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Eurovision 2018: l’Ungheria in gara con gli AWS

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L’Ungheria ha appena deciso che a rappresentarla al 63° Eurovision Song Contest di Lisbona sarà il gruppo degli AWS con la canzone “Viszlát nyár” scritta dagli stessi AWS Dániel Kökényes (chitarra), Bence Brucker (chitarra), Áron Veress (batteria), Soma Schiszler (basso)  e Örs Siklósi (voce).

 

Krisztina Rátonyi e Gábor Alfréd Fehérvári, meglio conosciuto come Freddie (Eurovision 2016),  hanno presentato l’edizione 2018 della selezione nazionale ungherese A-Dal.

In diretta dagli MTVA Studios di Budapest 8 canzoni si sono sfidate per il titolo di rappresentante del paese magiaro all’Eurovision di Lisbona.

Dopo una serie di semifinali, ecco gli 8 sfidanti che verranno ridotti a 4 da una giuria di esperti e poi votati dal televoto per decretarne il vincitore.

Ma presentiamo le canzoni in gara…

AWS “Viszlát nyár” (Arrivederci Estate) – Hard rock quasi metal in ungherese. Molto suggestivo e orecchiabile anche per i non amanti del genere. Una scelta diversa che potrebbe funzionare anche in Europa. Il palco è invaso da luci gialle e fuoco anche sul ledwall.

Tamás Horváth “Meggyfa” (Ciliegie amare) – Tamás porta in gara la canzone più etnica della serata. Ritmo incalzante quasi folk con annessi ballerini tradizionali. Lui canta dentro una cornice con foglie rosse di platano candenti sul ledwall. Molto apprezzato dal pubblico che lo accompagna battendo le mani. Nel finale esce dal quadro e suona i cucchiai contornato dai due ballerini.

Viktor Kiraly “Budapest girl” – Seduto su di uno sgabello con la chitarra in mano, Viktor interpreta una ballata soft che nel ritornello diventa quasi blues. Sul ledwall compaiono alcune frasi della canzone e tante lucine bianche.

Yesyes “I let you run away” – Il duo maschile formato da Ádám Szabó, già partecipante più volte al concorso, e Tamás Katona, ci propone un pop dal sound internazionale che esplode in un ritornello epico. Ledwall con effetto fumo bianco e lampi. Poi arriva un assolo di fisarmonica e il pacchetto è completo. Sicuramente fra i favoriti.

Dánielfy Gergely “Azt mondtad” (Avevi detto) – Il giovane Dánielfy porta in gara sicuramente la canzone più raffinata e delicata del gruppo. Accompagnato da un chitarrista e un violinista riesce a trasmettere tutta la sua emozione. Due grandi panelli con la sua immagine che scompare e riappare su di uno sfondo blu. Luci soffuse e ledwall nero fanno il resto. Sarebbe il vincitore perfetto.

BIGA “Good vibez” – Contornato da palloncini colorati, Biga e la sua chitarra ci propongono una ballata dal sound internazionale con reminescenze country. Sul ledwall immagini di montagne stilizzate e frasi della canzone. Nel finale scendono altri palloncini.

Leander Kills “Nem szól harang” (Non suona nessuna campana) – Hard rock in ungherese anche per i Leander Kills. Meno immediato rispetto agli AWS ma sempre d’impatto. Il palco è rosso con fumo e l’effetto lava sul ledwall.

Süle Zsolt “Zöld a május” (Maggio è verde) – Il più anziano in gara porta sul palco un’acrobata e dei musicisti. Sembra una di quelle tipiche canzoni da festa di paese con violino e ritmo à la “zumpapa”. Suggestiva. Il ledwall giallo e rosso con filamenti simili a rami di alberi.

Ed ecco il verdetto della giuria; passano alla superfinale:

  • AWS “Viszlát nyár  8 punti
  • Viktor Kiraly “Budapest girl”  30 punti
  • Yesyes “I let you run away”  28 punti
  • Dánielfy Gergely “Azt mondtad”  36 punti

Parte il televoto e… che vinca il migliore!

Nell’intervallo si esibiscono Joci Pápai (Eurovision 2017), Magna Cum Laude e György Ferenczi.

E arriva il risultato del televoto… vincono gli AWS!