Home #ESC2021 Una follia d’amore che ha fatto rumore

Una follia d’amore che ha fatto rumore

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“Oggi è il giorno che ogni fan dell’Eurovision Song Contest aspettava: dopo 13 anni di assenza la Rai ha fatto richiesta di iscrizione per l’edizione del 2011. Erano anni che il nostro team faceva ogni sforzo per riportare i colleghi italiani al Festival”.

Con queste poche battute l’EBU annunciò il ritorno dell’Italia in gara all’Eurovision Song Contest, dopo 13, lunghissimi, anni di assenza. Le parole di Jørgen Franck sono bastate per riempire di speranze i nostalgici, quei fan della prima ora che si sono sentiti orfani di una delle manifestazioni musicali più belle e interessanti al mondo.

All’epoca si parlava di un coinvolgimento del primo Talent in RAI, si pensava di provare ad inviare il vincitore di X-Factor, soprattutto dopo i successi nazionali ed internazionali ottenuti dai concorrenti, come Giusy Ferreri, Noemi o Marco Mengoni. Quindi avrebbe potuto esserci Nathalie all’Esprit Arena di Düsseldorf.

Ma poi si pensò di tornare alle origini e rientrare dalla porta principale con un artista scelto da Sanremo, il nostro fiore all’occhiello. Sono trascorsi 10 anni da quell’annuncio, 10 anni di successi e qualche scivolone. Dal nostro rientro abbiamo sfiorato la vittoria con Mahmood nel 2019, ma anche guardato con il cuore in mano la scalata di Raphael Gualazzi che, grazie all’ultima giuria, riesce a portarsi a casa quell’inaspettato argento che ha dimostrato anche ai più scettici che quel festival può essere anche nostro. E come potremo mai dimenticare i 10 punti che la giuria lettone ci ha dato in quella occasione?

Quel festival può essere nostro non solo perché siamo tra i 7 Paesi fondatori, ma soprattutto perché la musica unisce e la nostra ha valicato più volte i nostri confini. Siamo entrati vincitori, in questi anni, altre volte, ingoiando cocenti delusioni come per quel terzo posto del 2015, che ancora brucia, soprattutto avendo vinto al televoto, ma Grande Amore è diventato un nuovo classico, conquistando il cuore degli Eurofan e venendo riconosciuta come una delle canzoni più amate degli ultimi anni.

L’Italia è mancata in quei 13 anni anche alle altre Nazioni in gara, come dimostrano gli omaggi, nemmeno tanto velati, con canzoni in italiano e citazioni. Ogni anno ormai aspettiamo la conferma della nostra partecipazioni, dandola un po’ per assunta, ma temendo in cuor nostro che possa esserci quella delusione inaspettata, per poi tirare un lungo sospiro di sollievo una volta data una scorta all’elenco delle Nazioni iscritte.

E non importa che questo decimo anno non abbiamo potuto festeggiarlo anche sul palco con un altro ottimo piazzamento come ormai siamo abituati. No, non importa che quest’anno non abbiamo potuto godere della sana competizione che ci porta a sentirci uniti in un tifo da stadio, perché Fai Rumore, che avrebbe dovuto rappresentarci, è stata comunque un simbolo della prima fase di questa difficile situazione e quindi è come se avessimo visto tutta Europa ricordare con noi che ci siamo, che siamo parte di un meccanismo che, anche se funzionava ugualmente senza di noi, con il nostro ritorno ha acquistato quella marcia in più.

Gli anniversari celebrano sempre qualcosa. Questo anniversario celebra tutti noi.

Sante Longo