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Il messaggio inclusivo di TIX

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La Norvegia quest’anno ha deciso di presentare una canzone in lingua inglese. TIX, pseudonimo di Andreas Haukeland, porta in scena una vera e propria rappresentazione plastica dei drammi interiori di un amore non corrisposto.

Fallen angel non è solo testo, il brano diventa una cosa sola con lo staging. Ancor prima di ascoltare la canzone vediamo un giovane angelo incatenato al suolo, che non può più volare, con al collo un dado, simbolo del suo destino.

“Che cosa posso dire?
non posso farla restare
quando io so che lei è molto oltre
come potrebbe mai amare uno come me?
lei è fuori portata
qui nell’oscuro buco dentro al mio cuore”.

La frustrazione di un amore non corrisposto si unisce al dolore di essere troppo fuori portata rispetto all’oggetto del proprio desiderio, poiché ci si sente troppo inferiori ad esso. Questa è la sensazione di un uomo che si vede incompleto e vede lei con una perfezione inarrivabile. Non ricorda per caso Dante che ammira Beatrice?

Ma Fallen angel non è solo una canzone d’amore deluso. Infatti arriva il fulcro del testo, quel “sto combattendo contro tutti i miei demoni che cercano di distruggermi” che sicuramente trova spiegazione nell’interpretazione che l’autore stesso dà del brano: ragazzi, non siete perfetti e non lo sarete mai.

Ma sono proprio le vostre imperfezioni a rendervi così assolutamente preziosi e il fatto che siate diversi è estremamente positivo», ha detto in conferenza stampa all’Eurovision, l’arena più grande per parlare anche di «diversità, accettazione e inclusione.

Sotto la superficie di canzone d’amore si nasconde la descrizione di una inadeguatezza. Andreas ha la sindrome di Tourette e come chi ha una particolarità o una patologia ben sa, ci si sente diversi, malgrado quanto gli altri facciano per trattarci in maniera equa. I demoni qui non sono solo quelli amorosi, ma riguardano la nostra “accettazione” (in realtà non c’è nulla da accettare!) da parte dei cosiddetti normodotati. Ma torniamo ai buoni sentimenti.

“E ancora non sono sicuro di quello che tu hai mai visto in me
no, io sono, sono un angelo caduto e non importa dove sia il mio cuore
non esiste che io possa mai raggiungere il paradiso
per te lei è così distante da questo mondo
non esiste che io possa mai stare con lei
perché io so che il paradiso è casa tua
ecco dove appartengono gli angeli
e non sarebbe giusto se io ti tenessi qui giù”

A quanto pare il testo non ci fa cambiare argomento. L’autore sente la frustrazione e la tristezza che ci colpisce (essendo la scrivente una
persona con disabilità perdonate se mi accomuno all’esperienza) quando ci rendiamo conto o pensiamo di non poter essere abbastanza per esser oggetto d’amore, noi così imperfetti.

Sentire di essere un peso, di non capire cosa possano vedere gli altri che non hanno le nostre problematiche, in noi. Sentiamo gli altri, coloro che non hanno le nostre problematiche, come talmente lontani che non ci sembra giusto costringerli a una vita di sofferenze, con noi.

TIX ha scritto ben più di una canzone d’amore. Ha dischiuso il suo animo a noi e soprattutto ha raccontato alla perfezione una condizione non nella norma, in tutte le sue pieghe più dolorose.

“E ho bisogno che tu sappia
che va bene lasciarmi andare
perché non importa dove sia il mio cuore
non esiste che io possa mai
raggiungere il paradiso per te”.

Mi sento incatenato quaggiù all’inferno, sono un angelo che ha peccato. Mi sento così. E non riuscirò mai a essere all’altezza, quindi puoi lasciarmi andare, perché non raggiungerò mai più il Paradiso, ormai.

E quel dado legato al collo è così significativo. Il destino ha giocato a dadi con me, quindi lasciami andare, perché sono così e non posso pretendere che una creatura perfetta come te si possa legare a me.

Leggere il testo e sapere che nasce da una condizione particolare me lo ha fatto sentire molto più vicino di quanto potessi immaginare. Mi ha toccato l’anima e mi ha profondamente commosso.

Grazie TIX. Non ti ringrazierò mai abbastanza per questa canzone.

Rossella Vitucci