Una delle pagine più suggestive e delicate della storia dell’Albania all’Eurovision Song Contest è stata senza dubbio il 2014, quando Hersi Matmuja ha intonato davanti all’Europa la sua “One night’s anger”. Una situazione atipica, quella di Hersi, all’epoca studentessa presso l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, ma soprattutto persona di grande versatilità e apertura mentale, che ha saputo affrontare con curiosità ma anche con grande padronanza la contaminazione fra lirica e pop.

Sono passati alcuni anni, e nel frattempo Hersi si è diplomata, si è sposata e ha affrontato con entusiasmo diverse esperienze musicali, senza mettersi limiti e cercando sempre di scoprire o riscoprire tutto ciò che di prezioso può riservarci la musica.

E’ però dall’incontro con Ilaria Fantin che è nata l’esperienza più fresca e interessante della carriera di Hersi: il duo di musica popolare Hana, dedito alla ricerca filologica e alla riscoperta delle tradizioni musicali di tutto il mondo. E proprio in questa direzione va il loro CD, uscito da poco e intitolato “Ninull – ninna nanne del mondo”, che presenta dieci dolcissimi brani riscoperti dalla tradizione orale e pensati per le mamme e i loro bambini, ma dolcemente rilassanti per chiunque, oltre che molto interessanti. Ci è bastato un ascolto per desiderare di saperne di più, ed Hersi, da sempre amica di OGAE Italy, non si è certo sottratta a una bellissima chiacchierata per raccontarci meglio questo importante progetto.

OGAE Italy: Carissima Hersi, intanto grazie per essere qui con noi, anche se, per il momento, solo virtualmente. Complimenti per il vostro CD, che è davvero dolcissimo e riesce a trasmettere quel senso di pace e di rilassatezza di cui si ha particolarmente bisogno in un periodo come questo. Ci racconti come è nato il duo Hana?

Hersi: Il nostro duo è nato nella primavera del 2019, quando io sono venuta a vivere a Vicenza in maniera più stabile e ho conosciuto Ilaria tramite Petra Magoni (con la quale ho lavorato nel Don Giovanni secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio). All’epoca Ilaria aspettava Demetrio, suo figlio, che adesso ha un anno. Io e Ilaria ci siamo trovate subito, sia caratterialmente che musicalmente, e ci è venuta naturale l’idea di formare un duo. L’abbiamo chiamato Hana basandoci sul titolo di una poesia che io avevo scritto metà in albanese e metà in italiano. Hana, in dialetto gheg (il dialetto parlato nell’Albania del Nord, da dove io provengo), significa luna: per questo abbiamo deciso di occuparci di musica di tutto il mondo ispirata alla luna, un concetto molto tradizionale e una parola che, in molte lingue, è di genere femminile.

OGAE Italy: Veniamo adesso al vostro CD “Ninull”: come vi è venuta l’idea di questo progetto?

Hersi: Durante una delle prove, quando Ilaria era ancora incinta, mi sono trovata spesso ad accarezzare la sua pancia, e a un certo punto ho pensato di cantare una ninna nanna al piccolo Demetrio non ancora nato. Ho intonato una ninna nanna che ricordavo dalla mia infanzia, quella che mi cantava sempre mia nonna: proprio quella “Ninull” che ha dato poi il titolo al CD. Ilaria è rimasta contentissima di questa bellissima e melancolica melodia albanese, tanto che l’abbiamo inserita nel programma dei nostri concerti. Poi, durante la pandemia, ci è stato richiesto di incidere un CD nell’ambito di un progetto più esteso dedicato alle donne in dolce attesa, coprodotto da un’importante scuola di musica di Vicenza. Ovviamente abbiamo preso spunto proprio dalla ninna nanna di mia nonna, e siamo andate a ricercare varie ninne nanne di tutto il mondo.

OGAE Italy: Ascoltando il CD sono molti i ricordi di infanzia che riecheggiano in ciascuno di noi. Ad esempio, proprio “Ninull” ricorda la classica “Nannaò, nannaò, questo bimbo a chi lo dò”.

Hersi: Infatti, noi cantiamo “Nani-oh, nani-oh”. Va sottolineato che i testi di queste ninne nanne non sono scritti, ma inventati dalle mamme per far dormire i bambini, e poi tramandati di generazione in generazione. “Ninull” proviene da Kukës, il mio paese natale. Mia nonna ha cantato questa ninna nanna a mia mamma e poi a me, e noi le cantiamo ai nipoti e le canteremo ai nostri figli, quando ne avremo. Adesso, per esempio, è la ninna nanna di Demetrio!

OGAE Italy: La tradizione orale ha un’importanza fondamentale nella musica, in effetti.

Hersi: Assolutamente sì, e bisogna anche dire che è importante cantare al bambino fin da quando si trova nella pancia. La voce è un veicolo fondamentale di collegamento con la madre, e la musica ha un effetto analgesico e rilassante. La cosa sorprendente è che Demetrio, una volta nato, riconosceva dalla mia voce la ninna nanna che gli cantavo quando era ancora in pancia. Rendermene conto è stato un motivo di grande gioia per me.

OGAE Italy: Ma, in qualche modo, il bambino percepisce la canzone che gli viene cantata come sua, è così?

Hersi: Guarda, ti racconto un episodio buffo. Mia zia Tefta, come sai, ha una splendida bambina di nome Zoe. Quando ha sentito la versione su CD e si è accorta che non avevo cantato il suo nome come facevo sempre con lei, Zoe mi ha chiamata dicendomi “Ma Hersi, hai sbagliato la canzone!” Per lei era la sua canzone, e di nessun altro: così come mia madre la cantava a me mettendo il mio nome e raccontando quello che facevo durante la giornata, così io la cantavo a Zoe, facendone un qualcosa di unico, solo per lei.

OGAE Italy: Nel CD, però, non l’avete cantata solo in albanese.

Hersi: Infatti, proprio perché volevamo che fosse fruibile per tutti. Abbiamo aggiunto frasi in italiano prese dalle filastrocche più celebri, e anche in spagnolo.

OGAE Italy: Parliamo degli altri brani del CD: ci sono ninna nanne di tantissimi Paesi, e ciascuna di loro ha una storia che vale la pena di raccontare.

Hersi: E’ vero, e ce ne sarebbero state tante di più, ma purtroppo abbiamo dovuto fare una scelta. Ci siamo concentrate innanzitutto su canzoni che fanno parte della nostra storia personale. “Ninìa”, ad esempio, è salentina, e la voce che si sente cantare a cappella all’inizio è quella di mia suocera: è stata lei a mandarmela per farmela sentire, e abbiamo avuto l’idea di iniziare il brano proprio con il suo canto. “Dormi pupo dorce”, invece, appartiene al repertorio di Gabriella Ferri, ed è tipica romana. Bisogna ascoltare le parole, che dicono molto del carattere delle persone, di come vivono le notti, la fatica di far addormentare il bambino. “Dormi, pupo dorce, cuccioletto…”

OGAE Italy: E’ molto bella anche “Ami tomake”, che apre il CD.

Hersi: E’ una ninna nanna bengalese, che dice semplicemente parole come “Ti amo tanto bimbo mio”, semplice e dolcissima. Poi abbiamo una ninna nanna turca, “Dandini dandini dastana”, che è famosissima, molto caratteristica ed esotica. Da lì si passa all’Irlanda con “Toora loora looral”, che è stata affiancata a un pezzo strumentale per fagotto e arciliuto.

OGAE Italy: E questo ci dà l’occasione per parlare dei musicisti che vi hanno affiancate e sostenute in questo progetto.

Hersi: Sicuramente, ci tengo a nominarli e a ringraziarli. Parto da Andrea Bressan, che è primo fagotto dell’Orchestra di Budapest. Pensa che Andrea era arrivato per fare con noi tre canzoni, e alla fine ha fatto quasi tutto il CD perché gli è piaciuto tantissimo! Poi, ovviamente, mio marito Jacopo Conoci, violoncello, che ha partecipato anche negli arrangiamenti. Infine Fabio Ferrante, un ragazzo giovanissimo e bravissimo, che è arrivato con un furgone carico di percussioni fra le quali abbiamo potuto scegliere quello che volevamo! Li ringrazio davvero tanto perché sono stati preziosi nella costruzione e nel rendere speciale questo CD. Ma torniamo alle ninna nanne…

OGAE Italy: Che ci dici di “Duerme negrito”?

Hersi: L’ho sempre sentita dalla grandissima Mercedes Sosa. Proviene dall’America Latina, tra Venezuela e Colombia. E’ un brano curioso, che fa trasparire l’anima gioiosa delle madri dell’America Latina, e che si basa su di un cambio di stato d’animo fra la dolcezza, il “diablo bianco”, quando la madre parla al figlio, e il momento del lavoro duro, del sacrificio, per poi tornare alla dolcezza una volta che rivede il figlio. E’ il canto di una madre che farebbe di tutto per rendere la vita migliore al suo bambino. “Thula baba”, invece, è una ninna nanna zulu di una musicalità incredibile, in cui il suono delle parole è dolcissimo: Jacopo mi faceva notare che non contiene neppure una r.

OGAE Italy: Si spazia davvero in ogni angolo del mondo: un lavoro di ricerca notevole.

Hersi: Non solo: anche vocale e sugli arrangiamenti, che abbiamo completamente stravolto. Avevamo con noi musicisti di altissimo livello e abbiamo puntato al massimo, anche se si trattava “solo” di ninna nanne: la qualità va assaporata fin dai primissimi anni della vita.

OGAE Italy: Il brano conclusivo del CD, però, ha qualcosa di speciale.

Hersi: Sì, in pratica è una ninna nanna che si può dire composta da noi. In Albania, tutti i bambini conoscono una canzone intitolata “Delja rude”. “Delja” vuol dire pecora, “rude” è la tipologia. E’ la storia di un bambino che prega questa pecora di fargli un agnellino per poter giocare con lui. Anche questa è una melodia che ha caratterizzato la mia crescita, e ti confesso che è la prima canzone che io abbia mai registrato in studio: avevo otto anni! Abbiamo preso la melodia e Ilaria, durante le notti insonni con Demetrio, vi ha scritto sopra un testo. L’abbiamo poi adattata a una forma passacaglia, ed è nata la “Passacaglia sopra Delja rude”.

OGAE Italy: Avete fatto un lavoro prezioso, è importante recuperare un patrimonio come questo.

Hersi: Certamente, ed è un peccato che spesso questo tipo di musica venga snobbata. Intanto, le ninna nanne sono importanti anche nella vita quotidiana, perché sono il miglior modo di calmare un bambino quando fa i capricci o non vuole dormire. A maggior ragione quando sono cantate in una lingua che non è quella della madre: questo aumenta l’attenzione del bambino e gli fornisce un importante stimolo. E’ bene abituarsi all’ascolto di ogni genere di musica, senza distinzioni: basta che sia musica bella e rilassante.

OGAE Italy: Tu stessa hai messo da parte le distinzioni quando, ancora studentessa a Santa Cecilia, hai partecipato al Festivali i Këngës e, di conseguenza all’Eurovision. In questo hai fatto una cosa coraggiosa e importante: hai abbattuto le barriere fra i diversi tipi di musica.

Hersi: E’ vero, ed è anche vero che ci sono stati momenti in cui mi sono sentita strana nei diversi ambienti, sia nell’ambiente lirico come “quella che faceva pop” che nell’ambiente pop come “quella che faceva lirica”, perché i pregiudizi non sono solo da una parte. Certo, oggi lo posso dire: se è vero che ci sono persone che possono fare un po’ di tutto perché sono più versatili, normalmente uno studio impegnativo come quello della lirica ti impone di lasciar perdere gli altri generi, perché il lavoro che ti viene richiesto è tanto e impegnativo. Ma io sono sempre stata curiosa di provare cose nuove, esperienze nuove. Soprattutto, bisogna essere aperti all’ascolto, non solo nella musica, ma anche nella vita. E la musica ti abitua all’ascolto, e ti avvantaggia in questo. Il mio grandissimo maestro di coro albanese (ricordo, avevo nove anni!) diceva che, quando si canta in coro, si può essere certi di avere ottenuto un’ottima fusione quando si sente la voce del nostro vicino più alta della nostra. Questa è una grande lezione anche nella vita: se tutti ascoltassero la voce di chi sta loro accanto prima di parlare, il mondo sarebbe migliore. E’ un esempio che ci può dare anche il teatro: bisogna stare sul palco senza far sparire gli altri.

OGAE Italy: Un messaggio importantissimo che speriamo possa presto tornare a diffondersi. A proposito, malgrado questo bruttissimo periodo, state pensando a occasioni future per promuovere la vostra musica?

Hersi: Abbiamo molte proposte, ma, come puoi capire, al momento siamo tutti legati alla speranza delle riaperture. Cerchiamo di fare comunque progetti e mantenerci su di morale. Intanto, all’inizio del prossimo mese parto per l’Albania per partecipare a un importante programma televisivo. E poi, vedremo.

Che dire, carissima Hersi, teniamo le dita incrociate affinché questo brutto periodo sia presto solo un ricordo. In attesa di poterci rivedere, noi raccomandiamo a tutti, non solo alle mamme e ai bambini, il vostro splendido CD, che si trova su tutte le piattaforme digitali come Spotify, Apple, Amazon eccetera. Ascoltatelo!