Cronaca della prima semifinaleCronaca della prima semifinale

Ecco la cronaca della prima semifinale!

Dopo lunghi giorni neri dovuti alle critiche che piovevano da ogni dove, per lo stage, per i tempi, per il sole cinetico, per il palco, per le luci, per la green room, a tratti anche per i respiri dei passanti, si temeva la debacle.

O almeno la temevo io.

Ma per fortuna non è stato così e tutte le polemiche nate dal nulla sono fortunatamente rientrate nella maniera meno opinabile: con i fatti!

Lo spettacolo di ieri sera è stato eccezionale, come ogni anno la macchina di Eurovision sa essere, ma con un tocco in più perché è il nostro!

L’anteprima, condotta da Gabriele Corsi, Cristiano Malgioglio e Carolina di Domenico, è servita a fare da apripista all’evento della stagione che, puntuale come sempre, ha avuto inizio alle 21, lasciando al trio il solo compito di commentare in italiano ciò che avveniva all’interno del Pala Olimpico di Torino.

I padroni di casa sono stati: Mika, che dopo essersi dichiarato favorevole a partecipare in rappresentanza del Libano per farlo riammettere dopo l’esclusione del 2005, rilasciò un’intervista con parole poco lusinghiere verso le proposte musicali in gara, ma si trattava di un’altra epoca e da quel momento il livello si è alzato moltissimo e recentemente lo ha ammesso anche lui, contestualizzando quelle parole; Laura Pausini, vestita da Valentino con i colori dell’anno, che è stata la giusta crasi tra la conduzione all’italiana e il tocco internazionale, artefice di quei momenti meno istituzionali che però hanno colorato il tutto; Alessandro Cattelan che si ritrova nel suo ambiente in un evento dalle grandi aspettative, in cui riesce a dare il meglio di sé, dimostrando di essere stato la scelta giusta.

La Scaletta

La scaletta della serata ha visto 17 Paesi contendersi 10 posti per la finale ed è stata la seguente:

  1. Albania – Ronela Hajati – Sekret
  2. Lettonia – Citi Zēni – Eat Your Salad
  3. Lituania – Monika Liu – Sentimentai
  4. Svizzera – Marius Bear – Boys Do Cry
  5. Slovenia – LPS – Disko
  6. Ucraina – Kalush Orchestra – Stefania
  7. Bulgaria – Intelligent Music Project – Intention
  8. Paesi Bassi – S10 – De Diepte
  9. Moldavia – Zdob şi Zdub & Advahov Brothers – Trenulețul
  10. Portogallo – MARO – Saudade, Saudade
  11. Croazia – Mia Dimšić – Guilty Pleasure
  12. Danimarca – ReDDi – The Show
  13. Austria – LUM!X feat. Pia Maria – Halo
  14. Islanda – Systur – Með Hækkandi Sól
  15. Grecia – Amanda Georgiadi Tenfjord – Die Together
  16. Norvegia – Subwoolfer – Give That Wolf A Banana
  17. Armenia – Rosa Linn – Snap

Inizia lo spettacolo

Lo spettacolo in arena è stato aperto da una breve introduzione che presenta il drone Leo, dal titolo “LEO the Flying Machine” che rappresenta un chiaro omaggio ad uno degli italiani più celebri a livello planetario, Leonardo da Vinci, e un elogio alla creatività e all’inventiva tutta italiana.

Si arriva finalmente a svelare la scenografia di Francesca Montinaro, “The Sun Within” su cui si sviluppa un magnifico Opening Act che omaggia anche Pavarotti con una coreografia che gioca con gli effetti acquatici, per poi arrivare alla sigla di questa edizione, composta appositamente per la manifestazione e interpretata dalla bellissima voce di Sherol Dos Santos che abbiamo potuto conoscere grazie ad X-Factor, nella squadra di Manuel Agnelli che è stato anche tra i fautori del successo dei Måneskin.

Dopo la breve illustrazione del regolamento da parte dei tra conduttori prende il via lo show! Le cartoline che anticipano le esibizioni sono state girate in 40 siti di interesse turistico, storico, culturale o naturalistico in ogni regione d’Italia, con l’aggiunta, in post produzione, dei cantanti protagonisti.

Albania

A rompere il ghiaccio è l’Albania con Ronela Hajati con “Sekret” che porta sul palco una rimaneggiata versione del brano che le ha permesso di vincere la selezione albanese.

Una coreografia un po’ troppo ammiccante, che l’ha portata al centro di alcune polemiche e anche verso una “censura” da parte dell’Eurovision. Il brano un po’ reggaeton, un po’ arabeggiante, un po’ dance, un po’ tutto, che forse è troppo caricato e porta confusione.

Ma in fin dei conti l’Albania è riconoscibile anche da questa cifra stilistica che spesso ha portato bene.

Una menzione per i ballerini che l’accompagnano, tutti italiani, come ha voluto ricordare anche lei durante il turquoise carpet.

Lettonia

A seguire c’è l’inno alla “green life” da parte della Lettonia con i Citi Zeni che con “Eat your salad” hanno trionfato nella selezione nazionale e in un sound funky irresistibile paragonano la vita green ed eco-sostenibile al sesso (nella versione originale, modificata per regolamento, si parla di Pussy).

Sicuramente hanno fatto spettacolo con il loro essere colorati e festosi.

E il pubblico dell’arena gradisce visibilmente.

Lituania

È arrivato il momento della Lituania con Monika Liu e la sua “Sentimentai”.

Un look che richiama alla mente Liza Minnelli, un sound che ci immerge in un cabaret anni ’20 ma con un beat moderno. Una ballata carica di sensualità per quanto intima e misteriosa.

Svizzera

Dalla Svizzera arriva la voce calda ed emozionale di Marius Bear, selezionato internamente, che con “Boys do cry” ci accompagna a riconoscere e scoprire le nostre vulnerabilità.

Una messa in scena semplice, un gioco di luci che accarezza lui, solo sul palco, che ad un certo punto si lascia andare ad una coreografia legata solo alle braccia.

Da parte mia dico che non basta una bella voce per fare il brano, ma il pubblico mi dimostra che sono io ad aver torto.

Slovenia

È in arrivo il mio guilty pleasure: la Slovenia a sorpresa ha visto vincere la sua selezione nazionale da questo quintetto composto da ragazzi ancora al Liceo, LPS (Last Pizza Slice) che con “Disko” hanno scalato le mie personali classifiche di gradimento arrivando nella mia top5 generale.

Un Funk anni ’70 che è riproposto anche nel look scelto oltre alla gigantesca discoball al centro del palco che riflette le luci e le diffonde in tutta l’arena.

Purtroppo l’inesperienza si nota e l’emozione sarà fortemente penalizzante.

Questa semifinale vede anche la presenza dell’Ucraina, data come vincitrice annunciata dell’edizione, più per questioni di supporto emotivo che per altro, avendo toccato anche il 49% di probabilità di vittoria per i bookmakers che hanno lasciato il restante 51% diviso tra 39 Paesi.

Ucraina

La Kalush Orchestra, che vede nella formazione anche Ihor Didenčuk, già parte dei Go_A, portano “Stefania” che da brano dedicato alla mamma, diventa un inno alla loro Madre Patria.

Un brano rap che si fonde col folk-popolare, una contaminazione che si riconosce anche nel look. Probabilmente non è un brano da vittoria, ma dovesse davvero succedere non sarebbe scandaloso.

L’unica pecca sarebbe il fatto che verrebbe oscurato dal dubbio che la vittoria per vicinanza emotiva sia stata più forte del brano.

Loro non vinsero la selezione nazionale, ma la vincitrice Alina Paš ha preferito ritirarsi dalla competizione a seguito di polemiche interne.

Bulgaria

Dopo il brano più atteso, arriva quello meno discusso, per quanto sia stato il primo annunciato a inizio dicembre dopo una selezione interna da parte della televisione bulgara.

Il supergruppo Intelligent Music Project, con leader cileno, porta “Intention” in un rock demodé che sembra più la reunion tra vecchi amici che suonavano durante il liceo e che hanno mantenuto passione e grinta.

Paesi Bassi

Un’altra scelta interna, questa volta di tutt’altro respiro, arriva dai Paesi Bassi che con S10 riporta l’olandese dopo anni sul palco eurovisivo.

“De Diepte” non ha bisogno di essere compresa a pieno per fare breccia come una lama tagliente, grazie alla voce e all’interpretazione essenzialmente intima ma calda, nonostante un’apparente distacco della messa in scena.

Uno di quei brani che se non dovesse passare dovrebbe essere vendicato.

Moldavia

Si cambia totalmente genere e l’atmosfera da intima si trasforma in quella di una festa di paese ricca di colore e voglia di far caciara.

Dalla Moldavia tornano per la terza volta i Zdob şi Zdub, questa volta accompagnati dai Advahov Brothers, musicisti folk molto popolari in patria.

Ufficialmente hanno vinto la selezione nazionale, che però si è svolta tutta durante le audizioni oltre un mese prima rispetto alla data annunciata, quindi di fatto sembra siano lì per selezione interna.

La loro “Trenuletul” cita i Ramones con quel “Hey oh, let’s go” ma resta legata a quell’etnofolk che li caratterizza. Chi vuole trovare il trash lo trova qui.

Io invece ci vedo un esempio pratico di come le contaminazioni musicali sappiano creare qualcosa di nuovo sempre e comunque.

Portogallo

Dopo una finta seleziona nazionale, si arriva ad una vera trionfatrice della sua, in Portogallo.

Maro porta “Saudade, Saudade” e ci riporta in un’atmosfera davvero avvolgente, facendoci respirare la malinconia grazie ad un’efficace scelta per la messa in scena tanto semplice quanto efficace.

Croazia

Un’altra voce femminile, meno carica di pathos, arriva dalla Croazia.

Mia Dimšić ha vinto la selezione croata con “Guilty Pleasure”.

Una messa in scena didascalica ed elementare in cui lei è tra due uomini mentre racconta di tradimenti e tentazioni.

Un brano che vedrei bene in un teen trama, come sottofondo del momento topico in cui la ship tra i protagonisti si rompe.

Danimarca

Dalla Danimarca arriva un altro supergruppo, questa volta tutto al femminile, nato meno di un anno fa dalle intenzioni di 4 amiche di provare ad arrivare all’Eurovision.

E ce l’hanno fatta vincendo la selezione danese che, va detto, non era niente di che.

Le ReDDi portano “The show”, un brano che si apre come una ballad per poi esplodere con energia, facendo pensare, come per l’altro supergruppo, più ad una reunion tra amiche che suonavano al Liceo, che ad altro.

Mentre la RAI manda la pubblicità viene presentato un estratto del Carpet di domenica e al rientro Laura Pausini si aggancia ad una parola di Mika e accenna “(You drive me) Crazy” di Britney Spears che prima o poi vedremo come ospite anche all’evento musicale per eccellenza.

Austria

Con il prossimo Paese abbiamo tanta Italia, per quanto si tratti dell’Austria.

Innanzi tutto “Halo”, il brano portato in gara da Lum!x e Pia Maria si avvale della firma, tra gli altri, del nostro Gabry Ponte, con cui Lum!x collabora da anni, mentre il DJ vive in Italia con la madre, prima a Torino, adesso a Milano e usa i social in italiano.

Il brano è un moderno pezzo dance che richiama il sound dei primi anni 2000, ma non è supportato al meglio dalla vocalist che in versione studio è molto interessante, ma live perde moltissimo.

Islanda

L’arena, che con gli austriaci si era trasformata in una discoteca, si ricompone grazie all’intimismo imposto dalla ballata country che arriva dall’Islanda e che ha visto le tre sorelle, che compongono il gruppo Systur, vincere la selezione nazionale con “Með Hækkandi Sól”.

Alle tre sorelle per l’occasione si è aggiunto il fratello alla batteria.

Il brano è un altro tuffo negli anni ’70 che sembra essere il decennio di riferimento, oltre al nostro, in questa edizione.

Atmosfere rarefatte, delicate, intime, sussurrate. Un bel momento.

Grecia

La Grecia ha scelto la sua rappresentante con una selezione interna e ancora una volta si affida ad una cantante di origini greche ma che, di fatto, non è greca fino in fondo.

Nel 2019 Katerine Duska dal Canada, nel 2020 e 2021, Stefania dai Paesi Bassi, che ha anche rappresentato al JESC, e quest’anno Amanda Georgiadi Tenfjord che vive in Norvegia da sempre.

“Die Together” commuove, con un testo bellissimo e un’interpretazione che lo è ancora di più. Una messa in scena essenziale che rispecchia un disagio interiore che riempie tutto.

Norvegia

La mia vincitrice della serata è lei! Amanda vive nel Paese che ha scelto come rappresentanti due abitanti della Luna, Keith e Jim, che accompagnati dall’astronauta che li ha accompagnati sulla Terra, hanno scelto di chiamarsi Subwoolfer.

Con la loro elettronica e un testa surreale e grottesco, grazie a “Give that wolf a banana” hanno vinto la selezione norvegese.

Un sound accattivante, una coreografia che è diventata virale, la simpatia dei loro costumi…

Inoltre si vocifera che dietro il casco dell’astronauta possa esserci TIX, per quanto sembri più una diceria da “clic bait”.

Armenia

La gara è chiusa dall’Armenia che porta una cameretta ricoperta da post-it in cui Rosa Linn intona la sua malinconica “Snap”, delicata, coinvolgente, sorprendentemente cresciuta grazie ad una esibizione live d’effetto.

Chiusa la gara, si apre il televoto e parte anche il primo recap della serata.

Interval Act

Ed è il momento dell’interval act che vede protagonisti Dardust, Benny Benassi e la Voce di Sophie, senza i suoi Giants.

Un omaggio alla musica dance italiana.

Alla fine di questo momento di festa, Laura Pausini ha voluto a tutti i costi rubare due minuti alla scaletta per un tributo a Raffaella Carrà, fautrice a tutti gli effetti del nostro rientro in gara, forse troppo veloce, ma non è stato concesso di più dall’EBU, e si continua a ballare con “Fiesta”.

Diodato

L’Interval Act prosegue con l’esibizione, doverosa, di chi avrebbe dovuto rappresentarci nel 2020, di fatto il vincitore morale di quell’edizione che fu cancellata e che non dubito potesse essere vincitore anche reale.

Dopo l’esibizione live dall’Arena di Verona, unico di quell’edizione ad avere questo onore, Diodato si riprende il palco che avrebbe dovuto calcare e ripropone “Fai rumore”.

È sicuramente uno dei momenti più emozionati dell’intera serata, grazie a quel mix tra la voce e l’interpretazione di Antonio, la profondità del brano, una coreografiva che lo abbraccia e che abbraccia tutto il pubblico.

Una catarsi vera e propria di cui si sentiva il bisogno.

Arrivano Francia e Italia

Segue un breve montaggio di vecchie partecipazioni legate agli animali cantati sul palco eurovisivo e la presentazione dei Big5 con diritto di voto in questa semifinale: Alvan e Ahez per la Francia, che con la loro “Fullen” riportano per la seconda volta la lingua bretone sul palco che, per la prima volta, non vedrà intonare nessuna nota in francese; Mahmood e Blanco invece sono i nostri rappresentanti e presentano “Brividi” con cui hanno trionfato a Sanremo. Intanto ascoltiamo un minuto delle loro esibizioni che però saranno in gara solo durante la Finale di sabato. Ecco finalmente gli esiti di questa ricca serata.

Ed ecco i risultati

Il primo Paese ad essere annunciato è la Svizzera, poi l’Armenia, l’Islanda, la Lituania, il Portogallo e qui arriva un momento che poteva sembrare la gaffe durante il Jury Show, ma che evidentemente era parte dello spettacolo: Laura Pausini finge di non riuscire a pronunciare “Sixth” e si lascia andare in un liberatorio, quanto italianissimo e identificativo della sua genuinità, “Porca vacca” per poi riprendere l’annuncio dei paesi che passano il turno con la Norvegia, la Grecia, l’Ucraina, la Moldavia e i Paesi Bassi.

Durante la conferenza stampa post show sono stati estratti dai finalisti i bussolotti su cui viene indicata la metà durante la quale si esibiranno in finale e possiamo vedere di fatto la prima metà quasi completa, dato che alla Francia, Germania, Italia e Spagna, si vanno ad aggiungere anche Armenia, Norvegia, Paesi bassi, Portogallo, Svizzera e Ucraina, mentre estraggono la seconda metà della finale la Grecia, l’Islanda, la Lituania e la Moldavia che vanno ad aggiungersi al Regno Unito.

Questa mattina poi siamo stati accolti da una bellissima sorpresa: la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest, promossa per l’occasione su RAI 1, ha totalizzato oltre 5 milioni e mezzo di spettatori per uno share del 27%!

Un vero trionfo, in barba a tutti i contestatori stranieri e non.

Non ci resta che attendere la prossima semifinale e a giovedì!