Fabrizio Raggi – Nato a teatro e adottato da cinema e tv. I metodi recitativi sono indubbiamente diversi… in parte. A teatro serve più voce, il movimento è più ampio e il ”qui e ora” crea una magia, una sinergia tra te e il pubblico creando così una condivisone presente e attiva. L’azione scenica rallenta il tempo, perché attraversi emozioni e azioni assieme ad altre persone: il pubblico. Il cinema o la TV sembrano essere esenti da questo, ma non è vero perché comunque attraversare un sentimento rende l’attore parte di chi lo guarda. Amo molto il teatro, ma il fascino del set è intrigante e affascinante.

OGAE Italy – Leggo sul tuo curriculum il ruolo di Lia in “Dignità autonome di prostituzione” di Luciano Melchionna, che personalmente è quello che mi colpisce di più, ma leggo anche nomi come Giorgio Albertazzi, Dario Fo, Gigi Proietti, e molti altri. C’è qualcuno di loro che ti ha dato un’impronta particolare e che vuoi ricordare?

Fabrizio Raggi – Si, con Melchionna è stata una meravigliosa esperienza e lo ringrazio ancora per avermi dato proprio quel ruolo. Lo spettacolo è geniale e unico. Ho lavorato per tanti anni con il grande Giorgio Albertazzi e sinceramente lui è stato davvero un maestro di vita e d’arte. Mi ha formato come modellare creta e ho ricordi indelebili. Devo ammettere che ho avuto la grande fortuna di rapportarmi con grandi artisti e con tutti loro crescere e affrontare esperienze dure ma incisive. Ho ancora il cuore colmo di emozioni vissute.

OGAE Italy – Attore in prima persona e poi docente di recitazione e doppiaggio. Quanto è faticoso e quanta soddisfazione dà trasmettere agli altri la nostra esperienza?

Fabrizio Raggi – Non è mai stato faticoso per me insegnare. Insegnare è una vocazione, e se sei sicuro di quello che insegni e hai metodo non potrà mai affaticarti. E’ meraviglioso regalare a gli altri il proprio sapere, la propria arte. Cercare di portare qualcuno ad un risultato e toccare poi con mano un successo è bello.

OGAE Italy – Insomma, direttore artistico, Presidente di Giuria, attore, docente di recitazione… Ma non hai mai pensato di intraprendere, anche tu, la carriera canora?

Fabrizio Raggi – Io?? Hahahaha cerrrrto! Ci ho pensato tanti anni fa. Facevo il protagonista in un musical e dopo avere riascoltato la registrazione volevo solo scappare e chiudermi nell’armadio. Ad ognuno il proprio mestiere, certamente il mio non è fare il cantante. Amo cantare, sotto la doccia e mentre faccio le pulizie a casa. Tra qualche giorno aspetto solo la polizia chiamata dal vicino! 🙂

OGAE Italy – Vorrei chiudere con la domanda delle domande: perché si ama così tanto l’Eurovision Song Contest?

Fabrizio Raggi – MUSICA GIOCO COLORE APPARTENENZA ATTESA ABBRACCI SQUADRA UNIONE E TANTE RISATE!

E come dargli torto? Grazie, Fabrizio, per questa intervista! Speriamo di rivederci presto e, nel frattempo, un enorme in bocca al lupo per il tuo incarico! Scegli bene!