KonstraktaKonstrakta con “In corpore sano” per la Serbia

Konstrakta ha vinto l’edizione 2022 dello Pesma Za Evroviziju con “In corpore sano” e rappresenterà la Serbia a Torino nella seconda semifinale del 12 Maggio.

“In corpore sano” è scritta da Ana Đurić (Konstrakta) e Milovan Bošković.

Pesma za Evroviziju ’22

La Serbia ha cambiato selezione nazionale poiché la RTV, emittente nazionale serba, unica associata ad EBU e quindi unica che può decretare il rappresentante per l’Eurovision, non detiene più i diritti per l’emissione di Beovizija, che continuerà ad andare in onda, ma su un’emittente privata.

Nasce per questa ragione Pesma za Evroviziju ’22.

Da subito la fiducia degli artisti serbi è andata verso l’organizzazione, tanto che sono 150 i brani presentati, tra cui ne sono stati selezionati ben 36.

Questi 36 brani sono stati divisi in due semifinali ognuna delle quali ha visto arrivare in finale 9 canzoni.

Questa sera si sono dunque esibiti i 18 artisti che si sono qualificati superando le semifinali andate in scena giovedì 3 e venerdì 4 marzo.

La serata è stata aperta da un’esibizione corale dei 4 conduttori che si sono divertiti a cantare (in italiano) e ballare “Occidentali’s Karma”, per poi citare “Insieme 1992”.

Ma i riferimenti alla musica italiana sono frequenti in tutta la serata, che vede spesso l’intervento dei conduttori anche come intermezzi musicali ad interrompere la gara, oltre che in interviste a chi si è esibito in una sorta di Green Room, dove non mancano i riferimenti all’Eurovision in genere o all’Italia.

Prima di dare il via alla serata viene mostrata una clip che presenta al meglio l’evento e la città di Torino che l’ospiterà a maggio.

Le proposte sono variegate e tutte valide, passando dal folk all’elettronico, dalle ballad al latin pop, passando anche per il rock.

Un elemento molto carino della serata è dato dalle cartoline di presentazione, in cui i cantanti in gara, dopo essersi presentati, interpretano ironicamente e in playback il loro brano preferito tra quelli che hanno partecipato all’eurovision.

Naiva – Skidam (Vado via)

Nella cartolina sceglie di cantare “Zero Gravity”, brano australiano del 2019. L’esibizione è sicuramente interessante, soprattutto grazie alla voce di Naiva e alla scelta di intonarla mentre, sinuosamente, da un divano dice che potrebbe andare via.

Orkestar Aleksandra Sofronijevića – Anđele moj (Il mio angelo)

Nella cartolina scelgono di cimentarsi col playback di “Bandido”, uno dei grandi classici spagnoli. Una delle migliori proposte della serata, con sonorità tipiche, ma in chiave più moderna e con le voci impeccabili.

La messa in scena è meno teatrale ed ammiccante della precedente, ma quando si ha qualcosa da offrire, la semplicità paga sempre.

Gift – Haos (Caos)

Per la presentazione decidono di citare uno dei brani più amati tra tutte le edizioni: “Hard Rock Halleluja” che ha regalato la prima storica e unica vittoria alla Finlandia.

Il loro è un pezzo originale, ben interpretato, bello anche se totalmente diverso dal precedente, ma pur sempre tra i migliori della serata.

Zejna Murkić – Nema te (Sei andato via)

Per presentarsi sceglie di farsi accompagnare dalle note di “Amar pelos dois”.

Quello che porta in gara è un brano romantico, una classica Ballad che diventa ancor più potente grazie alla messa in scena che sembra essere pronta per il palco di Torino.

Tijana Depčević – Ljubi, ljubi doveka (bacia, bacia per sempre)

La rappresentante macedone del 2014 prova a tornare all’Eurovision per rappresentare la Repubblica balcanica in cui ha più successo.

Nella cartolina “intona” con trasporto “Proud” che ha portato la Macedonia del nord a primeggiare nella classifica delle sole giurie nel 2019.

Purtroppo il brano con cui partecipa è, per me, tra i più deboli della serata.

Lift – Drama

Sono loro i portatori del Rock nella selezione serba e non mancano di citare i Måneskin durante l’intervista a fine esibizione, ma anche durante la performance.

Per la cartolina scelgono di omaggiare i SunStroke Project con la loro prima partecipazione e “Run Away”.

Anche loro mi sembrano ben centrati e un’ottima possibile scelta per l’Eurovision.

Gramophonedzie – Počinjem da ludim (Divento matto)

Per la cartolina di presentazione si affidano a “10 years” e sicuramente la loro esibizione, con uno staging centrato, è interessante, ma il brano si lascia sopraffare dall’esibizione stessa non apparendone all’altezza.

Zorja Pajić – Zorja

È l’unica che nella cartolina usa un brano serbo e punta su “Loco Loco”.

Uno dei brani meglio presentati della serata con una voce ed una esibizione potente che non lascia sicuramente indifferente.

Aleksandar Vuksanović (Aca Lukas) – Oskar

Ha optato per “OPA” come carta di presentazione ma il brano che ha portato in gara è una classica ballad con sonorità tipicamente balcaniche che ha sempre saputo conquistare le giurie eurovisive.

Zoe Kida (Ana Radonjić) – Bejbi (baby)

Nella cartolina sceglie uno dei brani francesi che preferisco, nonostante non abbia brillato nella classifica finale.

Ma “Divine” è sicuramente molto amata dagli eurofan e questa ne è la riprova.

Il brano che presenta è molto classico e ben interpretato, ma forse troppo.

Sara Jo – Muškarčina (Uomo virile / Frutto proibito)

Le citazioni italiane non si contano questa sera, e Sara decide di inserirne una anche nella sua presentazione, scegliendo “Soldi”.

In linea con il titolo del brano, che ha un significato ambiguo, l’esibizione è provocatoria ma il brano non ha la stessa forza della messa in scena.

Ana Stanić – Put bez povratka (Strada a senso unico)

Sceglie “Fairytale” per presentarsi, un brano che è diventato iconico. Forse per sopperire al fatto che quello che porta in gara è invece molto anonimo.

Sicuramente ben scritto e interpretato ancora meglio, ma non resta impresso.

Biber – Dve godine i šes’ dana (Due anni e sei giorni)

La band ci fa fare un tuffo nel passato fino a “Save your kisses for me” e anche nel brano presentato in gara ci fanno riassaporare suoni e atmosfere del passato ma sempre attuali e, come già detto prima, le ballate balcaniche sono sempre piaciute alle giurie.

Angellina – Origami

Si affida a “Shum” per presentarsi al pubblico.

Il suo brano però è un latin pop con un po’ di elettronica che probabilmente non sarebbe la scelta più adatta per l’Eurovision.

CHEGI & Braća Bluz Bend – Devojko sa plamenom u očima (La ragazza con le fiamme negli occhi)

Vogliono strafare scegliendo di farsi rappresentare da “Waterloo”, brano che ha contribuito a lanciare la stella più brillante dell’Eurovision, gli ABBA che sono stati omaggiati nella finale danese.

Ma la loro non è una scelta che serve per coprire la debolezza del brano perché hanno una delle proposte migliori della serata, decisamente uno dei brani che meritano la vittoria.

Ivona Pantelić – Znam (Io so)

Come ho detto prima, alcuni brani sembrano scelti in contrasto rispetto alla forza del brano in gara.

In questo caso per la cartolina di presentazione è stato scelto “Euphoria”, un brano ormai iconico, mentre in gara è presente con uno dei pezzi più deboli.

Marija Mikić – Ljubav me inspiriše (L’amore mi ispira)

Non poteva mancare “Dancing Lasha Tumbai”, tra i brani più citati di sempre all’Eurovision e infatti lo sceglie per la sua cartolina.

Bella voce in supporto di un brano troppo classico per quanto scritto impeccabilmente.

Konstrakta – In Corpore Sano

La cartolina dell’ultima cantante in gara vede “Rise like a Phoenix” come protagonista della scena e una volta che parte l’esibizione in gara è lei la vera protagonista.

Un’esibizione teatrale ed impeccabile per un brano originale e che si candida seriamente alla vittoria.

A decretare il vincitore di Pesma za Evroviziju ’22, sarà il voto combinato tra televoto e una giuria professionale, entrambe con il peso del 50%.

Dopo la presentazione della giuria, il primo recap.

Per riempire oltre un’ora di attesa, numerosi sono i collegamenti con la green room e durante uno di questi parte “Bella ciao”.

Dopo un breve servizio dedicato a Sanremo e alla musica italiana parte un lungo medley, interpretato da numerosi ex rappresentanti serbi, ma anche montenegrini, come Knez, che cantano in italiano, in maniera praticamente perfetta “L’italiano”, “Felicità”, “Mamma Maria”, “Gloria”, “Se bastasse una canzone”, “Donna con te”, “Senza giacca e cravatta”, “Laura non c’è”, “Insieme 1992”.

C’è tempo per una clip con esibizioni eurovisive.

La classifica finale è un susseguirsi di colpi, ma arriva facilmente il risultato che vede Konstrakta con “In Corpore Sano” vincere la serata e volare a Torino per cercare di riportare il microfono di cristallo in Serbia a distanza di 15 anni.