Eugent Bushpepa rappresenterà l’Albania al prossimo Eurovision Song Contest di Lisbona.

Il cantante albanese ha appena vinto il Festivali I Këngës edizione 2017 con la canzone “Mall” (Nostalgia).

Eugent, classe 1984, è un cantante rock piuttosto popolare. Ha vissuto alcuni anni in Italia ed ha iniziato a cantare nel 2006.

Ecco un resoconto della serata.

L’inizio dello show è stato essenziale, con un singolo presentatore, Adi Kastra, in mezzo a un grande palcoscenico, la cui decorazione ricordava la bocca di una balena. Nessuna marcia trionfale, niente effetti speciali, ma un semplice discorso di presentazione e ringraziamento.

Si è presentata poi la co-host, dopo di che, a sorpresa, è arrivato, in collegamento dall’Italia, il saluto di Carlo Conti al presentatore e a tutti i protagonisti del Festival. Conti ha parlato di un vero e proprio gemellaggio Italia-Albania, e ha ringraziato tutti coloro che seguono il Festival di Sanremo.

Il primo concorrente è stato Redon Makashi con “Ekziston“. Seduto al pianoforte, accompagnato dapprima in sordina da un coro quasi gospel, Redon ha eseguito una dolce ballata rock di ampio respiro, dalla costruzione non facilissima. Un brano sicuramente affascinante e di non poca presa.

Seconda esibizione per i Grupi Na & Festina Mezini con “Tjetër jetë“. Invero un duo, lei voce e lui voce e chitarra, in look total black un po’ datato. La canzone è gradevole e scorrevole, ma non dice molto di nuovo, e ci ha riportati ai festival degli anni 80-90.

Ancora un pianista per la terza canzone: Voltan Prodani con “E pamundur“. In questo caso si tratta di un midtempo molto “easy”, con base di batteria e chitarra elettrica. Voltan l’ha eseguito alzandosi dal pianoforte solo nel finale, e con sovrimpressione di immagini di strade notturne.

Denisa Gjezo si è esibita per quarta, con “Zemër ku je“, una ballata di stampo più classico, ma anche intimista. Denisa si è presentata in un abito brillantinato dalla gonna larga, con guanti lunghi: abbigliamento sicuramente adeguato al genere.

E’ stato poi il turno di Tiri con “Orë e ndalur“. La canzone è un midtempo dal ritmo cadenzato, che, in qualche modo, ricorda una versione più veloce di certi brani country rock (abbiamo pensato a “Horse with no name” degli America). Bella voce, viso simpatico, Tiri è in total black, solo sul palco.

Un personaggio particolare Orgesa Zaimi, che ha poi eseguito “Ngrije zërin“. Visivamente un po’ Arisa, bambolina con caschetto nero e occhiali scuri, vocalmente è molto lontana da lei. La canzone è ritmata, grintosa ma cantabile, e trascinante.

E’ stata poi la volta di Rezarta Smaja e di una vecchia conoscenza, Luiz Ejlli. La canzone è “Ra një yll“. Un classico duetto eurovisivo dall’incedere drammatico, che ci ha ricordato brani come la rumena “Tell me why” o la ceca “Le’t mou”. Una entry classica e ben eseguita.

Look total black per la bionda Artemisa Mithi, che ha cantato “E dua botën“. All’inizio una ballata classica dall’incedere cantabile e nostalgico, si rafforza nella seconda strofa, con l’avanzare della batteria e dei fiati.

Ancora un total black, ancora una bionda: Manjola Nallbani con “I njëjti qiell“. Fino a questo momento ci è sembrato il brano più simile al genere che l’Albania ha presentato negli ultimi anni: costruzione non lineare, non molto orecchiabile, virtuosismi vocali nel ritornello, se di ritornello si può parlare.

Ballata più tradizionale per Inis Neziri con “Piedestal“. Avvolta in un largo abito nero brillantinato, Inis ha dato un’ottima prova vocale in un brano un poco datato, ma che, anche questo, si avvicina al genere frequentato dall’Albania in anni recenti. Del resto, entrambi hanno avuto un’ottima reazione da parte del pubblico.

Personaggio più originale Bojken Lako, che ha cantato “Sytë e shpirtit“. Barba nera, capelli tinti di biondo, vestito rock, ha sussurrato un pezzo etereo, impreziosito dai violini, un brano suadente che è sembrato non decollare mai veramente, malgrado il cambio di timbro vocale nella seconda parte.

In mezzo a tanto nero, finalmente un rosa bomboniera: quello di Mariza Ikonomi con “Unë“. Si tratta di una ballata inizialmente dolce, poi più decisa, che Mariza ha interpretato con voce sottile ma non priva di note alte e più pastose.

E’ apparsa poi la giacca bianca di Eugent Bushpepa, accompagnata dall’entusiasmo del pubblico. “Mall” è il brano che ha presentato, grintoso ma cantabile, molto coinvolgente, arricchito quanto basta da un accenno di “Oh oh oh oh” dopo il ritornello. Ottima prestazione vocale, gradito anche il chitarrista che lo ha accompagnato.

Ultimo concorrente, Elton Deda con “Fjalët“. Aria da rocker con giacca originale, ha cantato un bel midtempo appena un poco tirato nel ritornello, deciso e sicuramente di presa immediata sull’ascoltatore.

A fine gara, abbiamo seguito la performance di Elsa Lila, già nota al pubblico sanremese per le sue “Valeria” e “Il senso della vita”. In questo caso, si è trattato di una performance dapprima parlata, poi cantata su di una melodia mozartiana, con l’accompagnamento di una piccola ensemble di musicisti. Dopo una breve intervista Elsa ha proposto un secondo brano dal titolo “Gelido in ogni vena” di Antonio Vivaldi seguito da “Il povero mio cor”, cantata per soprano e basso continuo, dello stesso Vivaldi.

E finalmente arrivano i risultati: vince Eugent Bushpepa!

 

Al secondo posto Redon Makashi con “Ekziston” e al terzo la giovanissima Inis Neziri con “Piedestal“.