La seconda serata fra Eurovision e classifica generale provvisoria

La prima serata è andata. Una durata non eccessiva che è scivolata via in maniera piacevole e che ha visto in testa alla classifica parziale i favoriti alla vittoria. La seconda serata invece si è divisa fra Eurovision e la prima classifica generale provvisoria.

Sarà che l’ascolto è stato più concentrato su uno sguardo in ottica eurovisiva, ma è come se avessi (io, come molti di noi) guardato il Festival con il compito di scovare il prossimo volto italiano all’Eurovision, e infatti, anche da remoto ieri, come oggi, c’è il nostro gruppo d’ascolto OGAE a scambiare opinioni e giudizi.

Se la prima serata era quella del collaudo, la seconda invece serve come conferma per Amadeus e la nuova formula che ha ideato per questa sua terza edizione.

La serata si apre con la il doveroso tributo a Monica Vitti che ha illuminato il nostro cinema anche per i tempi a venire.

Sangiovanni

Parte ufficialmente la gara e sul palco arriva Sangiovanni che è l’interprete del singolo più ascoltato in Italia nel 2021 e arriva all’Ariston forte di un numero di certificazioni più alto rispetto alla sua età e porta un uptempo che sicuramente andrà alla grande in radio e che sarà piacevole da ascoltare.

Con “Farfalle” racconta i rapporti quotidiani liberi in cui ci circondiamo delle persone che ci fanno stare bene. Apparentemente leggera, il testo introspettivo arriva e sorprende.

In chiave Eurovision però non riesco a vederlo.

Giovanni Truppi

Ecco che arriva Lorena Cesarini, la protagonista femminile della serata, che annuncia il secondo campione in gara.

È il momento di Giovanni Truppi che arriva sul palco come se stesse portando il cane a spasso e in questa mise quotidiana si immerge in un’atmosfera nuova, portandoci via dall’evento, portandoci in un tempo fatto di chansonnier che se non hanno una voce che conquista, lo fanno con l’interpretazione, con la favella, con il racconto.

E lui rapisce. Ci porta a conoscere “Mio padre, tua madre, Lucia”, ci porta a vedere come si riesce a sfidare il mondo intero per amore.

Di quelli che ci fanno anche perdurare nell’errore ma che ci fanno bene.

Io personalmente ne sono conquistato, ma in chiave Eurovision temo che non farebbe bene. Ma magari mi sbaglio.

Dopo questo momento quasi estemporaneo arriva un racconto personale fatto da Lorena Cesarini, un racconto di un razzismo che l’ha travolta solo perché chiamata a ricoprire un ruolo che è difficile ottenere anche in una carriera intera: la conduzione del festival.

Ne viene fuori un monologo contro il razzismo, contro la banalità di questo male che appartiene a chi vuole diffonderlo.

Le Vibrazioni

Sul palco arrivano Le Vibrazioni che con “Tantissimo” risvegliano la platea con un attacco decisamente rock che però, nonostante il ritmo cavalcante, anticipa un testo introspettivo che sottolinea l’importanza delle cicatrici che segnano gli errori che ci hanno contraddistinto nel corso della vita e pongono le basi per il nostro futuro.

In chiave Eurovision forse potrebbe sembrare un richiamo all’ondata rock dell’ultimo anno.

Oggi il ritmo della prima serata sembra solo un ricordo e infatti sono saliti sul palco solo 4 cantanti in gara, mentre viene dato un lungo spazio a Checco Zalone che con il suo stile irriverente fa un monologo contro l’omofobia e l’ipocrisia di una società che è solita predicare bene ma razzolare male.

Laura, Alessandro e Mika

Prima di riprendere la gara, forse per poter dare il giusto risalto all’Eurovision Song Contest in un orario con grandi ascolti, continua il momento con gli ospiti.

Arriva Laura Pausini che interpreta “Scatola”, scritta per lei da una delle rivelazioni dello scorso anno: Madame.

La performance ha uno stage minimale che risalta il palco e l’interprete, come sarebbe auspicabile per il palco che si appresta a calcare da conduttrice.

Dopo una parentesi per raccontare della sua nuova avventura come protagonista di un film ideato per lei stessa in una sorta di sliding doors, duetta con Mika in “I have a dream” degli ABBA, mentre Alessandro Cattelan suona la chitarra e il triangolo in maniera ironica.

Ed ecco che Amadeus ci presenta ufficialmente i tre conduttori dell’Eurovision Song Contest che si terrà a Torino il prossimo maggio. Laura Pausini ha davanti un altro anno magico come lo è stato per lei il 2021.

Mika si era proposto per rappresentare il Libano 15 anni fa mentre Alessandro Cattelan è sicuramente nella sua dimensione ideale.

Uno spot per il grande evento europeo e sembra che si siano divisi anche i compiti.

Viene inaugurato il countdown perché da oggi sono -100 giorni e in collegamento con la Mole Antonelliana ci emozioniamo guardando quel -100 che ci separa dal “the sound of beauty”.

Emma

Dopo il momento eurovisivo arriva sul palco Emma, a 10 anni dalla sua vittoria sanremese e a 8 dalla sua partecipazione a quell’Eurovision con cui ha il dente un po’ avvelenato.

“Ogni volta è così” unisce due dei nostri ultimi rappresentanti, con Francesca Michielin a dirigere l’orchestra. Una storia d’amore vista in una chiava di condivisione.

In chiave Eurovision potrebbe sicuramente riscattarsi.

Matteo Romano

Arriva adesso il momento di un altro dei vincitori di Sanremo Giovani dopo Yuman che abbiamo ascoltato ieri.

È quindi il momento di Matteo Romano, diventato celebre grazie a Tik Tok e ironicamente porta “Virale” su questo palco che potrebbe lanciarlo tra i grandi.

Ha padronanza e una voce interessante anche se visibilmente emozionato.

In chiave Eurovision però è un po’ troppo acerbo.

Iva Zanicchi

Ed ecco che è il momento della cantante italiana più vincente al Festival di Sanremo, con 3 vittorie su 10 partecipazioni, la presenza anche all’Eurovision 1969, una carriera televisiva, da attrice, politica.

Ma il suo primo amore è sempre stata la musica e si nota in questa interpretazione in cui dimostra di avere ancora una voce eccezionale a oltre 80 anni.

Aveva una gran voglia di tornare a Sanremo e dice che voleva farlo per chiudere la sua carriera dove l’aveva cominciata, ma con un’esibizione così è pronta ad una nuova giovinezza, come lo fu Orietta Berti lo scorso anno.

Un brano coerente con chi l’ha cantato, sembra arrivato direttamente dai suoi momenti d’oro. “Voglio amarti” è semplice, schietta, con immagini dirette.

In chiave Eurovision lei ha già detto di no, quindi non pensiamoci.

È il momento del ritorno di Checco Zalone che presenta un suo nuovo personaggio canterino.

Anche Lorena Cesarini ci regala un suo ricordo legato a Sanremo, con Non Amarmi e presentano il duetto più peperino di questa edizione.

Ditonellapiaga e Donatella Rettore

Ditonellapiaga e Donatella Rettore accendono nuovamente il palco. Margherita porta una sensualità di altri tempi, mentre la Rettore cita le suore che erano già presenti in un altro suo successo di quasi 30 anni fa.

Insieme portano una sorta di elettropop che richiama gli anni 80 in un testo che invita ad abbandonare le inibizioni.

In chiave Eurovision io mi limito ad un “perché no?”

Elisa

Sul palco arriva Elisa, a 21 anni dalla vittoria a Sanremo nella sua unica partecipazione, a 3 anni da quando l’abbiamo scelta come nostra rappresentante all’OGAE Song Contest.

Lei è sempre eterea appena emette suono, un brano classico che con la sua voce assume un senso nuovo.

“O forse sei tu” è pieno di promesse d’amore, con un implicito richiamo a quanto vissuto insieme. Sicuramente è un brano che potrà conquistare il pubblico italiano e chissà, probabilmente il talento di Elisa sarà capace di incantare anche il pubblico europeo.

Per promuovere la terza stagione de “L’amica geniale” tornano a Sanremo Margherita Mazzucco e Gaia Girace, più spigliate rispetto all’ultima volta.

Sono loro a presentare sul palco il prossimo cantante in gara: Fabrizio Moro.

Fabrizio Moro

Torna a Sanremo dopo averlo vinto nel 2018 e averci portato al quinto posto anche all’Eurovision nello stesso anno.

Ogni volta racconta un po’ di sé e in questo caso racconta il cambiamento dovuto all’amore, il sentirsi migliore grazie ad una persona che sa continuare ad amarci anche nei momenti difficili.

In più possiamo dire anche che questa canzone sarà il leitmotiv del suo primo film da regista.

In chiave Eurovion non è proprio il massimo per me, almeno confrontata con la precedente proposta.

Torna anche Checco Zalone nei panni di un virologo imparentato con Albano che imita nella sua nuova canzone ironica legata alla pandemia, dopo “Vacinada” che ha avuto un grande successo lo scorso anno.

Il secondo collegamento con Orietta berti e Fabio Rovazzi sulla Costa Toscana, con Ermal Meta che è uno dei protagonisti assoluti delle ultime edizioni del Festival, con 4 partecipazioni e 4 podi, tra cui quello ottenuto nel 2021 con “Un milione di cose da dirti” che vinse la serata in cui fu ascoltato per la prima volta, per poi arrivare terza in finale, ma senza dimenticare la vittoria nel 2018, in coppia con Fabrizio Moro con cui ci ha rappresentati a Lisbona.

Tananai

Oggi l’assenza dei Måneskin non mette in cattiva luce nessuno che si esibisce dopo ed arriva il decimo cantante in gara, il terzo e ultimo tra quelli selezionati attraverso Sanremo Giovani.

“Sesso occasionale” si presenta come un “divertissement”, frivolo e giocoso in cui racconta la storia burrascosa ed esagerata che è in bilico tra una relazione e l’occasione del caso.

In chiave Eurovision mi chiedo “perché?”

Irama

Dopo aver partecipato al festival lo scorso anno senza mai salire sul palco a parte che per le prove, torna Irama con un brano quasi intimista, in netta contrapposizione rispetto a quello che l’anno scorso ci ha portato al terzo posto dell’OGAE Second Chance.

“Ovunque sarai” è una dedica, magari mai consegnata, a qualcuno che forse nemmeno sa dei sentimenti rivelati.

Ma è anche questo il senso del brano: Amare e aspettare senza doversi aspettare nulla in cambio.

L’anno scorso in chiave Eurovision era tra i più papabili, questa volta invece meno.

AKA 7even

Un altro amico di Maria arriva acclamato dai giovanissimi e forte di un successo inimmaginabile in meno di un anno.

Porta un uptempo che vuole però avere i toni di una ballad che spinge a valorizzarsi al meglio, proprio come il messaggio di Leo Gassmann lanciato con “Vai bene così” nel 2020, vuole lanciare un messaggio positivo per accettarsi per ciò che si è, percependo il bello della vita.

In chiave Eurovision è vero che ci si vuole divertire, ma magari con altro.

Highsnob e Hu

A chiudere la gara, anche oggi in maniera molto rapida, in barba alle aspettative, arrivano Highsnob e Hu, provenienti da due mondi quasi opposti.

“Abbi cura di te” è un brano carico e saturo di verità che porta a riflettere sulle emozioni, sui sentimenti, sulle sensazioni che ci travolgono alla fine di un amore, soprattutto quando si è voluto bene.

In chiave Eurovision sono forse un po’ acerbi.

In attesa dei risultati, anche oggi dati dall’unione dei voti della sala stampa con i voti del web e delle radio locali, ritorniamo al contest legato alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. dopo aver lanciato il contest per scegliere il logo, oggi c’è la gara per deciderne l’inno.

Ad interpretarlo arrivano Malika Ayane che interpreta “Un po’ più in là” e Arica con “Fino all’alba”.

Uno dei due brani sarà l’inno delle prossime Olimpiadi invernali italiane.

I risultati

Questa è la classifica della seconda serata:

La classifica generale parziale

La classifica generale, con i voti della prima serata aggiunti a questi, vede queste posizioni:

Anche questa seconda serata è stata più snella rispetto alle edizioni precedenti e adesso che abbiamo ascoltato tutte le 25 canzoni possiamo cominciare a farci un’idea sempre più delineata di chi vorremmo vedere a Torino come padroni di casa.

E domani le riascolteremo e avremo anche una classifica del gruppo d’ascolto OGAE raccolto davanti al festival da remoto.

Sante Longo