Il primo giorno del 2021 ci porta, purtroppo, un altro lutto eurovisivo. Carlos Do Carmo, l’interprete di “Uma flor de verde pinho” nel 1976, se n’è andato pochi giorni dopo il suo ottantunesimo compleanno per un aneurisma.

Il Portogallo perde così uno dei grandi della sua tradizione musicale: del fado, nello specifico. Carlos Do Carmo era figlio di Lucilia Do Carmo, una grande fadista degli anni Venti. In gioventù, Carlos si trasferì in Svizzera per studiare lingue e frequentare una scuola alberghiera, ma l’improvvisa morte di suo padre lo riportò a Lisbona, dove iniziò ad aiutare sua madre nella casa di fado di sua proprietà, la “Faia”. Fu lì che Carlos, incoraggiato dagli amici, scoprì il proprio talento per il canto.

Durante gli anni Settanta, Do Carmo fu un attivo oppositore dell’Estado Novo, insieme, fra gli altri, a Fernando Tordo e a Paulo De Carvalho. Dopo la Rivoluzione dei Garofani, la canzone di protesta iniziò a erodere la supremazia del fado, che si trovò a perdere terreno e a essere sempre meno ascoltato e trasmesso in radio. La carriera di Carlos Do Carmo rappresentò una felice eccezione in questo senso, tanto che, nel 1976, il primo Festival da Canção dopo la rivoluzione lo prevedeva quale unico artista con una rosa di canzoni fra le quali scegliere. A vincere fu “Uma flor de verde pinho”, che rappresentò il Portogallo a L’Aia quello stesso anno.

Si trattava di un canto d’amore, un fado orecchiabile e sicuramente molto influenzato dallo stile pop in voga negli anni 60-70: ascoltandolo, è facile ritrovarvi echi della produzione anche italiana di quegli anni. In particolare, ricorda abbastanza da vicino certi accenti della vincitrice del Festival di Sanremo 1968, “Canzone per te” di Sergio Endrigo, e della terza classificata del 1969, “Un sorriso” di Don Backy. Malgrado la grande interpretazione di Do Carmo, il brano si fermò al dodicesimo posto.

Ma altri eventi importantissimi dovevano aggiungersi alla sua carriera: l’anno successivo, l’album “Um homem na cidade”, basato sulle poesie di Ary Dos Santos, nel quale i testi si fecero audacemente più attuali e Do Carmo esplorò altri generi vocali e musicali, come lo stile dei crooner americani e delle ballate francesi, la bossa nova, il jazz. Nel 1984, il suo “Um homem no País” fu il primo CD registrato in Portogallo. Fino al suo ritiro, avvenuto nel 2019, tenne concerti in giro per il mondo per portare ovunque la cultura del fado.

OGAE Italy si unisce al dolore della famiglia e degli amici e al cordoglio del Portogallo per la perdita di questo grande artista. Ricordiamolo ancora una volta con la sua “Uma flor de verde pinho”.