Cornelia Jakobs vince il MelodifestivalenCornelia Jakobs vince il Melodifestivalen 2022

Cornelia Jakobs ha appena vinto l’edizione 2022 del Melodifestivalen e difenderà i colori della bandiera svedese a Torino.

“Hold me closer” è scritta dalla stessa Cornelia, vero cognome Jakobsdotter, David Zandén e da  Isa Molin.

Melodifestivalen 2022

La Svezia è certamente una delle nazioni di maggior successo se si pensa all’Eurovision Song Contest. Con sei vittorie all’attivo è seconda solo all’Irlanda che ne ha conquistate sette, ma che è saluta sul gradino più alto l’ultima volta nel lontano 1996.

Con lo spirito competitivo con cui si affronta la gara, però, è chiaro che vorrebbe eguagliare e magari superato il primato irlandese.

Quest’ultimo decennio è stato d’oro per la Svezia in gara: 8 volte in Top10 su 10 edizioni e con molta probabilità sarebbero state 9 se lo Show del 2020 non fosse stato annullato.

Ma soprattutto negli ultimi anni ci sono ben 2 vittorie nel palmares svedese.

Il merito di questo successo è soprattutto della selezione nazionale, ormai alla 61° edizione.

È sicuramente la selezione più attesa dagli eurofan, fosse anche per la risonanza che assume a livello mediatico e, mai come quest’anno, ha un cast ricco di cavalli di razza in cerca di una nuova vittoria.

Come di consueto la corsa delle selezioni nazionali si conclude con la finale, attesissima, del Melodifestivalen su cui sono spesso puntati gli occhi di tutti gli eurofan, anche se quest’anno non sarà l’ultimo rappresentante annunciato, dato che oggi abbiamo avuto anche le finali islandesi e portoghesi che terminano più tardi.

Anche quest’anno è confermato il commento in inglese per tutti i fan che guardano la selezione da ogni parte d’Europa e non solo.

A condurre la serata è Oscar Zia.

La serata è aperta da una parata di Majorette che immergono subito lo spettatore in un’atmosfera di festa, anche se quest’anno i brani in gara sembrano avere meno appeal di quelli degli anni scorsi.

Klara Hammarström – Run to the Hills

Porta un brano dai classici sentori eurovisivi, diverso da quello che ha proposto nelle edizioni 2020 e 2021, ma che si poggia molto sulla sua bellissima voce e forse non basta, soprattutto in un contesto agguerrito come quello della selezione svedese in cui si cerca, ogni anno, l’artista che possa regalare il record di vittorie.

Theoz – Som du vill

Un brano leggerissimo, tanto che ci si domanda come abbia fatto ad arrivare in finale. Ricalca gli uptempo cari agli eurofan, ma in questo contesto perde decisamente senso. Il brano più debole della selezione.

Anna Bergendahl – Higher Power

Ha il triste primato di essere l’unica rappresentante svedese a non aver centrato la qualificazione in finale all’Eurovision 2010, ma questo non l’ha portata ad essere meno amata. Infatti nel 2020 vince il Second Chance organizzato da OGAE International. Il suo brano ha dei sapori country che la differenziano dagli altri brani in gara, dandole qualche possibilità in più.

John Lundvik – Änglavakt

Alla terza partecipazione, dopo la vittoria del 2019 che lo ha visto tra i protagonisti anche all’Eurovision dove però si è classificato quinto, ma compariva anche come autore del brano britannico della stessa edizione. Gareggia per vincere con una power ballad in svedese che però potrebbe non essere ben vista dalle giurie internazionali che in genere preferiscono i brani in inglese in questa competizione.

Tone Sekelius – My Way

Forse la voce più interessante della serata ma non supportata dal brano adatto. E la messa in scena non aiuta.

Anders Bagge – Bigger than the Universe

Ha una carriera lunga oltre 35 anni come autore, ha conosciuto il grande successo internazionale scrivendo per stelle di prima grandezza. Lo troviamo anche tra i nomi fautori di alcuni successi azeri, come nel 2010 e nel 2012. Quest’anno ha deciso di prestare direttamente la sua voce alle sue parole e parte da favorito.

Robin Bengtsson – Innocent Love

Lui lo ricorderemo tutti con un po’ di antipatia per le affermazioni fatte nel 2017, quando gareggiò all’Eurovision, e ironizzò sul fatto che fosse favorito Gabbani, anche grazie alla scimmia. Lui ha più il mood da modello che da cantante, ma per il brano che porta in gara va bene anche questo approccio.

Faith Kakembo – Freedom

Al secondo tentativo al Melodifestivalen dopo quello del 2020 che l’ha vista fermarsi in semifinale. Il brano è in linea con quelli che hanno vinto la manifestazione dal 2019 in poi e forse proprio questo potrebbe penalizzarla.

Liamoo – Bluffin

Salito alla ribalta nel 2016, tenta la strada del Melodifestivalen già nel 2018, per poi riprovarci nel 2019, in entrambi i casi raggiungendo la finale. Il suo brano non resta impresso ma ha grande presa sul pubblico.

Cornelia Jakobs – Hold me closer

Una carriera cominciata da una beffa la sua, che nel 2008, ad appena 16 anni, fu presa in giro dai giudici di Idol, tanto da farla diventare un caso. Ma si rifà presto, come componente di un gruppo di sole donne che ha partecipato al Melodifestivalen già nel 2011 e nel 2012. La vediamo in gara come autrice nel 2021 e in questa edizione è la grande favorita. Effettivamente c’è un divario tra lei e gli altri brani ascoltati in questa finale che per me è la peggiore da molti anni per questa manifestazione amatissima.

Cazzi Opeia – I can’t get enough

Uno pseudonimo che in Italia fa sicuramente sorridere ma che richiama la mitologia greca e l’astrologia, avendolo scelto riferendosi a Cassiopea. Una carriera ultradecennale che l’ha vista brillare soprattutto come autrice, tra le più cercate soprattutto nel K-Pop. Il suo brano è allegro e spensierato, ma forse debole per una competizione come l’Eurovision.

Medina – In i dimman

Una carriera ventennale per il duo che unisce l’hip-hop alla musica araba, in uno stile che loro definiscono “Haffla music”. Hanno conosciuto il grande successo fino allo scioglimento del duo nel 2018, per poi decidere di riunirsi proprio per poter partecipare al Mello 2022. Un brano che spicca sugli altri per originalità ma che dubito possa primeggiare.

A decretare il vincitore è stata una commistione tra i voti delle giurie internazionali e il televoto, entrambi con il peso del 50%.

Le giurie internazionali hanno rappresentanti dai Paesi Bassi, Finlandia, Spagna, Australia, Repubblica Ceca, Irlanda, Israele e Italia.

Prima del consueto recap Oscar Zia ci regala qualche perla in italiano, anche se non replicabile. Però fa parte del personaggio e infatti dopo il recap ecco l’interval act con un brano ironico da lui interpretato.

Le votazioni

Ed ecco le giurie, che regalano anche alcune sorprese e dei problemi tecnici, prontamente recuperati.

I portavoce sono rapidi e diretti, prima i Paesi bassi, poi la Repubblica Ceca, Israele, Finlandia, Irlanda, Spagna, Australia e si chiude con la giuria Italiana, poiché siamo i prossimi padroni di casa e a fare da portavoce è Marta Cagnola Questa la classifica delle giurie, prima del televoto:

  1. Cornelia Jakobs – Hold me closer – 76 punti
  2. Liamoo – Bluffin – 65 punti
  3. Medina – In i dimman – 53 punti
  4. John Lundvik – Änglavakt – 43 punti
  5. Theoz – Som du vill – 39 punti
  6. Faith Kakembo – Freedom – 33 punti
  7. Tone Sekelius – My Way – 31 punti
  8. Anders Bagge – Bigger than the Universe – 31 punti
  9. Robin Bengtsson – Innocent Love – 29 punti
  10. Klara Hammarström – Run to the Hills – 27 punti
  11. Cazzi Opeia – I can’t get enough – 26 punti
  12. Anna Bergendahl – Higher Power – 11 punti

Viene riaperto il televoto dopo i risultati delle giurie internazionali e nell’attesa abbiamo una esibizione di Sara Nazari.

Il televoto

Ed ecco il punteggio del televoto e, quindi quello finale:

  1. Cornelia Jakobs – Hold me closer – 70 – 146
  2. Anders Bagge – Bigger than the Universe – 90 – 121
  3. Medina – In i dimman – 56 – 109
  4. Liamoo – Bluffin – 26 – 91
  5. Tone Sekelius – My Way – 53 – 84
  6. Klara Hammarström – Run to the Hills – 56 – 83
  7. John Lundvik – Änglavakt – 17 – 60
  8. Cazzi Opeia – I can’t get enough – 29 – 55
  9. Theoz – Som du vill – 26 – 55
  10. Faith Kakembo – Freedom – 18 – 51
  11. Robin Bengtsson – Innocent Love – 5 – 34
  12. Anna Bergendahl – Higher Power – 18 – 29

L’argento va dunque ad Anders Bagge, mentre a Torino arriverà Cornelia che ci vorrà tenere tutti più vicini.