Morandi JovanottiLa serata speciale delle cover

Siamo quasi in dirittura d’arrivo e oggi, come di consueto ormai da qualche anno, ci sarà la serata speciale delle cover in cui i cantanti in gara si esibiranno facendo conoscere a chi ancora non li segue, altri aspetti della loro arte, al di là della canzone in gara.

Anche questa serata contribuisce alla classifica finale e se l’anno scorso a votare in questa occasione erano i Maestri d’Orchestra, in questo caso sono chiamate in causa le tre giurie che hanno contribuito a dare la classifica generale fino ad oggi:

  • la sala stampa (stampata, web o radiofonica);
  • la demoscopica 1000
  • il televoto

Prima di seguire la serata però sveliamo la classifica del nostro gruppo d’ascolto che, nella chat ufficiale, si è tenuto compagnia scambiando opinioni e giudizi dimostrando già il nostro parere, per quanto limitato.

25 – Tananai 24 – Rkomi 23 – Giovanni Truppi 22 – Yuman 21 – Ana Mena 20 – Dargen D’Amico 19 – Hihsnb & Hu 18 – Le Vibrazioni 17 – Fabrizio Moro 16 – Iva Zanicchi 15 – Massimo Ranieri 14 – Matteo Romano 13 – Aka7ven 12 – Emma 11 – Gianni Morandi 10 – Achille Lauro 9 – Sangiovanni 8 – Irama 7 – Noemi 6 – Ditonellapiaga con Rettore 5 – Michele Bravi 4 – Giusy Ferreri.

I preferiti, dopo 2 ascolti, del nostro gruppo d’ascolto, quindi quelli che renderebbero più felici la maggior parte qualora dovessero vincere e rappresentarci a Torino a Maggio sono: 3 – La Rappresentante di Lista 2 – Elisa 1 – Mahmood con Blanco.

Tornando a questa quarta serata, i cantanti in gara avevano la possibilità di scegliere un brano a loro caro che sia stato inciso tra gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90, quando alcuni dei cantanti in gara ancora non erano nati e altri invece erano celebrati già come stelle 60 anni fa.

Accanto ad Amadeus abbiamo Maria Chiara Giannetta che si mostra subito spigliata e una vera mattatrice.

Noemi

A rompere il ghiaccio in questa attesa serata è Noemi che esegue al pianoforte “(You make me feel like) A natural woman” portata al successo e nella storia da Aretha Franklin.

Un’esibizione ponderata ma allo stesso tempo carica di pathos che sarebbe bello ascoltare anche in versione studio in una incisione ufficiale.

Per lei non ci sono ospiti, ma la potenza del brano non ne fa sentire la mancanza.

Giovanni Truppi e Vinicio Capossela

Il secondo cantante in gara Giovanni Truppi, invece coglie l’occasione di portare sul palco dell’Ariston, per la prima volta in una carriera lunga oltre 30 anni, uno dei cantautori più amati dalla critica italiana, anche grazie alle 5 Targhe Tenco guadagnate in questi anni: Vinicio Capossela che è forse il più vicino come indole a quella di Fabrizio de André, autore e interprete di questa Poesia in musica, che racconta l’inutilità del carcere.

Per interpretare “Nella mia ora di libertà” a loro due, che sarebbero già soli un vero regalo per questo brano quasi inavvicinabile per l’intensità che necessita, troviamo un altro importante tassello della storia della musica italiana che a de André è legato anche da una lunga collaborazione con la PFM, il Maestro Mauro Pagani.

Ne viene fuori un’interpretazione che colpisce, pur non essendo immediata.

Dopo questa scelta quasi azzardata, arriva invece un brano che è nel tempo diventato un classico e scelto spesso nelle audizioni musicali, ma anche nei karaoke in tutto il mondo.

Yuman e Rita Marcotulli

Un brano che Frank Sinatra non voleva interpretare perché si trattava di una cover e che invece è diventata il simbolo della sua storia e un classico senza tempo: “My Way”.

Ad interpretarlo è Yuman che si fa accompagnare al pianoforte da Rita Marcotulli, tra le più apprezzate esponenti del jazz italiano.

Purtroppo, nonostante un arrangiamento davvero eccellente, non si può di certo parlare di un’interpretazione che resterà nella storia del festival.

Le Vibrazioni con Sophie and The Giants

Le Vibrazioni portano finalmente sul palco al Festival Beppe Vessicchio, ma non sul podio del Direttore d’Orchestra, ma al pianoforte per accompagnare la loro interpretazione di “Live and let Die”, di Paul McCartney, scritta per la colonna sonora di Vivi e lascia morire.

La voce di Francesco Sarcina fa la staffetta con quella di Sophie Sott, Leader e Deus ex-Machina della band Sophie and the Giants che abbiamo già visto sui palchi italiani grazie al duetto con Michele Bravi.

Insieme danno una bellissima prova e riconosco nuovamente la voce del cantante in gara.

Sangiovanni e Fiorella Mannoia

La serata scorre veloce ed è già il momento della quinta cover portata da una coppia inedita alquanto stramba, formata dal giovanissimo Sangiovanni e una delle Senatrici della musica italiana, una delle più apprezzate interpreti, non solo da pubblico e critica, ma anche dagli autori che scrivevano per lei brani che posi sono diventati storia, come “Quello che le donne non dicono” che, come ricorda Fiorella Mannoia stessa, è stata ascoltata per la prima volta proprio sul palco dell’Ariston il 4 febbraio di 35 anni fa.

Proprio con lei Sangiovanni interpreta un brano iconico di Pierangelo Bertoli, la sua bandiera, capace di unire due generazioni, come in questo caso, unite dalla musica e dalla forza di un brano che ha unito tutta Italia 10 anni fa davanti alla necessità della solidarietà: “A muso duro”.

Un brano che meritava un trasporto maggiore.

E se con loro è l’accoppiata a sembrare stramba, con la sesta cantante in gara a lasciare a bocca aperta è la scelta del brano.

Emma e Francesca Michielin

Emma si fa accompagnare sul palco da Francesca Michielin, che lascia il podio per cantare in questa serata, per omaggiare la Principessa del Pop mondiale con il suo brano d’esordio.

Un arrangiamento che parte quasi intimista per questa versione di “…Baby one more time” di Britney Spears per poi esplodere in tutta la forza del brano che è forse più iconico rispetto al nuovo volto che gli anno dato, per quanto sia risultato originale e simpatico.

Gianni Morandi e Jovanotti

Gianni Morandi riesce in quello che Amadeus non riesce a fare da 3 anni: portare sul palco di Sanremo Jovanotti, grande amico di Ama ma forse impaurito dall’importanza del palco che lo ha visto tra i protagonisti nel 1989, ma anche come ospite nel 2000 e nel 2008.

insieme interpretano un medley composto da “Occhi di ragazza”, brano che Gianni ha cantato all’Eurovision 1970, “Un mondo d’amore”, “Ragazzo Fortunato” e “Penso Positivo”.

Una vera sorpresa con la presenza di Lorenzo annunciata solo oggi e un arrangiamento orchestrale a tutto ritmo di Mousse T.

Elisa e Elena D’Amario

E si continua a ballare anche con Elisa che porta come valore aggiunto nella sua interpretazione di “What a feelin’ “ la ballerina Elena D’Amario.

Un mondo diverso rispetto a quello intimo che ha mostrato con il brano con cui si contende la vittoria del festival, ma ugualmente credibile e emozionante.

Probabilmente non va fatto, eppure Amadeus dimentica di essere il padrone di casa del festival di Sanremo e presenta, a votazioni aperte, il messaggio di Giorgio Moroder per Elisa, con alle spalle gli Oscar e i Grammy vinti nella sua lunga e ricca carriera, anche grazie a questo brano.

Achille Lauro e Loredana Bertè

È la volta di Achille lauro, senza l’Harlem Gospel Choir, ma accompagnato da Loredana Bertè, interprete originale del brano che ha deciso di portare nella serata cover, senza modificarlo, declamandolo al femminile.

Ne viene fuori una versione decisamente interessante, ricca, vera.

Un omaggio verso le sorelle Bertè, entrambe, dopo “Almeno tu nell’universo” scelta nel 2020, in cui si mette al servizio di una delle nostre cantanti più bistrattate nel corso del tempo con quella “Sei Bellissima” che diventa uno spunto per un messaggio di scuse verso lei e verso tutte le donne che vengono solo celebrate per la loro bellezza e non per la forza che si portano dentro.

Un momento toccante che non ci si aspetta da uno dei maestri della provocazione degli ultimi anni.

Dopo una rassegna mai così veloce di cantanti in concorso, arriva il primo momento non legato alla gara: arriva Maurizio Lastrico che dialoga con Maria chiara Giannetta con un testo formato da citazioni di brani della storia della musica italiana.

Un testo dissacrante e decisamente divertente che lega nomi improponibili uno accanto all’altro. Uno di quei momenti che davvero dovrebbero restare ad imperitura memoria nelle teche di sempre.

Matteo Romano e Malika Ayane

La serata scorre rapida tra momenti davvero importanti e altri che sono risultati meno riusciti, come ad esempio il duetto tra Matteo Romano e Malika Ayane.

Insieme hanno portato uno dei brani simbolo di Elton John e per quanto sia stata un’esecuzione impeccabile di “Your Song”, Matteo Romano non ha retto il confronto con la sua ospite che ha accentrato l’attenzione.

Irama e Gianluca Grignani

Anche per il duetto di Irama con Gianluca Grignani, sulle note di “La mia storia ta le dita”, non si può parlare di buona riuscita, forse a causa dell’eccentricità dell’interprete originale che ha esagerato con la voglia di calcare il palco e popolarlo con se stesso.

Ed è un peccato rovinare il ricordo della bellissima versione di “Cyrano” che lo scorso anno ci ha convinti con l’interpretazione limitata alle prove.

Ditonellapiaga e Rettore

Si torna a parlare di emozione con un concentrato di rivendicazioni sociali grazie alla riproposizione, 56 anni dopo, di “Nessuno mi può giudicare” che squarciò un cielo fatto di perbenismo raccontando un tradimento femminile, che all’epoca era impensabile.

A portarlo sul palco sono Ditonellapiaga con Rettore che dimostrano di avere davvero chimica a legarle in questa occasione.

Iva Zanicchi

Iva Zanicchi porta l’omaggio più riuscito della serata, stando al mio personale parere.

Decide di interpretare “Canzone” nella versione di Milva a poco meno di un anno dalla perdita della grandissima artista.

L’attacco lo lascia a lei, alla voce limpida e ferma con cui nel 1968 Ilvia Maria Biolcati intonava il brano scritto da Don Backy.

Una standing ovation meritatissima quella che ha acclamato Iva alla fine dell’esibizione. Va detto, forse non era così scontato, ma la Zanicchi sta davvero facendo un’ottima figura!

Ana Mena e Rocco Hunt

Un momento magico ed emotivamente profondo che fa apparire ancor più leggero il medley scelto da Ana Mena.

Si fa accompagnare dal suo compagno di hit estive, nonché co-autore del suo brano in gara, Rocco Hunt, per interpretare “Il mondo”, “Figli delle stelle” e “Se mi lasci non vale”.

Una scelta apparentemente completamente slegata, se non forse per la il brano di Julio Iglesias che può simboleggiare il cantante spagnolo che ha successo in Italia tanto quanto in patria.

Diciamo che non è memorabile.

La Rappresentante Di Lista con Ginevra, Margherita Vicario e Cosmo

Il momento successivo riporta un po’ di emozione, dovuta anche ai ricordi che associamo a “Be my Baby” da generazioni, un tributo, non so se davvero voluto, anche se guardando la struttura dell’esibizione non sembra ci possano essere dubbi, verso Ronnie Spector, leader delle Ronettes, interpreti originali del brano.

Ad interpretarlo un collettivo fondato sulla fusione di stili diversi, come lo ha presentato Amadeus, formato da La Rappresentante di lista, Cosmo, Margherita Vicario e Ginevra.

Veronica è totalmente a fuoco in brani di questo tipo, con una voce che non teme rivali, e un accompagnamento musicale e di voci che diventa un connubio che appare come imprescindibile.

Un altro brano che mi piacerebbe acquistare.

Massimo Ranieri e Nek

Un altro tributo è quello che Massimo Ranieri fa a Pino Daniele, e ad Anna Magnani, chiamando accanto a sé Nek.

Insieme interpretano “Anna verrà” e s anche Filippo regge il confronto vocale, non si può dire che la loro versione sia davvero ben riuscita.

Una nuova interruzione della gara, questa volta più lunga, vede tornare Jovanotti in qualità di “Grande amico” e non di super ospite.

Tra ricordi e una chiacchierata che mette in luce la vera amicizia che li lega, come aveva dimostrato con Fiorello anche nel corso della prima serata.

Ma non può fermarsi a questo la sua presenza e infatti recita “Bello mondo” di Mariangela Gualtieri, che è stata portata alla ribalta anche da Vasco Brondi nel momento di massima drammaticità della pandemia.

A questo momento fatto di pura poesia, segue la sua versione di “Che sarà”.

Da Jovanotti passiamo poi sulla Costa Toscana per ascoltare i Pinguini Tattici Nucleari, forti dei dati che li vedono come la band più certificata in Italia nel 2021.

Michele Bravi

Dopo questo lungo intervallo è salito sul palco Michele Bravi per interpretare in versione commossa, forse per il suo personale, “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi” di Lucio Battisti.

Lui è stato davvero commosso ma personalmente non mi ha convinto questo stravolgimento tutto portato alla drammatizzazione del testo che racconta sì dei dubbi di un uomo davanti all’amore a causa di una cocente delusione ma che poi si lascia andare ai sentimenti che sono impossibili da arginare e conquista fiducia e rinasce in una speranza che in questa interpretazione non mostra.

Dopo questa interpretazione per me poco riuscita, arriva invece la migliore della serata.

Mahmood e Blanco

Una dimostrazione del fatto che il valore aggiunto della loro partecipazione al festival sono proprio loro due insieme.

Sono Mahmood e Blanco con il feeling che hanno creato dal momento dell’inizio della loro collaborazione.

Un valore aggiunto che rende “Brividi” una candidata valida alla vittoria, ma anche una versione davvero quasi perfetta di “Il cielo in una stanza”.

Un arrivo sul palco divertito e divertente con i due cantanti che si poggiano sulle spalle di Amadeus mentre li annuncia, ma che cambia subito atmosfera e ci trasporta da un’altra parte proprio mentre cominciano a cantare.

Se vincono se lo meritano tutto.

Rkomi e Calibro 35

Subito dopo arriva sul palco Rkomi con un medley di Vasco Rossi composto da “Fegato, fegato spappolato”, “Deviazioni” e “Cosa succede in città”.

Rkomi vede in Vasco Rossi uno dei suoi punti di riferimento, tanto da aver inciso la cover del primo brano del Medley anche nel suo album Taxi Driver.

Per celebrare il suo idolo di sempre si fa accompagnare dai Calibro 35, sulla scena da 15 anni e che hanno anche calcato palchi in tutta Europa.

La loro presenza in questa cover sembra messa ad arte in questo momento della serata. Sono infatti gli autori della colonna sonora di “Blanca”, la fiction evento che ha visto Maria Chiara Giannetta, protagonista femminile della serata, interpretare con grande naturalezza una ragazza cieca.

Arriva il momento del monologo dell’attrice, dedicato a coloro che l’hanno aiutata ad entrare nella parte e, presentando ognuno di loro sul palco racconta la loro forza e ciò che hanno saputo trasmetterle.

Un momento importante con l’obiettivo di abbattere ulteriormente le barriere.

AKA 7even e Arisa

Riprende la gara e arrivano AKA 7even in coppia con Arisa e il ricordo di Alex Baroni con “Cambiare” che però secondo me non aggiunge nulla alla carriera di nessuno dei due.

Forse troppo ancorati nella magnifica interpretazione originale, ma mi sembra ci sia qualcosa che non va qui.

Highsnob e Hu con Mr. Rain

Cosa che invece non mi sembra per “Mi sono innamorato di te” nell’interpretazione di Highsnob con Hu, che si fanno accompagnare da Mr. Rain che aggiunge delle barre in apertura e in chiusura, sottolineando ancora di più l’intesa che c’è tra i due cantanti in gara e che mostra il grande talento di Federica e una nota romantica di Mike che non è certamente quella che viene fuori guardandolo.

Davvero un bel momento.

Prima di riprendere la gara arriva Lino Guanciale che prima di promuovere le prossime fiction di cui sarà protagonista si propone in versione canterina con “A hard day’s night”.

Dargen D’Amico

Dargen D’amico omaggia un’altra delle dive della canzone italiana portando la sua versione de “La bambola” di Patty Pravo.

Nella presentazione sbagliano l’anno di uscita del brano, ma questo non preoccupa il produttore che sul palco fa comunque ciò che gli pare.

Sono indeciso se ritenere la sua cover interessante o se avrei preferito non ascoltarla.

Giusy Ferreri e Andy dei Bluvertigo

Giusy Ferreri che si fa accompagnare da Andy dei Bluvertigo per la seconda cover di Battisti della serata, “Io vivrò (Senza te)”.

Sicuramente migliore del primo tributo che abbiamo ascoltato ed Andy è sempre una certezza.

Siamo quasi in chiusura e mancano solo 2 brani prima di conoscere i vincitori della serata e la classifica generale.

Arriva la prima gaffe di questa edizione con la finora impeccabile Maria Chiara che come ricordo legato a Sanremo cita “Sei bellissima” che non ha mai partecipato alla manifestazione.

Fabrizio Moro

Fabrizio Moro porta la cover di un brano vincitore del Festival, quella “Uomini soli” dei Pooh che avrebbero dovuto essere all’Eurovision del 1990 e che per fortuna si dimostrarono poco interessati dando modo a Toto Cutugno di andare a Zagabria per conquistare la seconda vittoria italiana.

Tananai e Rosa Chemical

Tananai accompagnato dal rapper Rosa Chemical, che è stato anche modello per Gucci, porta un anticipo del tributo a Raffaella Carrà interpretando “A far l’amore comincia tu” in una versione omoerotica in cui Tananai si fa conquistare dal suo compagno d’avventura.

Un anticipo dell’annunciato tributo che ci sarà domani.

Per quanto riguarda la serata vengono resi noti solo i primi 3 classificati, ma prima un po’ di musica degli anni ’60, ’70, ’80 con un momento disco che vede alla consolle Massimo Alberti, una delle icone delle radio private italiane da quasi 40 anni, da quando ha “inventato” i mix radiofonici come quelli che ha proposto sul palco e che accompagneranno Amadeus anche in altri eventi.

I risultati della serata

I primi tre classificati sono:

3 – Elisa

2 – Mahmood e Blanco

1 – Gianni Morandi

Quindi sono confermati i tre nomi che erano presenti sul podio della classifica generale e forse saranno loro a contendersi la vittoria finale.

Dove si può firmare?

Intanto in attesa della classifica generale riascoltiamo il Medley che ha vinto la serata.

La classifica generale

Ma ecco la classifica generale:

25 – Tananai

24 – Ana Mena

23 – Giusy Ferreri

22 – Highsnob & Hu

21 – Human

20 – Le Vibrazioni

19 – Rkomi

18 – Giovanni Truppi

17 – Iva Zanicchi

16 – Ditonellapiaga e Rettore

15 – Noemi

14 – Aka7ven

13 – Dargen D’Amico

12 – Matteo romano

11 – Achille Lauro

10 – Michele Bravi

9 – Fabrizio Moro

8 – Massimo Ranieri

7 – La Rappresentante di Lista

6 – Emma

5 – Sangiovanni

4 – Irama

3 – Elisa

2 – Gianni Morandi

1 – Mahmood con Blanco

Sante Longo