Da subito considerata dark horse della competizione, i Go_A hanno appassionato pubblico e critica con l’energico electro-folk di SHUM (Rumore).

L’esecuzione ipnotica e suggestiva sul palco, con uno staging che richiama un misto tra techno e fiaba nordica, accompagna un testo incalzante che apparentemente non ha significato.

Nella realtà Shum ha profonde radici culturali. Il testo prende infatti origine da un pezzo della tradizione folk ucraina, ovvero un canto
propiziatorio per la semina tipico del periodo di Pasqua, in generale della primavera, che si chiama Vesnianky, successivamente riadattata con testi cristiani.

La storia eurovisiva di questo brano racconta di una prima versione che era fondamentalmente un riarrangiamento di diverse versioni della tradizionale canzone popolare ucraina A v nashoho shuma. Quando poi è stata presentata ad Eurovision è stata richiesta una rielaborazione per adattarsi ai requisiti del concorso.

Personalmente è stata un’ottima idea, il pezzo finale è migliorato.

Nel videoclip poi si cita evidentemente Chernobyl nel 35esimo anniversario dell’incidente alla centrale nucleare.

Il testo tradotto perde un po’ del suo fascino cantilenatorio che soprattutto cantato tira fuori. Ma tant’è.

“Oh Vesnianky, Vesnianky
Dove hai trascorso il tuo inverno?
In giardino, seduto su un acero
Hai filato una maglietta.
Là ai margini di una foresta
Un gufo sta soffiando nell’acqua.
Canterò una canzone”

Come ha spiegato Kateryna, la frontwoman, autrice anche del testo, il richiamo al risveglio della primavera è un grido di speranza per un post pandemia che vorremmo arrivasse in fretta. Il risveglio è proprio dal dolore del lungo inverno affrontato dal genere umano, troppo
a lungo in letargo.

Come non leggere una sorta di mantra, dove il verbo “Semina” ripetuto varie volte, i “dai, dai” e gli altri imperativi esortativi che incitano ad azioni legate sempre alle attività nei campi ne fanno un vero e proprio rituale magico scaccia-negatività e propiziatorio del buon raccolto e di un periodo migliore.

“Dai, dai, intrecciamo il rumore
Attorciglia il rumore, ballalo intorno
Semina, semina, semina, semina piante di canapa
Semina, semina, semina, semina verdi
Rumore, attorcigliati, attorcigliati
Rumore, diffondi con pervinca
Semina, semina, semina, semina piante di canapa
Semina, semina, semina, semina quelli verdi.”

E anche la musica si attorciglia e si intreccia alle voci e alle mani di ipotetici contadini che piantano nel terreno vita nuova, dopo mesi passati ad attendere la bella stagione.

Ma qui si vuol dire altro.
Abbiamo fatto un po’ di rumore e abbiamo svegliato la primavera. Con il nostro canto di buon augurio abbiamo chiamato il periodo migliore, lo abbiamo svegliato con la nostra musica. Al via la speranza!

Rossella Vitucci