Home #ESC2018 Lea Sirk dalla Slovenia… Grazie, sì! La nostra intervista

Lea Sirk dalla Slovenia… Grazie, sì! La nostra intervista

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OGAE Italy ha avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Lea Sirk, la rappresentante slovena al prossimo Eurovision Song Contest di Lisbona.

OGAE Italy: Ciao Lea, grazie per avere accettato questa breve intervista; siamo molto felici di incontrarti. Prima di tutto vogliamo congratularci con te per essere stata scelta come rappresentante della Slovenia all’Eurovision. Quest’anno era la quarta volta che partecipavi a EMA; pensavi di avere maggiori possibilità di vittoria rispetto al passato e magari di poter vincere?

Lea Sirk: sinceramente non mi aspettavo di vincere… Per me era la quarta partecipazione ed è stata una bella sorpresa. Hvala, ne! era stata proposta per EMA con l’obiettivo di introdurre il nuovo album di prossima pubblicazione, quindi la vittoria è stata una vera sorpresa.

OGAE Italy: Questo sarà il tuo primo Eurovision come rappresentante ufficiale ma hai già partecipato come corista di Tinkara Kovač a Copanaghen nel 2014 e di ManuElla a Stoccolma nel 2016. Come sono state queste esperienze?

Lea Sirk: Sono molto fortunata ad avere già partecipato praticamente a due Eurovision! Mi sono divertita molto in entrambe le occasioni, è stato tutto perfetto. Ho imparato molte cose e ho avuto l’opportunità di vedere come funziona questo grande evento, anche per quanto riguarda la preparazione tecnica. Ho incontrato produttori, musicisti e tante altre persone piacevoli: una cosa molto importante per me!

OGAE Italy: La tua canzone Hvala, ne! è un invito a essere sé stessi e non come vorrebbero gli altri. Come sempre, sei compositrice e autrice anche di questa tua canzone: come è nata Hvala, ne!, cosa ti ha dato l’idea per il testo?

Lea Sirk: L’ho scritta e prodotta con Tomy DeClerque. Rispecchia il mio modo di rapportarmi con il mondo attuale, virtuale e spesse volte falso. Dal mio punto di vista, ci sono cose a cui devo dire no. No a tutto ciò che sembra falso in questo mondo, No anche alle maschere che indossano certe persone, alla gente finta, alle manipolazioni da parte del sistema e dei media.

OGAE Italy: Hvala, ne! è un brano molto originale per l’Eurovision; ha un sound diverso, moderno, un po’ urban rap. In Slovenia è piaciuto molto, pensi che piacerà anche in Europa?

Lea Sirk: Lo spero! Penso che tutti dovrebbero aprire il proprio cuore, ascoltare le canzoni per quello che sono senza soffermarsi su chi le canta, su chi le ha prodotte o da dove vengono.

OGAE Italy: Dopo molti anni, e la cosa ci fa molto piacere, la Slovenia torna a cantare nella propria lingua. Perché hai preso questa decisione? Credi che il pubblico europeo capirà il messaggio della tua canzone?

Lea Sirk: Alla semifinale nazionale dovevamo obbligatoriamente cantare in sloveno. Per la finale invece si sarebbe potuto usare l’inglese. Ci ho pensato anch’io ma ormai il ritornello di Hvala, ne! era diventato così popolare che alla fine ho deciso di non cambiarlo, mantenendo la canzone in sloveno.

OGAE Italy: Hai registrato la video cartolina per l’Eurovision nell’isola di Faial, alle Azzorre. Com’è andata? Era la prima volta in Portogallo?

Lea Sirk: Sì. Mi sono divertita molto alle Azzorre, sono luoghi magici e spero di ritornarci un giorno con le mie due figlie e con mio marito. Sto anche aspettando di tornare a Lisbona, nella speranza di avere tempo per esplorare un po’ di più la città!

OGAE Italy: Vivi a Izola (Isola), sulla costa slovena. Sappiamo che parli bene l’italiano; ascolti anche la nostra musica?

Lea Sirk: Ascolto moltissima musica, canzoni di generi anche molto diversi e, quando scrivo, cerco di fare il mio meglio.

OGAE Italy: Chi è il tuo cantante preferito, che ascolti di più e che ti ispira maggiormente?

Lea Sirk: Devo riconoscere che la mia cantante preferita negli ultimi anni è certamente Sia. È lei il mio idolo!

Grazie Lea per averci dedicato il tuo tempo per questa intervista. Ti auguriamo il meglio per la tua avventura eurovisiva e speriamo di incontrarci in quel di Lisbona. In bocca al lupo!

Ringraziamo anche Maruša Kobal che ha reso possibile questa intervista.