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L’EBU sospende la BTRC: a rischio il futuro della Bielorussia in Eurovision Song Contest

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Si respirava nell’aria ormai da qualche mese, da quando abbiamo dovuto constatare il ritiro della Bielorussia da questa edizione dell’Eurovision Song Contest.

Ma in questo momento in cui stiamo ancora festeggiando la nostra vittoria, questa notizia appare come un fulmine, un presagio di tempesta.

Il comitato esecutivo dell’EBU (European Broadcasting Union) ha deciso di sospende la BTRC, emittente nazionale bielorussa.

Non l’ha fatto certo a cuor leggero, così come anche l’esclusione del brano è arrivata solo dopo aver dato ulteriore tempo per presentare un’alternativa a quello che inizialmente era risultato non idoneo.

Nel tempo la BTRC è stata sotto osservazione per la graduale soppressione della libertà di espressione a causa della sempre più pressante ingerenza governativa che ha fatto sì che venissero meno i valori fondamentali di libertà di espressione, indipendenza e responsabilità che sono peculiari per un membro associato EBU.

Dal comunicato stampa dell’EBU si evince che è dalle scorse, contestate, elezioni governative che è stato cercato un dialogo per tutelare il giornalismo indipendente e la libertà di espressione, sostenendo pubblicamente i giornalisti e gli artisti che si sono esposti contro le interferenze del governo, e non sono mancate le richieste verso la dirigenza dell’emittente.

Nelle ultime settimane è stato monitorato il palinsesto dopo una sensazione di allarme dovuta ad alcune interviste apparentemente ottenuto sotto costrizione.

Naturalmente l’EBU, anche in questo caso, non chiude le porte in maniera definitiva e lascia due settimane alla BTRC per rispondere e cercare di rimediare prima che sia definitiva la sospensione.

Ricordiamo che i VAL, vincitori della selezione nazionale lo scorso anno, non sono stati confermati perché il duo “non ha avuto coscienza”, in quanto hanno appoggiato il movimento per la democrazia e per il 2021 la BTRC ha proposto la band folk Galasy Zmesta che propone prima un brano con ovvio sottotesto politico che celebrava l’oppressione politica deridendo i movimenti di protesta e poi un nuovo brano, con altri sottotesti politici (che sono vietati dal regolamento) in una sorta di provocazione.

Ma è di questi giorni anche la notizia che durante una trasmissione serale, ma andata in onda su un’altra emittente filogovernativa, la CTV, durante la quale Grigory Azarenok ha dichiarato, mostrando alcune immagini dell’esibizione dei Måneskin “Guardate che cosa ha vinto Eurovision: è un bestiario di pervertiti, omosessuali degenerati, spazzatura che sa di AIDS”, ringraziando che non sia andato in onda in una sequela di aberrandi e deliranti dichiarazioni sui valori occidentali, in totale disaccordo con i valori propugnati dall’EBU.

L’unica speranza attuale è che non seguano la stessa scia anche altre emittenti di Paesi che rifiutano gli stessi valori.