Mahmood BlancoPrima serata con il pubblico in sala

Torna il pubblico in sala a Sanremo e tra oggi e domani potremo ascoltare tutti i brani e cominciare a farci un’idea su chi potrà rappresentarci al meglio anche sul palco eurovisivo.

Alcuni nomi possono sembrare già quelli che vorremmo, ma sarà l’ascolto a sparigliare le carte, come già è successo lo scorso anno.

Con la scenografia ci ritroviamo in una sorta di “Stargate” verso un futuro migliore, forse un modo per esorcizzare il momento, ma a me sembra un tentativo per creare un palco degno di una nuova, la terza, organizzazione italiana dell’Eurovision, di cui, ricordiamolo, il Festival di Sanremo rappresenta la nostra selezione nazionale.

Ad accompagnare Amadeus per le cinque serate saranno 5 attrici e non avrà nessuna spalla fissa e nemmeno ospiti musicali a portare un racconto, come invece ha fatto per le sue prime due edizioni.

La sua accompagnatrice nel corso di questa prima serata sarà Ornella Muti che si presenta elegantissima.

Oggi si sono esibiti 12 dei 25 Big in cerca del Leone e tra cui potrebbe esserci il nostro rappresentante all’Eurovision Song Contest.

Achille Lauro

La gara è aperta da Achille Lauro, al quarto festival di fila, anche se lo scorso anno era l’ospite musicale fisso.

Si presenta sul palco con l’Harlem Gospel Choir con “Domenica”. Lui si presenta figo, senza travestimenti e senza maschere, ma solo con sé stesso e il suo corpo, quasi nudo davanti al pubblico.

Una presentazione interessante, per un brano che però non sorprende troppo, pur restando sicuramente su alti livelli, mescolando il pop con un rock leggero.

Ricco di metafore, il testo risulta ironico e solo apparentemente leggero. In chiave Eurovision non lo vedo bene.

Yuman

Stasera si corre ed è già il momento del secondo artista in gara. Si tratta di Yuman, una crasi tra Yuri (il suo nome) e Human (ciò che lo accomuna a tutti perché siamo tutti umani).

È il vincitore di Sanremo Giovani con il suo primo brano in italiano e arriva a Sanremo forte di una serie di esperienze, anche importanti, all’estero, facendosi conoscere anche in Svizzera e Germania, già qualche anno fa.

Il suo brano, “Ora e qui” si basa tutto sulla sua foce particolare e dal sound internazionale. Ed è un invito a cogliere l’attimo, soprattutto davanti ai progetti disattesi.

In chiave Eurovision potrebbe colpire la voce, ma non lo vedo benissimo.

Prima di presentare il terzo artista in gara, la prima donna del cast di cantanti, Ornella Muti parla del suo ricordo più caro legato al Festival e arriva la prima citazione eurovisiva della serata: la vincitrice dell’Eurovision 1964!

Noemi

Arriva Noemi, raggiante, bellissima, emozionata ma sicura, al suo settimo festival.

Accompagna il testo con un’interpretazione che sottolinea proprio la paura di mettere in evidenza i propri sentimenti.

Il testo porta anche la firma di Mahmood, ma lei fa suo il brano, al contrario di altre interpreti che con un testo di Alessandro ne sembrano la copia e nel ritornello esplode in tutto il bisogno di superare le paure e affrontare cambiamenti e fragilità.

Anche il non saper dire ti amo è una metafora di queste fragilità. Una bellissima performance!

In chiave Eurovision è un grosso Sì.

Gianni Morandi

Arriva Gianni Morandi e Amadeus dimentica di dover essere superpartes e lo ringrazia per essere tornato dopo 22 anni e dopo 10 anni dalla sua ultima conduzione del festival.

Il brano porta la firma di Jovanotti e si sente tutto. La voglia di far festa di Lorenzo, gli anni ’60 di Gianni e la gioia portata da Mousse T, noto produttore e DJ tedesco che ha raggiunto la notorietà già negli anni ’90.

Una sonorità moderna con un chiaro richiamo ai tempi d’oro del Festival e di Morandi, che racconta come un Inno la vita e la speranza di uscire dal buio, sia questo una situazione difficile o la fine di un amore.

In chiave Eurovision ci può stare, lui che ci è già stato nel 1970.

Sanremo si ricorda di essere Sanremo ed ecco arrivare Fiorello per lo sketch comico che avrei visto bene solo dopo la fine della presentazione dei brani.

Una lunga presenza che si conclude con un medley di canzoni tristi interpretate in chiave allegra.

La Rappresentante Di Lista

Tornano sul Palco dell’Ariston, a distanza di un anno dalla loro conferma, i La Rappresentante di Lista, con “Ciao Ciao”.

Portano sicuramente un tormentone che non si poggia solo sulla sempre perfetta voce di Veronica, ma su una costruzione musicale attenta che si riflette anche nella messa in scena.

Il testo è un po’ surreale, riporta a sonorità passate, soprattutto degli anni ’70, pur mostrandosi contemporanee, mentre le parole puntano a sottolineare le nostre responsabilità verso chi verrà dopo di noi.

In chiave Eurovision io li vedo perfetti dal 2017, quindi sì.

Michele Bravi

Dopo l’effetto wow che Michele Bravi ha avuto al festival 2017, torna con “Inverno dei fiori” e l’inizio con la voce rotta ci porta già a fare una analisi introspettiva accompagnati dalle sue parole.

Il brano è il racconto di un amore come scambio, do ut des, prendersi e poi lasciarsi andare.

Perché se non si capisce questo arriva la difficoltà ad essere felici, perché la vita può schiacciare.

In chiave Eurovision un interprete così non può che fare bene.

Arrivano i Måneskin

Ecco il momento degli ospiti internazionali, come ricorda Ornella Muti: Amadeus esce dall’Ariston per andare a prendere i Måneskin.

Penso che senza questo momento avremmo guadagnato almeno 5 minuti di ospitata, ma almeno vediamo esplodere di gioia il palco e scopriamo che nel 2021 hanno venduto 40 milioni di copie, con oltre 4 miliardi e 300 milioni di stream.

Beh, sono numeri davvero importanti e tutto è cominciato con la vittoria all’Eurovision Song Contest. E ripropongono proprio “Zitti e buoni”.

“Ottavi campioni in gara sono i Måneskin, con Zitti e buoni. Una presenza scenica indubbiamente forte, come il brano.

Un pezzo energico che riprende il percorso che hanno mostrato nella brevità della loro carriera. Sono sicuramente da tenere sott’occhio proprio in chiave eurovisiva.

Sarebbero una novità per l’Italia e loro sono davvero bravi, nonostante la giovane età. Forse proprio questo potrebbe dare una spinta in più.” Queste le parole scritte lo scorso anno al primo ascolto e ci hanno portato bene!

Massimo Ranieri

Dopo 25 anni torna a Sanremo uno dei più grandi interpreti della musica italiana.

Massimo Ranieri porta tutta la sua esperienza attoriale nell’interpretazione di queste eleganti parole, accompagnate da una base musicale che lo portano facilmente anche nelle esplosioni vocali.

Il testo sembra la lettera di un migrante, ma possono essere viste con una chiave diversa, come la speranza di un approdo dopo un viaggio, la vita, che può essere stato doloroso.

Un viaggio che non si può evitare ma che porta ad un risarcimento dopo la speranza.

Mahmood e Blanco

Arriva sul palco una coppia di cantautori di successo ma con generi apparentemente opposti, tra l’urban di Mahmood e la trap cantautorale di Blanco.

Insieme fanno venire i “Brividi”. Da subito Alessandro parte con la voce subito limpida, chiara, intensa, un richiamo alla profondità di Rapide arriva subito alle orecchie e in maniera inaspettata anche Riccardo arriva come un colpo dritto nello stomaco.

Un testo struggente, gli ultimi sussulti di un amore finito che parte dalle emozioni dei primi momenti al dolore della fine, dovuta all’incapacità di resistere.

In chiave Eurovision Mahmood ha già dimostrato tanto, ma ciò non toglie che possa dare ancora molto, soprattutto con un brano come questo.

È il momento di celebrare anche lo sport, con Matteo Berrettini che porta il Tennis davanti ad un pubblico nuovo. Per far in modo che l’intervento del campione risulti più televisivo, ecco il ritorno di Fiorello.

Ana Mena

È il momento di Ana Mena che ha preferito puntare sul Festival di Sanremo piuttosto che partecipare all’appena concluso Benidorm Fest.

Sicuramente questo la porterà ad avere ancora più presa sul pubblico italiano che la ha adottata soprattutto per le hit estive, dandole modo di conquistare decine di platini.

Il brano sembra mancare di qualcosa, forse per l’abitudine di vederla come valore aggiunto accanto ad un rapper.

In chiave Eurovision mi sembra un po’ evanescente, ma sicuramente si ascolterà nelle radio.

Rkomi

Rkomi porta il suo indie rap sul palco dell’Ariston forte del successo ottenuto nel 2021 che lo ha visto primo con l’album più venduto dell’anno.

Il brano, “Insuperabile” , racconta un amore ad alta velocità, basato su eccessi e gas a tavoletta. Immagini roboanti ed emozioni insuperabili rafforzano un amore senza possibilità di eguali.

In chiave Eurovision non so quanto possa andar bene.

Ritornano i Måneskin

Tornano i Måneskin con uno dei brani più intensi del loro Album, e va detto che la performance ha qualcosa di travolgente. La vera forza di questi ragazzi è proprio il fatto che sono insieme perché ognuno dà qualcosa di insostituibile al gruppo.

Senza la voce di Damiano, senza l’energia di Ethan, senza la morbidezza di Victoria su quelle corde, senza la personalità di Thomas, senza uno solo di questi elementi si perde.

Dargen D’Amico

Chiunque arriva adesso potrebbe sembrare non all’altezza e lo sa anche Dargen D’Amico che non si lascia sfuggire la possibilità di fare una battuta nel merito.

Lui si era tenuto sempre lontano da Sanremo, che lo ha visto solo una volta come co-autore, tra l’altro del secondo classificato 2021.

Si sente la sua formazione rap, ma anche la crescita come produttore, proprio in un brano che passa da questi due mondo, passando per un po’ di sentori d’elettronica per poi tornare al pop con una riflessione sui cambiamenti e le difficoltà di questi ultimi tempi.

In chiave Eurovision, per quanto possa avere le carte in regola, per me è un no.

Prima di andare avanti c’è un bel momento con Ornella Muti, in cui si entra anche nel cuore della nostra storia cinematografica. Però, per quanto bello come momento, le interviste non mi sono mai piaciute in questo contesto.

In questa prima serata Amadeus ha voluto i due vincitori della scorsa edizione del Festival, prima i Måneskin che la loro doppia esibizione e adesso Colapesce e Dimartino con il brano più venduto in Italia dell’edizione 2021 e il più trasmesso dalle radio che ha definitivamente lanciato questi due eccellenti musicisti siciliani.

La Sicilia protagonista di questo momento con il lancio di Makari.

Giusy Ferreri

Siamo quasi alla fine della serata e arriva sul palco l’ultima cantante in gara per la serata, prima di mezzanotte ed è un record!

Giusy Ferreri porta un brano che quasi non ti aspetti se si pensa a lei come la regina dell’estate da quando in coppia con Baby-K ha vinto un disco di diamante proprio per un tormentone estivo e ormai non c’è estate senza la sua voce.

Ma il meglio, almeno per me che scrivo, lo ha sempre dato con brani più intimi. E qui è presente anche un’ottima produzione.

Un brano dal sapore retrò, con il richiamo nostalgico ad un amore finito, a qualunque amore finito di ognuno. Perché ci ha fatto male eppure quel dopole è stato dolce, come il miele appunto.

In chiave Eurovision lei è un’incognita solo perché le capita di non reggere al meglio il live.

Ecco i Meduza

In attesa dei risultati ci pensano i Meduza a far sgranchire le gambe al pubblico con una selezione dei brani che hanno prodotto e che li hanno visti non solo in cima alle classifiche di tutto il mondo e protagonisti indiscussi della scena house mondiale, ma anche candidati per un Grammy Award.

Con loro sul palco il cantante irlandese Hozier.

Arrivano sul palco anche Raoul Bova e Nino Frassica per la promozione di Don Matteo 13 e prima di andare avanti vediamo un premio speciale che la SIAE ha voluto consegnare ai Måneskin: la prima stesura depositata di Chosen, il loro primo successo.

Ancora emozioni con un doveroso omaggio a Franco Battiato. Però voglio adesso un ricordo di Milva che è un simbolo anche per il festival stesso.

Ed ecco il premio “Città di Sanremo” ad Amadeus portato da Fiorello che si ferma per un altro suo intervento.

Si ferma anche per l’annuncio della classifica con Amadeus e Ornella Muti, dopo un breve recap.

La classifica provvisoria, decretata dalla sala stampa, dai voti del web e delle radio locali, vede:

La serata è stata lunga, anche se meno delle scorse due edizioni condotte da Amadeus, e si è lasciata godere fino in fondo. A domani con la seconda serata e la scoperta dei prossimi 13 brani.

Sante Longo