I Subwoolfer rappresenteranno la Norvegia

Il simpatico e misterioso duo dei Subwoolfer rappresenteranno la Norvegia all’Eurovision Song Contest di Torino con la canzone “Give that wolf a banana”.

Il lungo processo di selezione norvegese, il Melodi Grand Prix 2022, è giunto al termine.

Dopo 4 semifinali e un ripescaggio, è arrivato il momento di conoscere il brano vincitore che, siamo sicuri, si renderà protagonista anche a Torino.

Prima però ripercorriamo insieme il percorso di selezione. Sono stati 16 i brani presentati in queste 4 semifinali, a cui si aggiungono i 5 brani pre-qualificati portati da: Elsie Bay, Christian Ingebrigtsen, Subwoolfer, NorthKid e Anna-Lisa Kumoji.

Ognuna delle 4 semifinali, andate in scena dal 15 gennaio al 5 febbraio, ha visto 4 brani in gara, di cui solo uno vincitore e, quindi, finalista.

Questi quattro brani venivano schierati l’uno contro l’altro in un duello diretto, in una prima fase e, i due vincitori dei duelli si scontravano tra loro per decretare il vincitore di tappa.

In ognuna di queste serate venivano poi presentati i brani già finalisti.

I 21 brani, e i relativi artisti, in gara sono stati:

  • Alexandra Joner – Hasta la vista
  • Anna-Lisa Kumoji – Queen Bees
  • Christian Ingebrigtsen – Wonder of the World
  • Daniel Lukas – Kvelertak
  • Eline Noelia – Ecstasy
  • Elsie Bay – Death of us
  • Farida – Dangerous
  • Frode Vassel – Black flowers
  • Kim Wigaard – La melodia
  • Lily Löwe – Bad Baby
  • Mari Bølla – Your Loss
  • Maria Mohn – Fly
  • Mira Craig – We Still Here
  • NorthKid – Someone
  • Oda Gondrosen – Hammer of Thor
  • Sofie Fjellvang – Made of glass
  • Steffen Jakobsen – With me tonight
  • Sturla – Skår i hjerte
  • Subwoolfer – Give that wolf a Banana
  • Trollfest – Dance like a Pink Flamingo
  • Vilde – Titans

Dopo il processo di selezione attraverso le semifinali, è andata in scena una serata dedicata al ripescaggio di uno solo dei 12 brani eliminati nel corso delle fasi preselettive.

Ognuna di queste proposte è stata presentata con un solo obbligo: avere tra gli autori almeno un cittadino norvegese.

La serata finale si è articolata in tre round:

Nella prima fase si sono esibiti i dieci finalisti, secondo questa scaletta:

Oda Gondrosen – Hammer of Thor

Dopo le esperienze, da giovanissima, ad Idol e The Voice ha pensato che fosse il caso abbandonare la musica per la carriera infermieristica ma non ci ha pensato troppo ad accettare la proposta di partecipare alla selezione norvegese che l’ha vista trionfare nel corso della terza semifinale con un brano che parla della necessità di prendere in mano la propria vita e le proprie scelte.

Un brano classico nella struttura che molto deve alla voce potente della cantante e alla mesa in scena che sembra già pronta per il palco di Torino.

NorthKid – Someone

Una storia decennale la loro, fatta soprattutto di attività dal vivo, anche se il debutto ufficiale lo si deve alla pubblicazione del primo singolo nel 2017.

In poco tempo hanno conquistato pubblico e critica, tanto da accedere di diritto alla serata finale del MGP. Il brano si apre in chiave quasi intimistica e si sviluppa come una ballad piacevole che potrebbe fare la differenza tra i brani uptempo e il rock che quest’anno sembra prevalere, almeno fino ad ora.

Anna-Lisa Kumoji – Queen Bees

La cantante, di origini ghanesi, è anche lei di diritto tra i finalisti di questa edizione grazie alla sua notorietà soprattutto nell’ambito del musical e come attrice televisiva, anche se non è alla sua prima partecipazione al MGP.

Il brano in gara richiama il suo genere musicale, quel Pop-Soul che sottolinea, se mai ce ne fosse bisogno, le sue capacità interpretative ma, musicalmente non mi pare possa puntare alla vittoria. Ma, mai dire mai… alla fine lo scorso anno Tix ebbe la meglio sui favoriti.

Farida – Dangerous

Capacità interpretative oltre la media e una voce che non ha bisogno di orpelli, sono la vera forza di questa cantante che a sorpresa ha vinto la seconda semifinale con un brano che si sviluppa in maniera classica ma che cresce ad ogni ascolto e oggi sembra quasi una Hit da James Bond.

Questa semplicità non guasterebbe nemmeno a Torino.

Sofie Fjellvang – Made of glass

Si è rivelata al pubblico grazie alla partecipazione alla sesta edizione di The Voice, a cui è arrivata terza. Ma per quanto sia capace la sua proposta a me che scrivo sembra la più debole dell’intera finale.

Questo non le ha impedito di vincere la quarta semifinale.

Frode Vassel – Black flowers

Ha trionfato a sorpresa nel corso della prima semifinale. Una performance degna di nota che ha posto lui al centro del racconto e che ha saputo raccontare l’indifferenza umana attraverso quei fiori neri in maniera tale da colpire direttamente al petto con la voce e gli effetti sul palco.

Probabilmente non ha chance di vittoria, ma la performance è stata notevole.

Christian Ingebrigtsen – Wonder of the World

Come autore ha già partecipato 6 volte al MGP, vincendo con Ulrikke nel 2020, ma è un nome molto amato in Norvegia già dalla fine degli anni 90, quando fondò la Boy Band A1 che lo vide lanciato verso una carriera internazionale di tutto rispetto, salvo poi decidere per una carriera solista nel 2003, concentrandosi sul pubblico norvegese.

In patria è molto attivo anche a livello teatrale. Proprio questa sua propensione si registra con la sua decisamente eccellente capacità di tenere il palco solo con la sua voce e la musica. È al centro della scena e lo sarebbe anche a Torino.

Maria Mohn – Fly

Una base lirica spiana la strada musicale che è poi virata verso il pop e il jazz, soprattutto grazie alla sua partecipazione, quando aveva 20 anni, ad Idol, senza però mettere da parte le esperienze legate al “Belcanto”.

È arrivata in finale grazie alla vittoria ottenuta al Second Chance, riuscendo a migliorare la sua precedente partecipazione del 2020.

Sicuramente la sua proposta può mettere d’accordo gli appassionati e ha una buona resa, ma nel complesso appare tra le più deboli della serata.

Subwoolfer – Give that wolf a Banana

Il gruppo misterioso tiene banco incuriosendo il pubblico su chi potrebbe celarsi dietro la maschera da lupo gialla, ma soprattutto macinando consensi, tanto da essere, secondo me, la candidata ideale alla vittoria.

La performance ha tutto ciò che serve per arrivare: una coreografia accattivante, una costruzione moderna che strizza l’occhio al classico, ma soprattutto l’irriverenza di chi non presenta un brano appositamente per la competizione, che spesso rappresenta più un deterrente che un punto a favore.

Sono loro i miei vincitori.

Elsie Bay – Death of us

A chiudere la gara è l’ultima delle finaliste di diritto. Per 8 anni parte del duo “Elsa & Emilie”, con cui ha conquistato premi e pubblico, sin da quando era solo tredicenne, ha deciso di continuare da sola, sulle sue gambe puntando in prima persona al MGP dopo aver preso parte alla precedente edizione come autrice.

Il suo è un brano “dark-pop” che potrebbe regalare delle sorprese.

L’arena H3 di Fornebu è stata subito accesa dalla verve di Annika Momrak che si diletta in “Rise like a Phoenix” per aprire la serata.

La serata finale si è articolata, come già detto, in tre round di voto: il primo ha promosso i primi quattro classificati tra i 10 partecipanti, il secondo ha decretato la composizione del duello finale e l’ultima fase ha premiato il vincitore della manifestazione.

Alla seconda fase, denominata Gold Final, hanno preso parte i 4 vincitori del televoto della fase precedente e da qui sono stati decretati i due superfinalisti che sono stati votati dal televoto diviso per ognuna delle 5 regioni norvegesi.

Ecco i primi 4 semifinalisti:

  • Sofie Fjellvang – Made of glass
  • Elsie Bay – Death of us
  • Subwoolfer – Give that wolf a Banana
  • NorthKid – Someone

Altro giro di televoto e i due candidati al rush finale sono:

  • Subwoolfer – Give that wolf a Banana
  • NorthKid – Someone

Dopo alcune interviste e c’è tempo per un’esibizione di TIX.

Arriva il risultato finale:

  1. Subwoolfer – Give that wolf a Banana (368106)
  2. NorthKid – Someone (312223)

E a Torino vedremo i Lupi gialli!