Citi ZēniIl gruppo Citi Zēni vince il Supernova

Il gruppo dei Citi Zēni vince il Supernova con la canzone “Eat your salad” e vola a Torino per l’Eurovision Song Contest 2022.

I Citi Zēni sono formati da:

  • Jānis Pētersons (voce)
  • Dagnis Roziņš (voce e sassofono)
  • Roberts Memmēns (voce e basso)
  • Reinis Višķeris (tastiere)
  • Krišjānis Ozols (chitarra)
  • Toms Kagainis (percussioni)

Dopo la pausa presa per il 2021, avendo confermato la vincitrice del 2020 Samanta Tīna, torna anche la selezione nazionale lettone, quella Supernova che era partita col botto, con il sesto posto in finale della vincitrice della prima edizione della selezione che sostituì, a partire dal 2015, la precedente che fu mantenuta solo per due edizioni e che arrivò in sostituzione dell’Eirodziesma che invece regalò una vittoria e un terzo posto al debutto.

Quest’anno sono stati ricevuti ben 130 brani, nonostante ormai la Lettonia non raggiunga la finale dal 2016.

Questo può voler dire che la partecipazione alla selezione nazionale e l’eventuale vittoria portano ai cantanti in gara più vantaggi che altro.

La selezione ha portato ad una scelta oculata da parte della giura selezionatrice che ha portato il numero dei partecipanti a 16, tra cui 3 idoli affermati degli eurofan.

Si parla di Aminata, che è la detentrice del piazzamento migliore in finale dal 2005, Bermudu Divstūris che potrebbero non dire niente sentendo il nome ma che è semplicemente la nuova identità del duo Musiqq che ha partecipato all’Eurovision nel 2011 fermandosi in semifinale e Markus Riva, mai arrivato all’Eurovision Song Contest ma che ha partecipato a ben 8 edizioni della selezione nazionale, coprendo ognuno dei format.

Ma il cast finale è stato completato dando modo al pubblico di decide il 17° semifinalista.

La semifinale è andata in scena mentre noi eleggevamo il nostro rappresentante e ha visto gareggiare 17 artisti molto diversi tra loro di cui molti davvero meritevoli.

  • Citi Zēni – “Eat Your Salad“
  • Miks Dukurs – “First Love“
  • Linda Rušeniece – “Pay My Own Bills“
  • Elīna Gluzunova – “Es pabiju tur“
  • Raum – “Plans“
  • Patriks Peterson – “Can’t Get You Outta My Head“
  • Mēs Jūs Mīlam – “Rich Itch“
  • Katō – “Promises“
  • Miks Galvanovskis – “I’m Just a Sinner“ (Semifinalista deciso dal pubblico)
  • Markus Riva – “If You’re Gonna Love Me“
  • The Coco’nuts – “In and Out of the Dark“
  • Aminata – “I’m Letting You Go“
  • Bermudu Divstūris – “Bad“
  • Beatrise Heislere – “On the Way Home“
  • Zelma – “How“
  • Bujāns – “He, She, You & Me“
  • Inspo – “A Happy Place“

Dover fermare la corsa di 7 di loro è stato difficile, ma alla fine non ha dato grosse sorprese, a parte l’eliminazione di Markus Riva.

Non manca nemmeno qui il colpo di scena, dato che alcuni problemi tecnici hanno falsato la prova di Miks Dukurs che per questa ragione si è visto ripescare per l’esibizione in finale.

Questa sera abbiamo quindi visto esibirsi:

Miks Dukurs

Miks Dukurs – “First love” – ripescato per via di alcuni problemi tecnici che hanno influito negativamente sulla performance in semifinale, porta una ballad che si apre al pianoforte ma che si basa sulla bellissima voce di Miks.

Forse troppo classica ma sicuramente d’impatto. Ha provato a raggiungere l’Eurovision già nel 2009, senza successo. Chissà che non ci riesca questa volta.

Raum

Raum – “Plans“ – finalista ad X-Factor ha iniziato la sua carriera solista solo un anno fa dopo aver preso parte ad un progetto musicale che lo ha portato a farsi notare anche negli Stati Uniti.

Questo è il suo primo inedito in inglese e mostra una grande voglia di positività dalle sonorità che richiamano il punk. Non nascondo che non mi dispiace.

Linda Rušeniece

Linda Rušeniece – “Pay My Own Bills“ – un racconto ritmato e con voce piena della fine di una relazione in cui lei decide di dare il benservito al suo compagno per una situazione che non è più una favola.

Una voce soul interessante che probabilmente potrebbe fare bene anche a Torino.

Bermudu Divstūris

Bermudu Divstūris – “Bad“ – la cifra stilistica del duo è la stessa da ormai oltre 10 anni, pur cambiado nome della formazione non cambiano ciò che offrono al pubblico.

Non si lasciano sfuggire la possibilità di richiamare nel brano gli anni 90, ma utilizzando quell’elettronica che sembra mutuata dagli anni 80.

Ascoltandola ho pensato subito che se dovessero vincere rischierebbero di fermarsi in semifinale come nel 2011.

Miks Galvanovskis

Miks Galvanovskis – “I’m Just a Sinner“ – un rock spavaldo che si lascia impreziosire da un coro dal suono soul e una voce calda che sembrerebbe anche adatta ad un rock più spinto, come suggerirebbe l’attitudine sul palco.

È stato selezionato direttamente dal pubblico e la sua forza la si riconosce anche dal fatto che sempre il pubblico l’ha portato in finale.

Bujāns

Bujāns – “He, She, You & Me“ – un brano dance anni ’90 che sembra 30 anni fuori tempo massimo, come se fosse stato scritto proprio nel 1995.

Proprio questo forse è l’elemento caratterizzante e la forza del brano che non sembra una parodia.

Però davvero ha più il sapore di una joke entry che di un possibile dark horse.

Elīna Gluzunova

Elīna Gluzunova – “Es pabiju tur“ – unico brano in lettone ad aver raggiunto la finale.

Una performance scarna, che si fonda tutta su un gioco di luce e alla figura elegante di Elina che richiama alla memoria la messa in scena di Barbara Pravi.

Per quanto sia un brano interessante dubito possa avere vita facile all’Eurovision.

Citi Zēni

Citi Zēni – “Eat Your Salad“ – una carica di ottimismo e divertente sull’importanza della vita vegan a metà tra un rap anomalo e il pop che si fa notare già dal primo verso che unisce il veganesimo al sesso “Instead of meat I eat veggies and pussy” e il brano si sviluppa ricco di richiami sessuali impliciti in un gioco di doppi sensi.

Inspo

Inspo – “A Happy Place“ – un indie rock impreziosito dalla voce di Nadīna Stirniniece con una timbrica che immerge in un mondo fumoso. Il brano più bello della selezione è questo.

Senza ombra di dubbio farebbe bene anche a Torino.

Mēs Jūs Mīlam

Mēs Jūs Mīlam – “Rich Itch“ – portano un brano uptempo che fa muovere il piedino e con un momento che ha fatto sgranare gli occhi: ad un certo punto attaccano con una strofa in italiano. Solo per questo posso tifare per loro.

Se non fosse che musicalmente il brano mi piace e quindi anche non avessero quell’omaggio all’Italia sarebbero tra i miei preferiti.

Ma a Torino chissà come si potrebbe comportare. Però la Drag Queen che riempie la scena è già un must!

Aminata

Aminata – “I’m Letting You Go“ – riesce a raggiungere la finale nonostante non sia presente in studio dove avrebbe potuto mettere in piedi un vero spettacolo, ma anche da casa in un’esibizione che ha il sapore dell’unplugged riesce ad emozionare.

Un brano che si basa tutto sulla sua voce e la sua interpretazione che rappresentano il valore aggiunto per questo brano dalla costruzione armonica semplice.

E la presenza sul palco riesce davvero ad aggiungere ulteriore pathos al suo brano.

Dopo aver ascoltato tutti i brani, in attesa di conoscere i risultati, c’è spazio per assistere alle esibizioni degli ospiti: prima Uku Suviste che si accompagna al Pianoforte in una bellissima versione unplugged di “The lucky one” per poi assistere ai The Roop che riportano pedissequamente la loro esibizione eurovisiva di “Discoteque”.

Tra palloncini a forma di cuore vengono dati i risultati che vedono il 50% del peso attribuito alla giuria tecnica e il 50% al televoto.

La classifica finale vede:

11 – Miks Dukurs 0 punti

10 – Linda Rušeniece 7 punti

9 – Raum 7 punti

8 – Inspo 8 punti

7 – Bermudu Divstūris 8 punti

6 – Mēs Jūs Mīlam 8 punti

5 – Elīna Gluzunova 11 punti

4 – Miks Galvanovskis 12 punti

3 – Bujāns 13 punti

2 – Aminata 18 punti

1 – Citi Zēni 24 punti

Sarà la band che sogna il mondo vegan a rappresentare la Lettonia a Torino.