Drusilla FoerLe canzoni non si giudicano al primo ascolto

Le canzoni, si sa, non si giudicano al primo ascolto. Men che meno in una competizione importante come il Festival di Sanremo.

E’ per questo che Amadeus ha voluto dedicare questa terza serata al riascolto di tutti i brani in gara: dopo averceli fatti gustare a pieno durante le due serate di Martedì e Mercoledì (che, e questo è degno di encomio, sono terminate a un’ora assolutamente decente), stasera ce li ripropone, uno dopo l’altro.

E noi siamo qui per confermare o rovesciare le nostre prime impressioni. E per non annoiarvi con lo stesso punto di vista, stasera è la presidente Cristina a guardare, ascoltare e commentare le canzoni di questo Sanremo 2022.

Dopo il doveroso omaggio al secondo insediamento del Presidente Mattarella, con “Grande, grande, grande” di Mina, viene riproposta la classifica generale delle prime due serate.

Stasera la parola passa al televoto e alla giuria demoscopica, che si divideranno al 50% la responsabilità dei risultati.

Giusy Ferreri

E, anche stasera in ottimo orario (sono da poco passate le 21), si presenta sul palco la prima cantante, Giusy Ferreri.

Stasera indossa un tailleur pantalone nero ma non propriamente sobrio, con curiosi spacchi laterali sulla vita, e un oblo sulla schiena. Attacca il brano con l’aiuto dell’ormai inseparabile megafono, che esalta il gusto “rétro” del suo brano.

“Miele” ha un ritmo che ricorda un ballabile da balera, ma dal gusto elegante e antico.

La voce graffiante di Giusy fa il resto: un successo sicuro.

Highsnob e Hu

Highsnob e Hu sono una vera rivelazione. Stasera lui è in nero, lei in bianco, in una specie di Yin e Yang vivente.

Il Maestro Enrico Melozzi non si è neppure allontanato dal podio, visto che stasera ha la fortuna di dirigere due canzoni una dopo l’altra.

Highsnob inizia con una sequela di dodecasillabi quasi parlati, poi Hu si inserisce in un canto dapprima più sussurrato e che poi apre nel ritornello, ma senza mai diventare invadente. Esibizione coinvolgente e di classe.

“Abbi cura di te” sarà una delle hit del festival.

Fabrizio Moro

In total black con collo brillantinato, Fabrizio Moro, il nostro primo eurovisivo a cantare stasera, attacca la sua “Sei tu”.

Una classica ballata nel suo stile, che inizia con un ostinato di pianoforte che sottolinea tutto il pezzo, anche se viene pian piano messo in sottofondo dal crescendo dell’orchestra.

Un’altra buona iniezione di sentimento del nostro Fabrizio.

AKA 7even

In rosa pallido e bianco AKA7even, con dei curiosi pantaloni infilati dentro agli stivaletti. La canzone è “Perfetta così”, in tutti i sensi: un uptempo trascinante di non facilissima esecuzione, che il cantante affronta con la grinta e un po’ con l’incoscienza della sua giovane età.

Si vede che è un brano molto importante per lui, e che ci sta mettendo l’anima.

Si prevede una sequela di voti dai più giovani.

Drusilla Foer

E finalmente una boccata d’aria fresca anche in fatto di “vallette”, se di valletta si può parlare stasera: Drusilla Foer.

Un vero attore, abituato a calcare i palcoscenici dei teatri ogni sera, e si vede. Già dal finto battibecco iniziale, atterra letteralmente Amadeus. Ne vedremo delle belle.

Massimo Ranieri

Anche Massimo Ranieri è evidentemente felice e divertito di essere stato presentato da Drusilla.

Elegantissimo anche lui, con la sola concessione di una cravatta un poco vistosa, diretto da Adriano Pennino, il Massimo della canzone italiana ci regala “Lettera di là dal mare”. Un brano che sembra quasi fuori gara, tanto è più orientato verso il teatro che verso la canzone pura.

La costruzione melodica non è facilissima, e anche questo è uno dei suoi pregi.

Vale sempre la pensa di ricordarsi che i veri artisti non hanno età, e la loro voce neppure: l’intonazione di Ranieri sembra migliorata dalla prima serata, e l’interpretazione risulta incantevole.

Dargen D’Amico

Dargen D’Amico si presenta direttamente con i fiori in mano, e li regala lui ad Amadeus. Del resto, anche il suo completo è molto, per così dire, bucolico, completamente disegnato con foglie e fiori in colori a contrasto.

Ma sì, seguiamolo “Dove si balla”, in questo pezzo dance che sicuramente dominerà la stagione radiofonica e che avremo modo di imparare a memoria.

Del resto, sta ballando anche il pubblico. Disimpegno, di quello simpatico, anche se l’interpretazione sembra un attimo più incerta di quella della prima serata.

Irama

Irama ha abbandonato su di un mobile il centrino della nonna e ha indossato un gilet multitasche un po’ Indiana Jones.

“Ovunque sarai” è una ballata che inizia con un vago sapore anni Settanta e che provoca subito un’alzata di telefonini da parte del pubblico.

Un brano gradevole, che però in qualche modo non sembra trovare una conclusione vera e propria. Da assimilare pian piano.

Cesare Cremonini

Spettacolare la scenografia preparata per Cesare Cremonini, l’ospite d’onore di stasera, immerso in una Bologna notturna con tanto di portici.

Certo, l’avremmo visto più volentieri in gara, ma purtroppo o per fortuna l’ex ragazzo di “50 Special” non ne ha bisogno.

Possiamo solo ascoltare il suo medley e cantare insieme a lui, davanti ai nostri teleschermi.

Ditonellapiaga e Rettore

Ditonellapiaga e Rettore si allineano alla moda del bianco e nero. Sembrano un po’ Crudelia De Mon (Rettore) con una specie di Biancaneve moderna (e davvero bellissima).

Ottime voci, che sanno affrontare il brano senza esagerare, neppure nel ritornello, che a essere sinceri risulta un po’ troppo ripetitivo.

Sorprendente il completo cambio di ritmo e melodia che “spezza” il brano, concedendo qualche secondo di respiro a chi sicuramente si starà scatenando in pista.

Michele Bravi

Scioccante l’outfit rosso di Michele Bravi, che si becca anche un bacetto da Drusilla. In un completo rosso smanicato e guanti lunghi fioriti, Michele sembra in formissima.

“L’inverno dei fiori” è un brano raffinato, non facile, con una linea melodica complessa. Michele è alla ricerca della sua personalità, ricerca che sembra stia dando i suoi frutti.

Una delle interpretazioni più interessanti del Festival.

Rkomi

Rkomi anche stasera è in stile biker, così come il suo direttore d’orchestra.

“Insuperabile” in qualche modo fa pensare a “Ma che bella giornata” di Ugolino, ma è sicuramente meno scanzonata e più rock.

Rkomi è molto giovane e di questo risente sicuramente: un brano come questo richiederebbe un po’ di grinta in più.

Mahmood e Blanco

Un boato del pubblico introduce Mahmood e Blanco. Anche loro in bianco e nero, Blanco con l’immancabile mantello che toglie subito.

Il contrasto fra le voci, diversissime fra di loro, dà letteralmente i “Brividi”, e impreziosisce una dolce ballata, densa di pathos, che sembra quasi già proiettata sul palco di Torino.

Drusilla vestita da Zorro è un altro grande pezzo di teatro, avulsa dalla volgarità e di una simpatia dirompente.

Gianni Morandi

Stasera i pezzi da Novanta sono tutti suoi: stavolta si tratta di Gianni Morandi. Diretto da Mousse T (“Right about now”, ha partecipato anche a un Bundesvision Song Contest), Gianni è in smoking con collo brillantinato.

Sembra molto meno nervoso della prima sera, mentre intona “Apri tutte le porte”, un classico brano anni Sessanta di quelli scatenati e spensierati.

Ce lo ritroveremo a tradimento in tutte le radio. Bravo Gianni.

Il ritorno di Cesare Cremonini

Rientra Cesare Cremonini per cantare “La ragazza del futuro”, brano che inizia con un ostinato di pianoforte che ricorda “Hold the line” dei Toto, ma prosegue con un andamento che riporta alla mente il miglior Lucio Dalla.

Buon sangue bolognese non mente. L’esibizione si chiude con “50 special” e il pubblico in piedi a cantare.

Tananai

L’impressione è che Tananai abbia appena finito di ridipingersi il camerino, visto il completo piuttosto originale e “macchiato”.

Ma a un artista, e per di più giovanissimo, certe originalità sono permesse. L’intonazione sembra migliorata rispetto al disastro di ieri sera, ma la vocalità è comunque piuttosto acerba.

Simpatica la canzone che in qualche modo riecheggia “L’esercito del selfie”, e presenta una tematica in realtà non molto originale.

Elisa

Elisa continua con il tutto bianco un po’ da prima comunione. Un bel brano, “E forse sei tu”, forse un poco adattato all’atmosfera del Festival rispetto ad altre sue produzioni.

Non si tratta comunque della banale canzoncina orecchiabile sanremese, e questo è un grande pregio.

Ottima la voce di Elisa che stavolta non indulge nel solito falsetto da filo di voce, ma canta con l’ugola e il sentimento.

La Rappresentante Di Lista

Dopo il ricordo di Falcone e Borsellino da parte di Roberto Saviano e il collegamento con la Costa Toscana con l’esibizione di Gaia, è la volta de La Rappresentante di Lista.

Stasera sono vestiti come un principe e una principessa post-apocalittici. “Ciao ciao” è un brano dance che probabilmente invaderà l’airplay radiofonico, ma non sembra all’altezza dell’exploit dello scorso anno.

La voce di Veronica a tratti va un po’ sopra le righe.

Drusilla rientra, splendida in rosa e rosso. Ormai ha oscurato Amadeus.

Iva Zanicchi

Stavolta il grande big è Iva Zanicchi, che si presenta in un abito nero brillantinato coperto da un velo color petrolio, che le dona molto di più della mise di ieri sera.

La voce e la grinta ci sono ancora, ma “Voglio amarti” è una canzone che non cambia di una virgola il personaggio di Iva, riportandoci a qualche Canzonissima anni Settanta.

Achille Lauro

Anche Achille Lauro e il suo coro gospel hanno scelto il nero e argento per questa sera. Achille si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo.

Lo si può amare per il suo essere personaggio e per la buona qualità della scrittura, anche se “Domenica”, benché gradevole, sembra non a livello dei suoi precedenti successi sanremesi.

Lo si può odiare per l’intonazione non perfetta o per l’eccentricità a ogni costo. Una cosa è certa: non lascia indifferenti.

Matteo Romano

Arriva adesso il più giovane, Matteo Romano. Vestito con semplicità ma in modo adatto a un ragazzo, continua a sentirsi molto a proprio agio sul palco.

“Virale” è una canzone interessante con ritmo regolare ma incalzante, sulla quale la voce di Matteo naviga eseguendo melismi.

Anche in questo caso, coraggio o incoscienza che sia, i giovani si confermano vincenti nel dialogare con le telecamere.

Ana Mena

Anche Ana Mena stasera ha scelto il nero brillantinato, con un completo top e minigonna molto adatto al suo tipo.

Un po’ azzardato pensare a “Duecentomila ore” come a un plagio di “Amandoti”, con la quale sembra invece che non condivida più di una vaga assonanza.

Ciò non toglie che si tratti di una canzoncina che è ben poca cosa, e che non evoca niente più di una balera estiva. Ana, pur graziosa, ha una vocina non memorabile.

Drusilla rientra in vestaglia con due caffè, e rende straordinaria una gag che altri avrebbero interpretato in modo caciarone.

Sangiovanni

E’ la presentazione di Sangiovanni, in rosa anche stasera, con la sua “Farfalle”. L’impressione è quella di una versione maschile e più giovane di Madame.

Anche questa è una canzone dal sapore dance, che spopolerà fra i ragazzi e mette molta allegria.

Emma

Ancora un momento “serio” con la carabiniera Martina Pigliapoco, protagonista mesi fa di un gesto coraggioso ed eroico.

Le tocca l’onore di presentare Emma. Il look scelto non è strepitoso: bellissima la gonna di velluto rosso, ma la camicia stile “pizzo della nonna” color champagne non le rende un buon servizio.

Stesso tipo di accostamento per Francesca Michielin, che dirige l’orchestra. “Ogni volta è così” è un brano dal testo importante, che Emma canta con tutta sé stessa. Molto intenso.

Yuman

Total black anche per Yuman. Iniziamo a pensare che siano stati un po’ in troppi a cadere nella trappola della presunta eleganza di questo non-colore.

Yuman ha una voce dal colore marcatamente soul, che stasera viene fuori in misura maggiore rispetto alla prima esibizione.

“Ora e qui” è raffinata e delicata, vagamente jazzata, e questo, si sa, a Sanremo non paga molto. Purtroppo.

Le Vibrazioni

Le Vibrazioni hanno scelto di omaggiare Stefano D’Orazio, il batterista dei Pooh recentemente scomparso, esibendo il suo ritratto sulla loro batteria.

Il brano è “Tantissimo”, un discreto rock che riecheggia gli anni Ottanta e si discosta dalla loro solita produzione.

Anche la voce di Francesco Sarcina suona diversa dal solito, forse più tirata. Comunque un brano trascinante.

Giovanni Truppi

Presentazione di Drusilla anche per Giovanni Truppi, che insiste a presentarsi in canottiera, e stasera anche lui in nero.

“Mio padre, tua madre, Lucia” è un piccolo capolavoro, intimista e denso di variazioni, che, se merita un piccolo appunto, è quello di un certo eccesso di parlato.

Non pochi hanno riscontrato diverse affinità con Mario Castelnuovo, e ci pare un bel complimento.

Noemi

Ultima a esibirsi stasera è Noemi, con “Ti amo non lo so dire”. Anche lei si allinea al filone del nero, e per fortuna ci sono almeno i suoi bellissimi capelli rossi a ravvivare il tutto.

La canzone, scritta da Mahmood, è sicuramente molto particolare, ma in qualche modo tutte le variazioni di tempo suonano strane per la voce di Noemi.

L’interpretazione comunque è molto più sicura di quella che abbiamo ascoltato la prima sera.

Ma arrivano i risultati con la classifica completa delle tre serate: