Nina Zilli e i suoi coristi a Eurovision 2012: da sinistra Christina Laura Bertarello, Marco Guerzoni e Vhelade Bale Mur

Il regolamento eurovisivo della scorsa edizione dell’Eurovision Song Contest prevedeva l’uso di cori pre-registrati nelle basi musicali che accompagnano l’esibizione dei cantanti in gara.

L’innovazione ha permesso di alleggerire il numero di persone presenti a Rotterdam a causa delle restrizioni Covid.

E a sicuramente giocato a favore delle tasche di alcune televisioni nazionali spesso a corto di finanziamenti.

Fino al 2019 il regolamento prevedeva che tutte le voci fossero live dando la possibilità di usufruire un massimo di 5 coristi.

Spesso la cosa andava a discapito dell’esibizione sul palco che avrebbe potuto usufruire di alcuni ballerini.

I coristi di Francesco Gabbani a Eurovision 2017: da sinistra Daniele Sari, Filippo Gabbani, Nausicaa Magarini e Chanty Saroldi

Oppure a cambiare la versione finale del brano che magari avrebbe necessitato un apporto di voci più consistente.

Grazie a questa innovazione nel 2021 abbiamo assistito a dei veri e propri show e a esibizioni vocali pressoché identiche alle versioni studio che poi si possono ascoltare su cd e sulle piattaforme musicali.

Grazie a questa regola molte canzoni in gara a Rotterdam ne hanno beneficiato.

Islanda, Grecia, Cipro, Moldavia, Paesi Bassi, Azerbaigian, Serbia, Norvegia, Germania, Finlandia, Albania, San Marino e molte altre hanno infatti potuto offrire al pubblico un ottimo spettacolo.

Arianna Mereu corista di Emma a Eurovision 2014 (foto Massimo Stancanelli)

L’EBU infatti ha dichiarato: “Noi crediamo che dando la facoltà di usare dei cori pre-registrati diamo la possibilità agli artisti di esibirsi al meglio e al contest di evolversi. Compositori e autori potranno presentare le loro canzoni il più simili possibili a quelle originali. Questo cambio permetterà alle delegazioni e alla tv organizzatrice di alleggerire i costi”.

Ovviamente chi lo vorrà potrà continuare a usufruire dei propri coristi.

La conferma di questa nuova regola ha fatto storcere il naso a numerosi eurofans che forse hanno dimenticato che al giorno d’oggi l’uso di basi pre-registrate è diventato una vera e propria normalità.

Cori, effetti vocali e autotune sono alla base anche di programmi di successo come Amici di Maria De Filippi e X Factor.