Alfred & Amaia rappresenteranno la Spagna al 63° Eurovision Song Contest di Lisbona.

La scelta è stata effettuata tramite il talent show “Operación triunfo”, non nuovo al ruolo di selezione nazionale spagnola. Il clima della trasmissione è stato quindi del tutto simile a quello dei talent nostrani, con molti “dietro le quinte”, ovviamente appositamente montati e costruiti, e forte accento su speranze e aspirazioni dei candidati. La selezione si è composta di cinque brani singoli, tre duetti e un brano cantato da tutti i finalisti.

La serata è partita con l’esibizione di tutti i finalisti nel brano “Camina”. I brani corali sono sempre stati terreno minato all’Eurovision, e l’impressione è stata che questa canzone non costituisse l’eccezione. Allegra e spensierata, è cantabile, ma non lascia grandi segni.

Aitana è stata la seconda a esibirsi, cantando il suo brano singolo “Arde”, una ballata rarefatta dall’arrangiamento che sembra appena accennato, sovrastato dal canto. La voce di Aitana ci è sembrata piuttosto sottile e incline a toni lamentosi, malgrado la buona estensione e l’ottimo volume.

Terza esibizione, quella di un duo: Agoney e Miriam con “Magia”. Il titolo ci faceva pensare a un’altra ballata, e invece abbiamo ascoltato un pezzo solare ed estivo, indubbiamente trascinante, ma che, forse, pecca un poco di leggerezza. Ottime le voci, chiare, estese e squillanti.

E’ stata poi la volta di Alfred con “Que nos sigan las luces”. Brano molto “easy”, prende forza nel ritornello, e ha una cantabilità di certe canzoni anni Settanta. Alfred lo ha interpretato con la sua caratteristica voce un poco aspra, suonando la chitarra.

Si sono poi presentate Aitana e Ana Guerra con “Chico malo”. Si tratta di una canzone le cui strofe iniziano con una parte parlata, per poi procedere verso il canto e, soprattutto, il ritmo. Un pezzo adattissimo per le serate estive e le discoteche sul mare. Interessante il contrasto fra le voci, più sensuale e “sospirata” quella di Ana Guerra, più melodiosa e acuta quella di Aitana.

Si è esibita poi Amaia con “Al cantar”. Allo stesso tempo rétro e (proprio per questo) originale, il brano è un valzer musette dedicato alla gioia del canto. Amaia lo ha interpretato con voce a tratti dolce, a tratti appassionata (autentica, come ha sottolineato Luisa Sobral), regalandoci uno scenario spensierato e insieme malinconico, molto parigino.

Ancora un’esibizione singola: Miriam e “Lejos de tu piel”. La canzone ha una costruzione che ricorda “Dancing in the rain” di Ruth Lorenzo, ma è indubbiamente meno potente, e la voce di Miriam non ci è sembrata particolarmente a proprio agio in questo brano.

L’ultima esibizione singola è stata quella di Ana Guerra con “El remedio”. Ecco il classico brano spagnoleggiante e ballabilissimo, condito di “Ahi ahi ahi” e ritmo incalzante. Niente di originale, ma capace sicuramente di far muovere piedi e mani a tutta l’arena.

Ecco poi arrivare i preferiti dei fans, Alfred e Amaia con “Tu cancion”. Panoramica su due pianoforti a coda, bianco e nero, stile “yin e yang”, e la ballata può iniziare. Dolce e appassionata, come si conviene a una ballata. L’esibizione ci è però sembrata un po’ troppo adolescenziale, malgrado il buon contrasto fra voce nasale di lui e chiara di lei.

Durante il primo round di votazioni si sono esibiti alcuni ospiti: Luisa Sobral con “Cupido”, e alcuni precedenti concorrenti del talent che hanno eseguito dei medley eurovisivi. Chiaramente, però, l’ospite d’onore è stata Conchita Wurst.

Conclusa la prima fase delle votazioni, i tre brani promossi alla fase finale sono stati “Arde”, “Tu cancion” e “Chico malo”. Le tre esibizioni sono state ripetute. Durante l’ulteriore votazione, Conchita Wurst ha cantato la sua “Rise like a phoenix”. Dopo lo stop al televoto, è arrivata l’esibizione di J Balvin, il rapper spagnolo, che ha eseguito un mix delle sue più grandi hit.

Alla fine, è stato Manel Navarro a consegnare la busta con i risultati. Al terzo posto “Chico malo”. Al secondo posto “Arde”. La Spagna sarà rappresentata a Lisbona da “Tu cancion”.