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Eurovision 2018: il Montenegro sceglie Vanja Radovanović

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Si ritorna alla lingua originale anche in Montenegro.
Cinque canzoni, tutte in montenegrino, si sono contese la possibilità di rappresentare il Paese adriatico all’Eurovision di Lisbona.
E ha vinto Vanja Radovanović, con la canzone Inje (Nebbia), una stupenda ballad balcanica, che ha superato, in superfinale, Lorena Janković e Katarina Bogicević.

Inizio della serata con i due presentatori sul palco che cantano e suonano le loro canzoni preferite all’Eurovision (Dzuli, Jugoslavia 1983, e Insieme 1992, Italia 1990, la nostra vittoria), e un medley delle partecipazioni del Montenegro.
Momento divertente quando, quasi come il dottor Frankenstein, gli autori hanno suggerito il candidato ideale del Montenegro, facendo la media tra tutti i rappresentanti dal 2007. Ne è emerso un cantante di circa 31 anni e mezzo, altro 1.84 per 81 kg e mezzo. A questo hanno aggiunto un morphing con le foto dei rappresentanti montenegrini degli anni passati. Comico e leggermente inquietante.

Si è potuto cogliere un filo conduttore, stasera, in una sonorità balcanica presente in tutte le canzoni. Dalle ballad in tono tragico di Vanja Radovanović (Inje – Nebbia) e Katarina Bogicević (Nezeljena – Indesiderata) a quella più fresca e chiara di Ivana Martinović (Poljupci – Baci), ma anche per Lorena Janković (Dusu mi daj – Dammi la tua anima), e addirittura per la musica dance di autore irlandese (Michael James Down, che già ha provato altre volte con altre sue canzoni in altri Paesi) di Nina Petković (Disem – Respiro).

Invitato Slavko Kalezić, canta Space, la canzone con cui l’anno scorso ha rappresentato il Montenegro a Kiev, vestito in stile totalmente diverso dall’Eurovision, molto più street, maglietta, camicia aperta, scaldamuscoli verde petrolio e tirapugni d’oro appeso a catena d’oro.
Rimane uguale la treccia.
Invitato anche Knez, che ha cantato Adio (Montenegro 2015).