Sheldon RileySheldon Riley rappresenterà l’Australia

Sarà l’eclettico ventitreenne Sheldon Riley con la canzone “Not the same” a rappresentare l’Australia all’Eurovision Song Contest di Torino.

Sheldon Hernandez, questo il suo vero nome, ha appena vinto la selezione nazionale Australia Decides 2022.

Australia Decides 2022

Anche l’Australia, dopo aver confermato internamente Montaigne, vincitrice dell’edizione 2020 di “Australia Decides”, torna alla selezione nazionale.

Il concorso nasce nel 2019 e vede la vittoria di Kate Miller Heidke che con la sua “Zero Gravity” conquistò anche le giurie europee che riportarono l’Australia in Top10.

Il nuovo pop targato Montaigne, forse troppo avanguardistico, ha invece dovuto piegarsi alle regole eurovisive e, dopo l’annullamento dell’edizione 2020, si è dovuto fermare in semifinale.

In questa nuova edizione della manifestazione canora abbiamo 11 cantanti che cercano di conquistare un biglietto per Torino e tra questi abbiamo un nome già noto ai più grazie alla sua partecipazione all’Eurovision 2017, con un rispettabile 9° posto in classifica, che si presenta però in gara in coppia, unico duetto presente in gara.

Oltre a Isaiah Firebrace, i fan dell’Eurovision possono riconoscere anche Jaguar Jonze che tentò la strada di “Australia Decides” nel 2020, non passando inosservata.

Molti sono invece i nomi provenienti dai talent, su tutti The Voice, ma non manca la carta social, rendendo il pubblico ancora più partecipe grazie alla scelta di un artista tramite il Tik Tok Wildcard Contest che ha visto trionfare Erica Padilla, forte del suo seguito di oltre un milione di fan sulla piattaforma.

La scaletta vede la fresca Girl Band diventata nota grazie a The Voice, rompere il ghiaccio e il giovanissimo Jude York chiudere lo spettacolo arrivando dopo il progressive metal dei Voyager, i veri veterani della manifestazione con i loro quasi 25 anni di carriera.

  • G-Nat!on – Bite me
  • Erica Padilla – To the bottom
  • Seann Miley Moore – My body
  • Charley – I suck at being lonely
  • Andrew Lambrou – Electrify
  • Sheldon Riley – Not the same
  • Paulini – We are one
  • Jaguar Jonze – Little fires
  • Isaiah Firebrace & Evie Irie – When I’m with you
  • Voyager – Dreamer
  • Jude York – I won’t need to dream

I risultati finali saranno il risultato della combinazione tra televoto e una giuria specializzata, entrambi con un peso del 50%.

In giuria ritroviamo anche Alexandra Rotan dei KEiiNO, oltre ad altri importanti nomi della discografia australiana.

G-Nat!on – Bite me

Un vero revival del Girl Power con un pop quasi urban in un pacchetto che nel complesso è solido e ha una coreografia sicuramente apprezzabile per chi ama il genere.

Il brano racconta la necessità di essere se stessi fino in fondo, aumentare la fiducia in sé anche diventando un po’ più “cattivi”, verso una maggiore autostima.

Erica Padilla – To the bottom

Una messa in scena minimalista per lasciare spazio alla voce di Erica che le ha permesso di conquistare il pubblico di Tik Tok che le ha dato la possibilità di gareggiare oggi e che sicuramente le darà più di qualche chance anche tra le giurie e col televoto.

Il brano è uno sprono per raggiungere i propri obiettivi, per fare tutto il possibile per non ricadere nel baratro, se ci si è stati.

Seann Miley Moore – My body

La sua performance si basa tutta sulla professionalità e sull’esperienza del cantante.

Sicuramente Seann riempie la scena con la sua personalità prorompente ma nonostante ce la metta tutta, il brano non è sicuramente tra i migliori della serata.

Charley – I suck at being lonely

Come per il brano precedente, anche in questo caso se la performance è stata godibile è solo merito della grande professionalità di Charley che riesce a riempire il palco con un’esibizione personale, cruda, centrata, che riesce a dare una profondità ad un brano decisamente piatto, nonostante racconti un momento decisamente devastante come la fine di un amore.

Andrew Lambrou – Electrify

Andrew è la quota internazionale data la sua cittadinanza greca che lo ha ispirato nella scrittura del brano e rappresenta sicuramente la “quota ormonale” della manifestazione.

Tutto punta su questo: la coreografia, che lo vede muoversi palesemente come un non ballerino, mentre i professionisti di contorno gli stanno addosso, una canotta attillata che evidenzia il corpo statuario, uno sfondo rosso passione.

Eppure nel complesso è piacevole.

Il brano racconta il carico di emozioni che ci sorprende quando qualcuno arriva nella nostra vita e la travolge inaspettatamente.

Sheldon Riley – Not the same

Una performance praticamente perfetta che porta ad un climax crescente quando, verso la conclusione del brano rimuove la maschera e si rivela come una farfalla che raggiunge la sua forma finale.

Sul palco non c’è bisogno di nulla, se non della sua presenza che si concretizza con una voce eccezionale che riesce a farlo spiccare su tutti anche solo cantando.

Un brano che da solo è un percorso, una storia raccontata con intensità.

Un raggiungimento della consapevolezza di sé, della propria forza, della bellezza della propria individualità che fa sì che poi niente sarà lo stesso.

Paulini – We are one

Di origini figiane, ha raggiunto la fama grazie alla prima edizione di Australian Idol, quasi 20 anni fa, la stessa che ha lanciato Guy Sebastian, primo rappresentante australiano nel 2015.

Sicuramente forte di tutta l’esperienza acquisita, ma anche di una potenza vocale e una presenza scenica innate, con una performance che sembra costruita proprio per il palco eurovisivo.

Peccato però che il brano non sia all’altezza della sua interprete, con il suo invito alla speranza all’unità e alla gioia che ormai appare quasi come retorico.

Jaguar Jonze – Little fires

Forse non al meglio vocalmente, ma la performance ha emozionato e guadagnato i più lunghi applausi della serata.

Merito probabilmente della messa in scena che l’ha vista rinascere dalle sue ceneri, come una fenice.

La vediamo andare letteralmente a fuoco e poi tirarsi fuori della sue ceneri come in una versa rinascita.

Un modo per accompagnare anche il senso del brano che vuole ricordarci per cosa combattiamo ogni giorno, cosa potremmo ottenere se smettessimo di sentirci e di agire da soli.

Isaiah Firebrace & Evie Irie – When I’m with you

La performance mostra una certa chimica tra i 2, frutto delle esperienze condivise e che li hanno uniti come persone prima che come artisti.

Un’intimità che appare tangibile e che potenzia l’esibizione di un brano che seppur debole viene migliorato dalle interpretazioni e dalla resa vocale di entrambi.

Nel complesso però a me appare come uno scarto di una delle selezioni nazionali del Nord Europa.

Voyager – Dreamer

Sono portavoce di un progressive metal da un quarto di secolo, sanno stare sul palco, sanno suonare e bene, sanno usare la voce e tutto ciò che hanno intorno a loro vantaggio.

L’unico vero concorrente di Sheldon Riley è questa band che pur senza snaturarsi porta una vera festa sul palco e spicca tra tutti gli altri brani per originalità compositiva e un’esibizione potente e coinvolgente senza avere una coreografia che muove deretani o capelli.

Un brano che invita a guardare L’HIC ET NUNC perché è vero che “è bello essere un sognatore, ma non sempre l’erba può essere più verde”.

Jude York – I won’t need to dream

Porta sul palco la genuinità, in una performance molto teatrale, con un’apertura che sembra parte di un musical, fintanto che è al piano forte, per poi esplodere, anche se senza alcuna originalità, nel primo inciso.

Ma sembra ancora di essere in un musical.

Il testo è semplice, ottimista, quasi una ninna nanna che ci culla quando sentiamo di perdere la speranza.

Dopo la fine delle esibizioni un recap in attesa degli ospiti e un plauso da parte mia ai due conduttori, Joel Creasey e Myf Warhurst, che sono anche i commentatori australiani dell’Eurovision, che hanno saputo dare il loro tocco anche in un ruolo marginale come quello che hanno ricoperto e che li ha visti anche protagonisti di piccoli sketch, come per i saluti internazionali, anche in italiano, da parte di Joel.

Ecco la prima ospite, Montaigne con il suo nuovo brano “Always be you” che la vede duettare, anche se da remoto, con il grande David Byrne.

C’è tempo per un amarcord con le edizioni passate dell’Eurovision a cui hanno preso parte i conduttori della serata e poi, partendo dalla vittoria dei Måneskin, un servizio per presentare l’Eurovision in Italia.

Prima dello svelamento dei risultati è la volta dei KEiiNO che si fanno accompagnare sul palco per la loro “On a night like this” da un musicista di origini aborigene che suona il didgeridoo mentre tra il pubblico spuntano i Subwoolfer, frutto del mascheramento scherzoso di qualche fan.

Le votazioni

È il momento dei risultati della giuria:

11 – G-Nat!on – Bite me 11 punti

10 – Andrew Lambrou – Electrify 16 punti

9 – Seann Miley Moore – My body 18 punti

8 – Erica Padilla – To the bottom 20 punti

6 – Paulini – We are one 32 punti

6 – Jude York – I won’t need to dream 32 punti

5 – Charley – I suck at being lonely 33 punti

4 – Isaiah Firebrace & Evie Irie – When I’m with you 35 punti

3 – Voyager – Dreamer 37 punti

2 – Sheldon Riley – Not the same 50 punti

1 – Jaguar Jonze – Little fires 51 punti

A questi punteggi vanno ad aggiungersi quelli del televoto

11 – Seann Miley Moore – My body 5 punti

10 – Isaiah Firebrace & Evie Irie – When I’m with you 10 punti

9 – Jude York – I won’t need to dream 15 punti

8 – Paulini – We are one 20 punti

7 – Erica Padilla – To the bottom 25 punti

6 – Charley – I suck at being lonely 30 punti

5 – Andrew Lambrou – Electrify 35 punti

4 – Jaguar Jonze – Little fires 40 punti

3 – G-Nat!on – Bite me 45 punti

2 – Sheldon Riley – Not the same 50 punti

1 – Voyager – Dreamer 60 punti

Unendo le due classifiche il vincitore, per la verità annunciato già da tempo essendo il favorito su ogni piattaforma, è Sheldon Riley!

11 – Seann Miley Moore 23 punti

9 – Erica Padilla 45 punti

9 – Isaiah Firebrace & Evie Irie 45 punti

8 – Jude York 47 punti

7 – Andrew Lambrou 51 punti

6 – Paulini 52 punti

5 – G-Nat!on 56 punti

4 – Charley 63 punti

3 – Jaguar Jonze 91 punti

2 – Voyager 97 punti

1 – Sheldon Riley 100 punti

E con questo brano abbiamo il primo vero “Alert Winner” dell’edizione.

Non ci resta che accoglierlo a Torino.