Descrivere Raffaella Carrà è quasi impossibile, e forse anche inutile tanto era conosciuta. Cantante, attrice, presentatrice, ballerina: una vera e propria icona della tv italiana.

Se ne è andata a 78 anni dopo una malattia di cui nessuno era a conoscenza. Conosciuta in tutto il mondo, in particolare in Spagna e America Latina dove era popolarissima. E proprio questa frequentazione della Spagna l’aveva portata ad amare quell’Eurovision Song Contest da sempre poco conosciuto in Italia e addirittura oscurato dalla RAI dal 1998.

Da grande donna di spettacolo non riusciva a capire perché il programma non sportivo più visto al mondo non sfondasse anche in Italia. Nel 2008 presentò la selezione spagnola Salvemos Eurovisión sulla TVE. E pochi mesi dopo, nella sua trasmissione Carramba che fortuna, cominciò una campagna a favore del rientro del nostro paese nella competizione. Ospitò nell’arco delle puntate diversi artisti che avevano partecipato quell’anno: Ani Lorak (Ucraina), Simon Mathew (Danimarca), Roberto Meloni con i Pirates of the Sea (Lettonia) e il vincitore Dima Bilan (Russia). Ogni volta spendendo parole preziose a favore dell’Eurovision come manifestazione musicale ed evento che unisce i popoli.

I frutti non si videro subito, ma quando nel 2011 la RAI decise finalmente di tornare a partecipare, fu immediato pensare a lei, e studiò una formula nella quale Raffaella e il dj Bob Sinclair commentavano l’Eurovision di Düsseldorf da studio. Raffaella presentò anche i punti della giuria italiana che vi riproponiamo qui di seguito.

Poi fu il secondo posto di Raphael Gualazzi, la conferma in pianta stabile della partecipazione, i grandi risultati dei nostri artisti fino al trionfo dei Måneskin di quest’anno.

Molti fan si immaginavano già la Carrà a presentare sul palco dell’Eurovision 2022 in Italia, in fondo se lo meritava, se ci siamo arrivati un po’ è anche merito suo.

Sul palco non ci sarà, ma siamo sicuri che la sua musica risuonerà nelle feste, come è stato da sempre. Ciao Raffa!